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Roccamonfina. Corte dei Conti, Progetto Rocca attacca: "Dimettetevi"

Il gruppo di opposizione consiliare dell’ex sindaco Maria Cristina Tari, attacca l’esecutivo Montefusco e ne chiede le dimissioni.

Per la minoranza i rilievi dei giudici contabili rivelano fatti molto gravi e l’inadeguatezza dell’attuale amministrazione comunale

ROCCAMONFINA. Il gruppo di opposizione consiliare Progetto Rocca dell’ex sindaco di Roccamonfina Maria Cristina Tari, composto dai consiglieri Italo Di Biasio e Vittorio Santantonio (ex assessore alle finanze del Comune), attraverso la pagina Facebook dell’associazione di riferimento “Associazione Progetto per Rocca”

attacca duramente l’esecutivo del sindaco Carlo Montefusco. Tutto nasce a seguito dei rilievi fatti pervenire al Comune dai giudici della Sezione regionale della Corte dei Conti di Napoli. I giudici contabili nella missiva parlano di gravi irregolarità ed hanno chiesto all’Ente Comune di rispondere il prima possibile alle loro richieste.

Non a caso la scorsa settimana è stato convocato un consiglio comunale straordinario per discutere della questione, ed un altro sarà convocato a breve sempre in merito a tale tema. Di seguito la nota integrale pubblicata sulla pagina Facebook “Associazione Progetto per Rocca“:

L’ex sindaco di Roccamonfina Maria Cristina Tari

LA RESA DEI CONTI
Oramai siamo alla resa dei conti, meglio alla Corte dei Conti. Il “nuovo che avanza” da quattro anni spadroneggia dal pulpito di facebook ed, oltre che attaccare con improperi chiunque osa fargli notare le carenze generali del paese, usa parole offensive contro la stampa che ardisce scrivere articoli mettendo in risalto le carenze politico-amministrative,

se la prende persino con gli imprenditori locali che osano investire in pubblicità sui giornali ritenuti ostili. I nuovi, che in campagna elettorale si professavano “grillini”, appena eletti si iscrivevano in massa al PD, oggi vanno a braccetto con Forza Italia!

Riescono persino a fare convenzioni con un “ministro della salute”(dei poveri) attuando un piano per l’emergenze territoriali che ha fatto impallidire Vincenzo de Luca che li chiamerà in Regione per sviscerare e capire il loro piano sanitario per Roccamonfina: chiunque si trovi sul territorio di Rocca sarà trasportato, in caso di bisogno, nel giro di poche ore, presso strutture di eccellenza per fare tac o esami medici, senza pagare o con un forte sconto!(vuoi vedere che sono strutture convenzionate dei propri amici sessani?).

Inoltre se qualcuno si sente male verrà assistito direttamente presso le strutture che entro settembre-ottobre saranno attive con molteplici specialisti provenienti da tutta Italia (niente paura se qualche specialista commette errori medici, sarà la Fondazione o il Comune a pagare). L’unico problema ancora non risolto a Rocca è nel fare i conti o meglio far quadrare i conti. Iniziamo dalla (loro) astratta certezza che a partire dal 2017 il Comune avrebbe 802.884,54 euro di massa passiva dichiarata.

Per questo, il comune di Roccamonfina, aderiva alla procedura di riequilibrio di bilancio e con la successiva deliberazione del Consiglio comunale n. 81, del 14 luglio 2017, l’Ente approvava un BIZZARRO piano di riequilibrio finanziario, fissando la durata dello stesso in 3 anni a decorrere dal 2017 fino al 2019, immaginando due uniche misure di risanamento: 1) l’accesso al Fondo di rotazione di cui ex. art. 243 ter del TUEL per euro 550.000,00 e 2) l’incasso di un credito di euro 252.884,554 verso il Consorzio Idrico di Caserta.

Il sindaco di Roccamonfina Carlo Montefusco

[In realtà gli amministratori comunali hanno voluto chiedere agli organi competenti un cosiddetto “pre-dissesto” in virtù dei vantaggi che derivano al Comune, in luogo del più gravoso stato di dissesto ex art. 244 del Tuel, cui conseguono – tra gli altri effetti – anche conseguenze in termini di responsabilità sanzionatoria e in termini preclusioni a ricoprire gli incarichi di assessore, revisore dei conti e rappresentante di enti locali, oltre che di incandidabilità (artt. 248 comma 5 e 5 bis del Tuel ].

Gli Enti preposti hanno valutato sia le “carte” presentate dal Comune, sia la relazione ministeriale e, l’analisi dei dati contabili, ha fatto emergere fin da subito una situazione di grave disordine contabile, particolarmente anomala (questo è quello che scrivono i Giudici).

