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11 ottobre 2018

Roma. Il Presidente Nazionale dell’U.N.A.C. scrive alla Sig.ra Ministro della Difesa On. Elisabetta Trenta per i Diritti Sindacali Militari

ROMA. Il Presidente Nazionale dell’U.N.A.C.

scrive alla Sig.ra Ministro della Difesa On. Elisabetta Trenta per i Diritti Sindacali Militari.

Alla Sig.ra Ministro della Difesa
On. Elisabetta TRENTA
Gabinetto del Ministro
Via XX Settembre, 8

  • 00187 – ROMA
    r.r. anticipata via pec: udc@postacert.difesa.it e, p.c.

Al Sig. Presidente Del Consiglio Dei Ministri
Sen. Giuseppe CONTE
Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370
00187 ROMA r.r. anticipata via pec: presidente@pec.governo.it

Al Sig. Vice Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Luigi DI MAIO
Ufficio di Segreteria Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370
00187 ROMA
r.r. anticipata via pec: uscm@palazzochigi.it

Alla Presidenza della Repubblica
Ufficio Affari Militari
Direttore: gen. Roberto CORSINI
Palazzo del Quirinale
00100- ROMA- r.r. anticipata via pec : protocollo.centrale@pec.quirinale.it

Al Presidente del Parlamento Europeo
Rue Wiertz/Wiertzstraat
B 1047 – Bruxelles – Belgio

04.10.2018

                             Oggetto:   Circolare M_D GUDC  REG2018 0036019 21-09-2018                                                    del -Gabinetto  del Ministro - Diritti Sindacali Militari -                                                   Notifica di Mobilitazione Nazionale.-  


                                    -^-^-^                                 

         Sig.ra  Ministra 
        Il Suo Capo di Gabinetto, come immagino ben sà, guarda caso un Generale, ha emanato la Circolare in oggetto, in tema di Diritti Sindacali per i Carabinieri e Militari, atto ultimo, da noi ritenuto il piu' "ignobile" che sia mai stato emanato dal Suo Dicastero nella Storia della Repubblica, per i motivi ben noti, che comunque le rammento: 

a) I pieni Diritti Sindacali, sono stati sanciti dalle note Sentenze della Corte Europea Dei Diritti Dell’Uomo, nr. 32191/09 e 10609/10 del 02.10.2014 che hanno di fatto statuito il pieno Diritto per tutti i Militari di Costituire o aderire ad Organizzazioni Sindacali, e che le restrizioni previste dallo stesso articolo 11 (Divieto di sciopero)
per Militari e Poliziotti non possono essere intese, nella NEGAZIONE
ASSOLUTA alla costituzione o adesione di Militari ad un Sindacato.
Testualmente:”
41-La Corte ricorda che l’articolo 11 § 1 presenta la libertà sindacale come una forma o un aspetto particolare della libertà di associazione.
Le parole “per la difesa dei propri interessi” elencati in questo articolo non sono ridondanti e la Convenzione salvaguarda la libertà di difendere gli interessi professionali dei membri di un sindacato attraverso l’azione collettiva di ciò, azioni di cui gli Stati contraenti devono a loro volta rendere
possibile lo svolgimento e lo sviluppo. Dovrebbe pertanto essere possibile per un sindacato intervenire per tutelare gli interessi dei suoi membri, ed i singoli aderenti hanno il diritto alla possibilità che il loro sindacato venga ascoltato nella difesa dei propri interessi.

  1. Ha anche sottolineato che il paragrafo 2 non esclude nessuna categoria professionale del campo di applicazione dell’articolo 11; cita in particolare le forze armate e la polizia tra quelli che possono, al massimo, vedersi imporre dagli Stati delle “restrizioni legittime” senza pertanto che il diritto alla libertà sindacale dei loro membri sia messo in discussione.
  2. La Corte sottolinea che essa ha considerato al riguardo che le restrizioni possono essere imposte ai tre gruppi di persone citati dall’articolo 11 richiedono una rigorosa interpretazione e devono quindi limitarsi all’”esercizio” dei diritti in questione. Essi non devono minare l’essenza stessa del diritto di organizzarsi.
  3. Di conseguenza, la Corte non accetta le restrizioni che colpiscono gli elementi essenziali della libertà sindacale, senza le quali il contenuto di tale libertà sarebbe privato della sua sostanza. Il diritto di formare un sindacato e di aderirvi è uno di questi elementi essenziali

b) Tali sacrosanti principi di rango Internazionale, hanno visto la loro applicazione dal Tar Veneto e dal Consiglio di Stato prima, e dalla Corte Costituzionale poi, con altrettanto Sentenze applicative.

