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Roccamonfina – Alta tensione tra Comune e Fondazione Amore, è polemica sui fondi

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Una polemica molto aspra quella che sta contrapponendo l’Ente Comune di Roccamonfina guidato dal sindaco Carlo Montefusco e la Fondazione Nicola Amore per Roccamonfina” presieduta da Emma Petrillo. Nei giorni scorsi gli amministratori dell’Ente comunale hanno “postato” sulla pagina Facebook della lista di maggioranza “La Primavera Roccana” alcune foto inerenti spese e attività finanziate dalla Fondazione Amore negli ultimi anni. La maggioranza consiliare contesta alla Presidente Petrillo di aver drasticamente diminuito i fondi trasferiti dalla stessa al Comune subito dopo l’insediamento dell’amministrazione Montefusco (La Petrillo è divenuta Presidente sotto il governo dell’ex sindaco roccano Letizia Tari) e di aver effettuato delle spese in favore di “professionisti” anziché utilizzare anche quei soldi per l’aiuto ed il sostegno ai poveri e alle famiglie indigenti, così come previsto dallo Statuto dell’ex Ente Morale.

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In particolare a scatenare le polemiche sarebbe il mancato sostegno da parte della Fondazione nel finanziare alcuni servizi che dovrebbero essere garantiti dal Comune come la mensa scolastica e il trasporto degli alunni delle scuole presenti sul territorio comunale. Circa il primo la maggioranza evidenzia come il contributo diminuisca rispetto agli anni precedenti. La Fondazione replica che la diminuzione è dovuta ad un minor costo del servizio stesso e all’uscita dalla condizione di dissesto finanziario nella quale versava l’Ente Comune negli anni scorsi, ragione per cui sono venuti meno i fondi precedentemente stanziati (La Fondazione ha stanziato oltre 14mila euro per il servizio di mensa scolastica – ed emergenze – per l’anno 2016-2017). Sul secondo punto l’amministrazione, avvalendosi di un verbale redatto dal Comando dei Vigili Urbani, sottolinea che il mezzo di trasporto proposto dalla Fondazione al Comune per garantire il servizio di trasporto degli studenti locali non sarebbe idoneo a tale scopo e che il veicolo necessita di notevoli spese per la sola manutenzione.

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In parole povere il Comune vorrebbe un finanziamento dalla Fondazione per le spese del pullman per il trasporto scolastico mentre la Fondazione ha propone la donazione del veicolo già utilizzato negli anni precedenti. Intanto montano le proteste dei genitori degli studenti, soprattutto quelli delle periferie, che si ritrovano senza un servizio importante comunque (anche se tra alti e bassi) garantito in passato. Ma è certamente il “capitolo” inerente i trasferimenti della Fondazione all’Ente Comune che stanno surriscaldando gli animi. Dai 25mila euro donati all’Ente Comune nel 2012 si è passati agli 8.749 del 2015. La maggioranza consiliare vede in questa drastica diminuzione di risorse una “ripicca politica” a seguito dell’elezione di Montefusco alla carica di primo cittadino. Da qui nasce l’accusa mossa nei confronti degli ex amministratori dell’esecutivo Tari di aver utilizzato la Fondazione come un “bancomat”. Ma tra le accuse più gravi mosse dall’amministrazione Montefusco all’indirizzo della Fondazione spicca quella relativa agli aiuti alle famiglie indigenti o presunte tali: “C’è una lista di 77 roccani ‘fortunati’, che qualche anno fa hanno ricevuto somme di denaro senza presentazione dovuta del modello ISEE, autocertificazione ecc… Poveri non riconosciuti dall’Ufficio Politiche Sociali” si legge sulla pagina Facebook de “La Primavera Roccana”. Grande l’irritazione tra i componenti del CDA, Consiglio di Amministrazione, della Fondazione i quali fanno notare che la stessa non è obbligata ad intervenire in sostegno di attività che dovrebbero essere garantite esclusivamente con i fondi in dotazione al Comune. Insomma una diatriba che rischia seriamente di avere ulteriori conseguenze. Non è escluso infatti che possa esserci un dibattito pubblico tra amministratori e rappresentanti della Fondazione per fare chiarezza su procedure, finanziamenti e ruoli da rispettare. Certamente sarebbe auspicabile prima un confronto istituzionale tra le parti affinché entrambe le istituzioni roccane tornino ad avere rispetto reciproco e si prodighino per una serena e leale collaborazione nel rispetto delle specifiche competenze e soprattutto affinché la loro azione sia rivolta concretamente alla popolazione roccana.

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