I Giudici partono dal principio che il Comune, avendo chiesto il dissesto nel 2011(ed ancor prima nel 2004) e che tali azioni sono state concluse positivamente con una ipotesi di riequilibrio anche approvata dal Ministero dell’Interno (ex art. 261 del Tuel), ci sia qualcosa di strano nel richiederla dopo così breve tempo.

I Giudici rivelano che il Comune deve comunque provvedere alla corretta quantificazione dell’esposizione debitoria e del disavanzo da ripianare in modo da poter elaborare un piano pluriennale di recupero con la PUNTUALE ed IMMEDIATA ricognizione dei fattori di squilibrio(debiti) annualmente. Ora i fatti certificati sono che, in ordine alla situazione giuridico-finanziaria dell’Ente, con specifico riferimento al dissesto dichiarato dal Comune di Roccamonfina, con deliberazione del Consiglio Comunale n. 23 del 23.06.2011,

risultava che l’Organo straordinario di liquidazione con proprio atto n. 15 del 17.11.2015 aveva approvato la rendicontazione della gestione straordinaria della liquidazione (Commissario – delibera n. 15/2015), successivamente approvato e oggetto di presa d’atto da parte della Giunta Comunale (delibera G.C. n. 9/2016) e del Consiglio Comunale (delibera C.C. n. 6/2016). Queste date sono fondamentali poiché dal 2015 e successivamente dal 2016 il Consiglio Comunale

Il Municipio di Roccamonfina

ha recepito il rendiconto della Gestione straordinaria di Liquidazione demandando agli Uffici preposti gli atti di competenza affermando di NON INCIDERE SULLA GESTIONE CORRENTE DELL’ENTE COMUNE.
Ancora nel Maggio 2016 si approvava il bilancio di previsione 2016-2018. Questo per rappresentare che oramai sono passati molti anni da quando i “nuovi” amministrano il comune e sono “formalmente” responsabili di quello che fanno!

I nostri Amministratori affermano su facebook e anche in sedi istituzionali, che vi sono debiti non ancora riconosciuti. Innumerevoli volte la Corte dei Conti ha chiesto al Comune di documentare, col supporto di adeguata evidenza contabile, lo stato delle cose, ma il comune in sede controdeduttiva produceva (testuali parole) 
– “uno specifico allegato(“all.A”) che disvelava una grave irregolarità” –
( sempre a detta dei Giudici). Continuando i Giudici chiedevano ulteriori spiegazioni ed atti per esporre la rendicondazione della gestione delle risorse finanziarie;


”… L’Ente replicava unicamente facendo pervenire una serie di prospetti, non comprovati da adeguato riscontro contabile, di cui si riporta….”.
In più il Comune affermava che:
“La massa passiva trova capienza nelle somme accantonate, sufficienti a tal scopo, e di tale circostanza il piano tiene conto, considerando la presenza, tra i residui, della somma accantonata sufficiente…” 
Sempre i Giudici affermano che:


“Alla luce di quanto esposto, pertanto, la gestione dei residui è affetta da gravi irregolarità con anomalie di sistema che si riverberano sui principi di veridicità attendibilità, correttezza e comprensibilità del bilancio, che vanno a detrimento dell’accertamento sia del disavanzo di amministrazione da ripianare (di consistenza, allo stato degli atti, non quantificata…) sia delle misure di risanamento, da riguardare ormai come “misure correttive” di riequilibrio finanziario del Comune, attesa la inammissibilità del piano pluriennale”.

Il logo dell’Associazione Progetto per Rocca


Riguardo al secondo punto, il riferito credito vantato nei confronti del Consorzio Idrico, gli amministratori lo hanno quantificato quale credito di € 252.884,54. In relazione a tale credito, la Commissione ministeriale, nel supplemento istruttorio inviato al Comune in data 14.03.2018, aveva chiesto di trasmettere tutta la relativa documentazione.

L’Ente si era limitato ad inviare due brevi note ricevute dal Consorzio in data 3 luglio 2017 ed in data 12 luglio 2017, dalle quali si evinceva la volontà di addivenire ad un bonario componimento della vertenza giudiziaria pendente, che sarebbe dovuta avvenire attraverso una non meglio specificata “compensazione del credito vantato dal Consorzio nei confronti del Comune di Roccamonfina”. In merito alla richiesta di maggiori dettagli sull’operazione, avanzata dall’Ufficio di Controllo, gli amministratori si limitavano a riferire che:

Il consigliere di opposizione del gruppo “Unione Roccana” ed ex sindaco Ludovico Feole


“il Comune di Roccamonfina, sollecitato dal difensore dell’Ente, [aveva] approvato con deliberazione di Giunta Comunale n.103 del 31.10.2018 lo schema di accordo transattivo, che specifica e dettaglia i termini e gli importi dei reciproci rapporti di dare/avere”.


