• Mer. Ott 20th, 2021

Una sconfitta netta e amara per il SI, una vittoria travolgente e schiacciante per il NO. Questo è l’esito che emerge dalle urne al termine delle votazioni del referendum sulla legge di mofica della Costituzione, cosiddetta legge Boschi. In linea con il dato nazionale, in tutti i comuni dell’Alto casertano vince nettamente il NO. Durissima batosta per il SI anche nei due grandi feudi “democratici” di Sessa Aurunca e Teano, luoghi natii e fortini di due “big” del Partito Democratico quali Gennaro Oliviero e Pina Picerno. A Sessa Aurunca il SI resta al 33,47% mentre il NO raccoglie il 66,53% dei consensi. A Teano il NO giunge addirittua vicinissimo al 70%, il 69,53% per la precisione mentre il SI si ferma al 30,33%. La percentuale più alta in assoluto per il NO si registra nel comune di Presenano retto dal sindaco Maccarelli. Qui infatti il NO sfonda il 70% e raggiunge un clamoroso 75,56%, il SI arriva ad appena il 24,44%. Altro comune dove il NO è stato particolarmente significativo è Roccamonfina. Nonostante la giovane amministrazione Montefusco targata nettamente PD, il NO ha sfiorato il 70% raggiungendo il 68,23% dei consensi contro il 31,77 a favore del SI. Anche a Rocca d’Evandro il NO trionfa e supera il 70% con il 72,81% contro il 27,19% del SI. Stessa musica a San Pietro Infine dove il NO ottiene il 70,10% dei voti contro il 29,90 a favore del SI. A Mignano Montelungo guidato dal primo cittadino Antonio Verdone il SI si ferma al 33,15% mentre il NO ottiene il 66,85%.

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Marzano Appio registra il 64,69% a favore del NO contro il 35,31% per il SI. Nel comune di Tora e Piccilli il No si attesta al 61,01% mentre il SI al 38,99. A Galluccio il SI ottiene il 41,61% contro il 58,39% a favore del NO. Il fronte del SI rosicchia qualche minima posizione solo a Conca della Campania giungendo al 43,27% ma il NO vince comunque nettamente con il 56,73%. Insomma anche dai comuni dell’area del Parco regionale “Roccamonfina -Foce Garigliano” e della Comunità Montana “Monte Santa Croce” arriva una vittoria schiacciante per il NO. Le ragioni che stanno alla base di questo voto clamoroso che a livello nazionale hanno portato alle dimissioni del Premier Matteo Renzi con l’inevitabile crisi di governo, vanno ricercate innanzitutto nelle gravi difficoltà economiche che pesano sul territorio. I comuni del Parco e della Comunità montana da decenni vivono in una depressione e crisi economica che ha visto l’impoverimento progressivo e costante delle famiglie con l’aumento spaventoso della povertà, la fuga di migliaia di giovani con il conseguente spopolamento di molti centri urbani, il taglio o la soppressione di servizi importanti, ma soprattutto da decenni sono abbandonati dalla “politica” incapace di dare speranza e progettare un futuro. Le classi dirigenti locali non sono state e attualmente non sono capaci di farsi carico dei problemi reali delle collettività che rappresentano. Queste sofferenze sociali che in modo ipocrita e pericoloso sono state quasi tenute nascoste dalla politica negli ultimi anni, sono esplose inevitabilmente con il voto di domenica scorsa. Il Sud Italia tutto, e le arre interne in particolare, è una “polveriera” pronta ad esplodere se non riceverà le giuste risposte dalla Politica.

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Thomas Scalera

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