Il Suo Dicastero, oggi alla guida di un politico che predicava la cosiddetta “democrazia partecipata” ha emanato la Circolare in oggetto, non solo eludendo le normative sopra riportate, violando la carta Costituzionale in tema di Diritto Sindacale, ma ha anche “offeso” svariati milioni di carabinieri e appartenenti alle
Forze Armate in servizio e soprattutto in Congedo, quest’ultimi “rottamati” ed
“umiliati”, dopo aver sacrificato la propria Vita alla Patria, Invalidi per servizio, Vittime del Dovere, privati da ogni “diritto” ma ancora sottoposti alla “gerarchia ” militare in tema di procedimenti disciplinari ( ! ).
Uomini e donne, che, credendo al “Governo del Cambiamento” spiattellato dal Suo movimento Politico in campagna elettorale, le hanno dato il loro consenso e l’hanno mandata al Dicastero, da quale ultimo è arrivato il Suo ” TRADIMENTO”.

Ma vi è di piu’.

Ella, con l’emanazione di detta Circolare, che ha voluto far firmare da un generale, dai quali si circonda, per lanciare un preciso messaggio, ai “soldati” dei quali avrebbe dovuto circondarsi e quanto meno ascoltare, si è schierata ancora una volta dalla parte dei generali, complice di “privilegi” acquisiti negli anni, come quello di gestire proprie Fondazioni “Miliardarie” dalle quali traggono profitto, privilegi e sostentamento economico, , oltre ai propri stipendi e pensioni “d’oro” .

E’ il caso di elencargliene a futura memoria qualcuna:

1) La Fondazione denominata Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, che vede in “conflitto di interessi” a Capo Amministrativo, il Comandante Generale dell’Arma ed il Capo di Stato Maggiore dell’Arma e altri 4 ufficili del Comando; Fondazione che rimane sotto il “controllo” del Suo Dicastero, che vanta bilanci “miliardari” dei quali Ella dovrebbe permettere l’immediata pubblicazione, ( come ha richiesto nella Circolare del Suo Gabinetto per i futuri Sindacati Militari ) almeno degli ultimi 5 anni, con elencazione dei beni mobili ed immobili posseduti, goduti e gestiti dai generali, politici, magistrati e loro “amici” ; dalla distribuzione indiretta di utili; dal finanziamento sotto forma di sponsorizzazioni da parte di Aziende Pubbliche e Private e Partiti Politici, che al contrario dovrebbero essere controllate dallo stesso Comando Generale dell’Arma, per il possesso del Reating di Legalità, pur richiesto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione;

2 ) L’Associazione Nazionale Carabinieri, anche questa sotto il controllo del Ministero della Difesa, che vede bilanci annuali di oltre 6 Milioni di euro, e distribuzione ai generali e Colonnelli in “pensione” chiamati “ispettori” sotto forma di “rimborso spese, emolumenti “esentasse” che aggiungono oltre alle proprie pensioni d’oro e
privilegi di cui sopra;
Sig.ra Ministro, con la Circolare in oggetto, non di fà altro che ripristinare i “defunti” Cocer, ovvero quelle Rappresentanze Militari cassate dalla Corte Europea, già Sindacati “gialli” al solo servizio dei generali, che hanno fatto solo danni, e nel contempo, si è voluto prendere in giro gli uomini e donne in divisa in servizio ed in congedo, enunciando un potere “assoluto” in capo ai generali e non al “Ministro”;

    Dia invece  un senso di "coerenza" al Suo mandato su quella "democrazia partecipata";   pubblichi quanto le viene richiesto;  dia ascolto alle  richieste di noi "soldati" ancora disattese;  
  Oppure continui  come tutti i suoi predecessori, ad essere "complice" di tali ritenute nefandezze.  
 Perchè chi si presta o si presterà ai "giochi" dei suoi Generali, non puo' essere ritenuto "carabiniere o militare d'onore"  ma un "suddito" dei poteri forti. 
  In tal caso,  le preannuncio una prossima "mobilitazione" nazionale di uomini e donne con le stellette in servizio ed in Congedo, senza precedenti nella Storia della Repubblica Italiana.  

Atteso il Suo principio di “Democrazia Partecipata” la presente missiva verrà resa pubblica, affinchè tutti i Carabinieri e Militari e loro familiari possano essere portati
a conoscenza delle Azioni dei Suoi generali, al Suo comando, che in tempi Manzoniani sarebbero stati definiti da “colonna infame”.
Sig.ra Ministro, come ha visto e vede, questo “soldato” ha sempre avuto il coraggio di firmare personalmente le sue missive e le sue azioni, e non ha mai
mandato avanti gli “altri”.

Il dott. Antonio Savino, Presidente Nazionale UNAC

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