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Rocca d'Evandro. Nasce un comitato ambientale per difendere il territorio

DiThomas Scalera

Feb 2, 2017


Sono diverse settimane che si vocifera in paese circa la realizzazione di un impianto di compostaggio della portata di 30mila tonnellate annua dietro esplicita richiesta dell’amministrazione comunale. L’amministrazione ha risposto ad un avviso Regionale che richiedeva la messa a disposizione di un’ area di circa 10.000 mq, per la realizzazione di un impianto di compostaggio mirato allo smaltimento di rifiuti prodotti da una popolazione di 400.000 abitanti.
Il sito individuato lambisce il territorio del Cassinate nelle località di Collecedro, Collecanne, via Appia Nuova ed è vicinissimo al comune di Sant’Ambrogio sul Garigliano. Le nostre perplessità sono: perché dobbiamo prenderci l’onere di smaltire tutta la frazione organica di una popolazione di 400.000 abitanti? Perché il medesimo impianto doveva sorgere a Scampia ed è stato fortemente contestato dalla popolazione locale? Perché l’impianto di compostaggio di San Tamarro (di 30.000 tonnellate come quello che si vuole realizza da noi) non è mai entrato in funzione anzi viene utilizzato come sito di stoccaggio di ecoballe? Quello di San Tammaro non è l’unico sito di compostaggio non funzionante in Campania. Vi sono, infatti, altri otto impianti, capaci di trattare dalle 6.000 alle 25.000 tonnellate di rifiuti organici, che non sono attivi – alcuni perché sequestrati dopo la scoperta di irregolarità ma mai dissequestrati. (fonte compostaggioincampania.blogspot.it) La nostra preoccupazione è che la gestione dell’impianto possa “sfuggire di mano” come è accaduto per il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio ed in esso possano essere smaltiti fanghi radioattivi come spesso si legge dalle cronache dei quotidiani.
Oltre a questo ecomostro a Rocca d’Evandro sono previsti alti scempi ambientali, sono stati approvati presso la Giunta Regionale tre impianti di Energia idroelettrica rispettivamente di 40-20- 20 megawatt, che stravolgeranno il sistema paesaggistico della località Zappatina. Livio Marrocco e Antonio Fionda si sono adoperati da subito alla realizzazione di un comitato civico per la difesa del territorio ed hanno già inoltrato formale richiesta alla Regione per l’accesso agli atti ammnistrativi, ed invitano tutti i cittadini ad attivarsi per fare gruppo ed intraprendere tutte le azioni necessarie per impedire la realizzazione di questo ulteriore mostro ambientale.

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Thomas Scalera

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