• Dom. Set 26th, 2021

E revoca fu. I “falchi” della maggioranza hanno avuto la meglio su chi invitava invece al dialogo. Con il sostegno del gruppo di opposizione consiliare “Unione Roccana” composto da Michele Cestrone e l’ex primo cittadino Ludovico Feole, la maggioranza retta dal sindaco Carlo Montefusco nel corso del consiglio comunale, svoltosi ieri sera presso il Municipio di Roccamonfina, ha proceduto alla revoca del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Nicola Amore per Roccamonfina” guidato dalla Presidente Emma Petrillo. Compatto il voto della maggioranza consiliare de “La Primavera Roccana” supportato dalla “costola” del gruppo di minoranza che ha decretato così la fine dell’esperienza dell’attuale CDA in seno alla Fondazione, colpevole di aver gestito in malo modo i fondi della stessa in barba alle finalità previste dallo Statuto dell’ex Ente Morale.

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Numerose le accuse mosse ai consiglieri del CDA e alla Petrillo circa la gestione della Fondazione, dalle spese eccessive per consulenze a professionisti, ai pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà, dalla riduzione dei trasferimenti in favore dell’Ente Comune, alle lotte interne con protagonista l’ex consiglieri del CDA Franco Di Pippo (dimessosi pochi giorni fa a seguito di una lunga polemica che lo ha riguardato personalmente poiché da diverso tempo era in rotta di collisione con gli altri membri del Consiglio di amministrazione). Ad evidenziare ciò sono stati nei loro interventi in aula sia il sindaco Carlo Montefusco che ha evidenziato gli attacchi ricevuti dal CDA nei mesi scorsi, in particolare all’indomani della sua elezione a primo cittadino roccano, sia il suo uomo forte (in termini di consenso elettorale) Vittorio Di Filippo.

montefuscoFeole

Quest’ultimo ha parlato senza mezzi termini di un utilizzo illegale della Fondazione da parte degli attuali componenti del CDA. Accuse pesanti che potrebbero vedere anche delle denunce a carico degli ex consiglieri. Le accuse infatti devono essere tutte provate e sembra certo che ormai a parlare saranno i legali delle rispettive parti. A rincarare la dose anche l’ex sindaco Ludovico Feole il quale nel suo intervento ha evidenziato una serie di errori tecnici effettuati nel passaggio da Ente Morale a Fondazione compiuti a suo dire dall’ex amministrazione Tari sottolineando l’assenza di trasparenza nella gestione della Fondazione. Dura la reazione dei componenti dell’altro gruppo di minoranza “Progetto Rocca” Vittorio Santantonio e Letizia Tari. Quest’ultima ha difeso il suo operato sottolineando come il passaggio da Ente Morale a Fondazione sia stato eseguito nel rispetto delle leggi previste e che il CDA della Fondazione da lei nominato ha operato nella massima trasparenza e legalità. La stessa Tari, con dichiarazione di voto allegata agli atti consiliari, ha sottolineato che di fatto l’amministrazione comunale ha compiuto un abuso d’ufficio e che saranno presentati esposti alle autorità competenti a tutela della Fondazione nonché per far emergere la correttezza degli atti amministrativi adottati durante la sua amministrazione.

Letizia Tari petrillo

Intanto la Presidente della Fondazione Emma Petrillo ha annunciato una conferenza pubblica che si svolgerà mercoledì prossimo 16 novembre per spiegare le ragioni dell’ormai ex CDA. In realtà il voto di ieri sera ha carattere squisitamente “politico”. I detrattori vedono nel provvedimento di revoca una chiara volontà di punire e mettere all’angolo la parte politica vicina all’ex sindaco Letizia Tari. La Fondazione doveva essere “allineata” all’attuale esecutivo. E’ sempre stato così sin dai tempi dell’Ente Morale. Resta l’auspicio che il nuovo CDA che sarà nominato a giorni dal sindaco Montefusco operi concretamente con lealtà e trasparenza  in favore delle famiglie e delle persone bisognose del comune vulcanico. Allo stesso modo resta la consapevolezza che in un comune profondamente diviso da infimi interessi di bottega qual è Roccamonfina, visto lo “spettacolo” offerto dall’intera classe dirigente locale, se Nicola Amore potesse tornare indietro non lascerebbe nulla ai suoi “concittadini”.

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Thomas Scalera

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