Tale argomentazione risulta particolarmente lacunosa alla luce di quanto dichiarato dalla Commissione per la stabilità degli Enti locali, nella sua relazione, nella parte in cui afferma che: 
“Inoltre l’ente non ha sufficientemente documentato il credito vantato nei confronti del Consorzio Idrico di Caserta, per cui l’entrata di € 252.884,54, che intende utilizzare per il ripiano di parte dei debiti fuori bilancio riconosciuti, difetta del requisito della certezza”.


La Corte dei Conti rileva che, tale ipotetico atto transattivo, in primo luogo esso vada a porre fine, per “avvenuta cessazione della materia del contendere” (cfr. punto 7 atto transazione cit.), ad un giudizio tra il Comune ed il Consorzio idrico Terra di Caserta che, incardinato dinanzi al Tribunale di S. Maria C.V. 4° Sezione civile, è giunto fino alla fase dell’udienza di precisazione delle conclusioni. Con tale accordo, l’Ente rinuncia a far valere un credito pari ad euro 396.337,48 nei confronti del Consorzio, a fronte della rinuncia, da parte di quest’ultimo, a far valere un credito pari ad euro 330.567,05 nei confronti del Comune.

Ciò assume vieppiù rilevanza alla luce del fatto che, aderendo alla transazione, il Comune ha rinunziato a proseguire un giudizio in atto e ha conseguito una perdita certa, in bilancio, pari ad euro 65.770,43. I Giudici argomentano che:
“in adunanza pubblica il responsabile del servizio finanziario ha precisato che la transazione è stata conclusa data la elevata probabilità di non poter incassare nulla, anche in caso di esito vittorioso del giudizio, stanti le precarie condizioni di liquidità del Consorzio”.


In sostanza i Giudici fanno notare: “come puoi chiedere 252000 euro quando hai transatto ed estinto il credito? E perché hai chiuso la transazione a tuo sfavore?” (Tralasciamo le perplessità espresse dalla Corte in merito alla mancanza della firma del Sindaco e nel mancato vaglio del Consiglio Comunale su tale atto di transazione). La Corte ammonisce che lei valuta solo lo stato contabile dell’Ente non entrando in merito del se lo potessero fare! Altrettanto incerta si configura la problematica degli incarichi fiduciari ai legali dell’Ente.

L’Ufficio di Controllo aveva chiesto in proposito di predisporre un elenco nominativo di eventuali legali esterni fiduciari del Comune indicando, per ciascuno di essi, gli incarichi conferiti, nonché gli importi erogati/stabiliti, facendo pervenire copia della convenzione sottoscritte dai legali dell’Ente all’atto del conferimento dell’incarico. La risposta era corredata da un elenco di incarichi legali conferiti a partire dal 2015, “non adeguatamente chiaro e privo di qualsivoglia utile documentazione”. La Corte dei Conti termina che,

Il consiglio comunale di Roccamonfina


“alla stregua di quanto finora esposto e considerato, dunque, il piano di riequilibrio del comune di Roccamonfina, articolato nell’arco temporale di tre anni, anzichè almeno di quattro anni (ex art.1 co. 888 lettera a della l. 205/2017 e artt.188 e 194 del Tuel), va dichiarato INAMMISSIBILE, per difetto dei relativi presupposti strutturali di legge. Indipendentemente dal merito del Piano di riequilibrio ex art. 243 bis del Tuel, la Sezione non può non evidenziare che l’esame della situazione finanziaria dell’ente rivela una situazione di grave disordine contabile”
poiché c’è


“sottostima di poste di bilancio, mancati accantonamenti, supervalutazione di residui attivi, omessa verifica nel riscontro con la liquidazione commissariale in termini di corrispondenza tra il piano di estinzione ed effettiva liquidazione e, in ogni caso, con una gestione lenta dei residui attivi e gravi criticità nel riaccertamento straordinario e ordinario dei residui medesimi.


La conclusione è:
“ La Corte ordina che, a cura del servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente deliberazione sia comunicata al Sindaco, al Presidente del Consiglio ed all’Organo di revisione dell’ente, nonché alla Commissione ex art. 155 del TUEL e al Ministero dell’interno,

alla Procura presso la Sezione giurisdizionale della Campania (ex art. 52 del d.lgs. 174/2015) per quanto di competenza, in relazione a eventuali ipotesi di responsabilità per danno erariale derivanti dalla costosa e inefficiente gestione commissariale, come illustrato in motivazione”.
Noi invece affermiamo: DIMETTETEVI prima che sia troppo tardi!

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