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Roccamonfina – L'antica 'Pennina' nel degrado, sparita una parte del basolato. Soldi pubblici buttati

DiThomas Scalera

Ago 10, 2016

Soldi pubblici buttati nel cesso. Non è il titolo di una fiction trash ma purtroppo l’amara realtà che caratterizza molte opere ed interventi pubblici in Italia, in particolar modo nel meridione. Roccamonfina, Caserta, non fa eccezione. Le foto allegate all’articolo dimostrano le condizioni nelle quali versa attualmente un’antica via rurale detta “Pennina”, così chiamata per l’elevata pendenza che la caratterizza.
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“A Pennina” si dirama dalla parte vecchia della frazione Filorsi e sbuca sulla strada provinciale Teano – Roccamonfina all’altezza della località Tuorisichi, a circa un paio di km dal centro del comune vulcanico. L’antica via in passato era molto trafficata dai residenti della frazione per raggiungere a piedi, o con l’ausilio di muli, più velocemente il centro di Roccamonfina anziché utilizzare la sddetta strada provinciale. Dopo decenni di abbandono totale, circa due anni fa la strada, caratterizzata da un bellissimo lastricato, tra quelli meglio conservati nel territorio vulcanico, è stata oggetto di un intervento di manutenzione. Grazie ai fondi comunitari messi a disposizione dall’Asse IV del PSR Campania – 2007/2013 (Bando Misura 313), furono eseguiti interventi di manutenzione tra i quali pulizia del sentiero, installazione di staccionate laterali, sistemazione in alcuni punti del lastricato. Ebbene dopo pochissimo tempo lo spettacolo che si presenta agli occhi di residenti e turisti è davvero triste.
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Se si escludono il tratto iniziale e quello finale della strada, regna ovunque l’incuria totale, la vegetazione che ha sepolto le staccionate e soprattutto, nella parte centrale della “Pennina”, le voragini al lastricato. Molto probabilmente alcune delle “vasole” (basole) più grandi e di maggior pregio sono state rubate. Sono evidenti nelle foto i “vuoti” lasciati in alcuni punti dove erano poste appunto le pietre più grandi.
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Per non parlare delle assurde colate di cemento ai lati di gran parte della strada che ne hanno deturpato irreversibilmente la bellezza. La strada in questione non ha solo un valore paesaggistico-rurale ma anche storico. All’epoca degli interventi infatti furono ritrovati reperti di origine romana, compreso un tratto dell’antico basolato della strada.
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Che fine hanno fatto quelle pietre? Sono finite ad abbellire il giardino o la villa di qualcuno? Perché i lavori non sono stati eseguiti “a regola d’arte” come prevede il Codice Civile? Perché la manutenzione non è stata più eseguita?
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Perché non è stato eseguito nessun intervento anche in merito all’incanalamento delle acque piovane che dalla strada si riversano interamente al borgo vecchio di Filorsi? Se rispondere a queste domande può risultare difficile, l’auspicio è che si possa intervenire al più presto per riportare all’antico splendore una delle strade più antiche e belle del Comune vulcanico e che coincide con uno dei sentieri locali più suggestivi dall’alta valenza turistica.
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