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Roccamonfina – Caso Fondazone Amore, traballa la maggioranza. Di Filippo contro Montefusco

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Un episodio che mette a rischio la stabilità della maggioranza consiliare guidata dal primo cittadino Carlo Montefusco. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale il sindaco ha proceduto alla nomina in seno al Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Nicola Amore per Roccamonfina”di Valeria Zarli quale sostituta del dimissionario consigliere dello stesso CDA Franco Di Pippo. La maggioranza consiliare si aspettava però da parte del sindaco Montefusco l’azzeramento e la nomina di un nuovo CDA poichè quello attualmente ancora retto dalla presidente Emma Petrillo sarebbe colpevole di una malagestione e di poca trasparenza. Nel precedente consiglio comunale infatti la maggioranza, con in testa l’ex vicesindaco Vittorio Di Filippo, ed il gruppo di opposizione consiliare “Unione Roccana” composto dai consiglieri Michele Cestrone e Ludovico Feole non solo avevanno criticato aspramente il CDA della Fondazione ma avevanno in seguito approvato un documento preliminare alla revoca del CDA ed alla nomina di un nuovo gruppo dirigente in seno alla Fondazione.

Il primo cittadino Montefusco invece di fatto ha assunto un atteggiamento completamente diverso rispetto alla richiesta della sua maggioranza limitandosi per il momento alla sostituzione di un consilgiere nel CDA della Fondazione. E’ molto probabile che il primo cittadino pur condividendo le critiche indirizzate al CDA della Fondazione  non abbia voluto calcare la mano nei confronti di un gruppo dirigente espressione della precedente amministrazione comunale targata Letizia Tari.

 

 

 

Lo scontro tra maggioranza consiliare e Fondazione aveva esasperato gli animi nelle scorse settimane tanto da indurre i componenti del CDA guidati da Emma Petrillo prima ad indire una conferenza pubblica a difesa dell’operato della stessa e successivamente a procedere ad una denuncia nei confronti della decisione presa in consiglio comunale circa la volontà di azzerare il CDA, un atto considerato un abuso illegittimo dalla presidente della Fondazione. Mentre la Fondazione si è rivolta ai legali, c’è stato un cambio di linea da parte del sindaco Montefusco quasi a voler mitigare quella che sembrava essere una posizione decisamente “punitiva” nei confronti di un Consiglio di Amministrazione considerato dai detrattori politicizzato. Apriti cielo.

Il consigliere di maggioranza Vittorio Di Filippo ha reso pubblica una nota nella quale prende nettamente le distanze dall’operato del sindaco Montefusco che “tradirebbe” la volontà della maggioranza consiliare che vuole l’azzeramento del CDA e nuove nomine. A rincarare la dose arriva anche la posizione del Segretario cittadino del Partito Democratico e consigliere di opposizione Michele Cestrone. “La volontà del consiglio comunale è stata chiara – sentenzia Cestrone. Il sindaco deve eseguire la delibera che tutti i consiglieri hanno votato in rappresentanza dei cittadini. Altri comportamenti non sono giustificabili poichè oltretutto l’ordine del giorno è stato portato in consiglio dal sindado su proposta del consigliere di maggioranza Di Filippo. Lo stesso consiglio comunale ha evidenziato cose che tra l’altro noi della minoranza abbiamo sempre detto e ribadito nelle sedi opportune”.

Insomma la stabilità dell’esecutivo Montefusco di colpo traballa pericolosamente. C’è chi paventa scenari di “crisi” assolutamente inaspettati fino a pochi mesi fa. “Un sindaco che ‘sfiducia’ il consiglio comunale sarebbe un caso più unico che raro in Italia”, sottolinea Cestrone. Parole chiare che profumano di “invito” nei confronti del sindaco a tornare sui suoi passi.

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