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Roma – Licenziamenti collettivi al giornale L'Unità, assemblea permanente dei giornalisti

DiThomas Scalera

Gen 11, 2017


Quanto sta avvenendo allo storico quotidiano de “L’Unità” è il simbolo della scomparsa di qualsiasi barlume di sinistra in Italia e non ad opera delle forze di destra ma, paradosso, delle stesse forze che si dicono di sinistra. Dopo essere resuscitato da una precedente chiusura (resa possibile grazie ai soldi pubblici dello Stato, in virtù di una vecchia legge del Governo Prodi, la norma del 1998 sulla garanzia statale dei debiti dei giornali di partito), il quotidiano diretto da Sergio Staino e fondato nel 1924 da Antonio Gramsci, rischia di chiudere definitivamente. Stamane infatti l’amministratore delegato Guido Stefanelli attraverso un suo delegato ha annunicato di voler procedere a licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali. La decisione unilaterale ha fatto immediatamente scattare l’assemblea permanente dei giornalisti che lavorano alla gloriosa testata. Non è chiaro il numero degli esuberi che ha in mente la proprietà che vede un 20% in mano al Partito Democratico (tramite la società EYU srl), partito del quale il quotidiano è l’organo ufficiale. Nonostante i soldi pubblici di cui ha potuto usufruire sin qui, L’Unità è in caduta libera nelle vendite e presenta ingenti debiti a bilancio. Le perdite sono costanti e gli sforzi fatti negli ultimi mesi non sono stati premiati. Il Direttore Staino ha fatto sapere che si opporrà in tutti i modi ai licenziamenti pur ammettendo che il suo quotidiano “moricchia” evidenziando colpe da parte del Partito Democratico accusato di non essere serio nell’affrontare la questione.

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Thomas Scalera

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