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Roccamonfina/Comunità Montana – Marchio DOP, Di Salvo duro: "Denominazione sbagliata e scelta unilaterale. Urge una modifica". E' polemica tra i sindaci

DiThomas Scalera

Set 13, 2016

“Una decisione unilaterale che danneggia i comuni della Santa Croce a vocazione castanicola”. Così interviene il Presidente della Comunità Montana “Monte Santa Croce” e sindaco di Conca della Campania Alberico Di Salvo in merito alla recente riunione del comitato per il riconoscimento del Marchio DOP per la castagna primitiva tipica dell’area del vulcano di Roccamonfina. Il testo del disciplinare per il riconoscimento del marchio DOP prevede la denominazione di “Castagna primitiva (o tempestiva) di Roccamonfina”, una denominazione che dunque evidenzia una specificità del comune vulcanico. Proprio su questo aspetto si concentra la critica di DI Salvo che chiede una urgente modifica al testo. “La castagna primitiva non è una prerogativa esclusiva del comune di Roccamonfina. A Conca della Campania, a Galluccio, a Tora e Piccilli e Marzano Appio (quest’ultimo comune non più membro della Comunità Montana “Monte Santa Croce” ndr) è presente ed è intensa la coltivazione di questa varietà di castagne. La decisione assunta nella recente riunione svoltasi presso il Municipio di Roccamonfina è stata unilaterale e non ha tenuto conto di questo dato oggettivo – sottolinea il Presidente della Santa Croce che aggiunge -.
Di Salvo
Evidentemente il cambio di alcuni membri all’interno del comitato ha prodotto questo risultato. Insieme ai sindaci dei comuni interessati, in qualità di Presidente della Comunità Montana, organo che li rappresenta, chiederò che venga apportata la dovuta correzione e che si indichi la dicitura ‘Castagna primitiva del Roccamonfina’ o ‘dell’areale del Roccamonfina’ affinché tutti i comuni interessati vengano tutelati”. La posizione di Di Salvo dunque è netta e chiara e si scontra evidentemente sull’accelerazione voluta dal sindaco di Roccamonfina Carlo Montefusco proprio in merito al riconoscimento del marchio DOP per la varietà tempestiva (tutte le altre varietà di castagne, tipiche del territorio roccano, non saranno prese in considerazione per il marchio di tutela). Montefusco spinge per ottenere il marchio ed avere un risultato “politico” importante ma ciò ha generato un allineamento tra i comuni della Santa Croce che si sentono esclusi e danneggiati da tale scelta. “Doveva esserci più concertazione in merito, era necessario ascoltare le voci di tutti. Così non è stato”, conclude Di Salvo il quale auspica “che ci sia al più presto una modifica al testo ed un maggior dialogo tra le parti interessate”. Il Presidente della Santa Croce inoltre interviene anche in merito alle numerose sagre legate alla castagna che si terranno nelle prossime settimane nei vari comuni del territorio. “Bisognerebbe coordinare meglio gli eventi che si svolgono nei comuni dell’area della Comunità Montana in modo da evitare accavallamenti con esiti negativi reciproci e senza sminuire il valore di nessuna delle manifestazioni in programma”.

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Thomas Scalera

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