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Roma. L’On. Lucia Azzolina del Movimento Cinque Stelle Difende i diritti dei Vincitori e degli Idonei Concorso 2016

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Con il post sulla sua pagina Facebook ha ridato speranza ai ‘dimenticati’ Concorso 2016

Parole significative che riaccendono la speranza di vedere rispettato un diritto.

Roma. Sono trascorsi mesi davvero difficili per i Vincitori e gli Idonei del concorso 2016. Attimi di smarrimento, di delusione e di costanti mortificazioni per coloro che hanno creduto in un concorso altamente selettivo proposto dal Governo nel 2016. Parcheggiatiin graduatorie e beffati da uno scellerato continuo ping-pong tra alcuni membri del Parlamento e i sindacati.

Ecco, i sindacati: “il sindacato, nel diritto del lavoro, è un ente che rappresenta le parti in un rapporto di lavoro (parti sociali)”, oggi dovrebbero difendere i dritti dei lavoratori ma pare evidente che le tessere siano di gran lunga più importanti del rispetto dei diritti.

Oggi, con il post dell’On. Lucia Azzolina, i vincitori e gli idonei Concorso 2016, membri dei gruppi ‘Movimento Vincitori Concorso 2016 Infanzia Campania‘ e ‘Movimento Vincitori Concorso 2016 Primaria Campania‘, hanno ritrovato la speranza di credere in una stabilizzazione meritata che non debba inchinarsi ad una parentesi temporale non immediata.

Riportiamo di seguito il post dell’On. Azzolina:

“Quando mi sono candidata con il M5S ho creduto nel programma scuola e non solo.

Quel programma era chiarissimo rispetto agli investimenti sulla scuola, sulla ricerca e università, sul concetto di meritocrazia e soprattutto niente sanatorie.
Stamani e nei giorni scorsi ho letto i giornali, sembravano bollettini di guerra. La parola sanatoria campeggiava dappertutto.
Quel programma scuola doveva essere il cambiamento, il faro della Costituzione, un passo avanti per il mio paese e a quel programma voglio credere ancora.
Per me tutto parte dalla scuola perché lì si forma il cittadino, la scuola deve essere un ascensore sociale. So che molti non sono interessati all’istruzione o ne parlano a vanvera, anche perché spesso chi ha deciso o decide in politiche scolastiche, a scuola non solo non ha mai lavorato, ma a volte non l’ha frequentata nemmeno da studente o si annoiava sopra i polverosi libri.
C’è chi si vanta tutt’oggi di non aver studiato e ha anche il coraggio di dirlo.
Povera Italia.
Già….studiare comporta fatica, spesso sacrificio, rinunce enormi.
Ieri sera è stato siglato un accordo tra la Lega e sindacati, un accordo di quelli vecchio stampo.
Qual è lo stampo? Il solito. Corsi e ricorsi storici direbbe Giambattista Vico. Usare la scuola come serbatoio di voti. Nessuna visione del domani, ma solo dell’oggi, nessuna regola, solo eccezioni che nel tempo pretenderanno di diventare regole.
Mentre in Finlandia il 10% dei migliori laureati viene chiamato dallo Stato per insegnare a scuola, perché lì la scuola conta qualcosa e le rilevazioni internazionali ce lo dimostrano, in Italia si cambia idea dopo soli 6 mesi dalla legge di bilancio. Perché la coerenza, ahimè, non è un valore per tutti.
Ovviamente tutti quelli che hanno studiato e continuano a studiare partecipando a prove e concorsi molto selettivi si sentono sbeffeggiati.
Partiamo da un presupposto, uno Stato che ha più di 100.000 supplenze annue non è uno Stato normale.
Le supplenze per le maternità, per le malattie sono pacifiche, avere più di 100.000 supplenze costituisce un’anomalia.
Iniziamo allora a ricordare le priorità, do qualche suggerimento a chi comanda, per abbattere definitivamente tutto il precariato, perché non esistono precari di serie A e precari di serie B, ma esistono priorità che sembrano sopite nei meandri del dimenticatoio di chi ieri ha firmato l’accordo, accordo che dovrà comunque passare dal Parlamento.
1. Investire un bel po’ di soldi nell’istruzione. Ieri ho letto comunicati stampa dove ci si vantava di 50.000 assunzioni, ahimè sono poche 50.000 assunzioni. E i soldi per la scuola servono non solo per le assunzioni.
2. Abbiamo circa 50.000 persone solo in Gae, persone che in passato hanno fatto prove selettive. Quando le vedremo tutte assunte? Mi piacerebbe vederle assunte tutte a settembre. Se c’è un’emergenza come più volte MIUR e sindacati hanno ribadito, se si dice che non abbiamo docenti penso che queste persone, insieme ai vincitori e idonei di concorso, devono avere la priorità assoluta. Quindi assumetele.
3. Vincitori e idonei di concorso 2016. Il MIUR sicuramente, in accordo con i sindacati, dovrà assumere a settembre anche queste persone che hanno dovuto faticare, studiare, prepararsi, trascurare la famiglia. Serve ancora studiare in questo Paese giusto? Anche perché se così non fosse sarebbe uno sputo in faccia alla meritocrazia e di sputi questo paese ne ha ricevuti pure troppi. E se così non fosse farebbero bene i giovani laureati ad andare all’estero, perché l’Italia andando avanti così non ha speranze. E non lamentiamoci o stupiamoci se i nostri giovani quindicenni si collocano nelle retrovie nei dati OCSE-PISA. Noi del M5S avevamo fatto una proposta alla Lega, per la quale attendiamo una risposta. Permettere a vincitori e idonei di concorso di spostarsi adesso, solo se lo desiderano (in molti lo hanno chiesto) e senza nessuna forma di ricatto, in altre regioni di Italia per passare di ruolo. La Lega che oggi non è più Lega Nord, ma Lega, non dovrebbe avere difficoltà a recepire questa proposta del M5S per distribuire su tutto il territorio nazionale chi i concorsi li ha superati. Giusto?
4. Concorso 2018. A loro che diciamo? Vanno assunti al più presto, visto che si è perso parecchio tempo.
5. TFA. Che ne facciamo di chi ha fatto il TFA? E dei TFA congelati? Di certo non è stata una passeggiata superare quelle prove e fare il corso. Non possiamo dire loro scusateci vi abbiamo fatto studiare per niente. E quando si capirà che i posti per il TFA devono essere nazionali con punteggi da calcolare non università per università? Non è pensabile che con 21 si resti fuori presso una Università e con 10 si entri presso altre Università.
6. Trasformazione delle cattedre da organico di fatto ad organico di diritto sul sostegno e creazione di una classe di concorso sul sostegno. Basta con la vergogna delle cattedre in deroga. I posti ci sono e tanti specializzati attendono l’assunzione.
7. Fare tornare a casa i docenti che avevano vinto un concorso regionale e con la Legge 107/2015 sono stati costretti ad abbandonare la regione, pena il ricatto della cancellazione dalla graduatoria di merito.
8. Docenti di III fascia con 36 mesi o con 35 mesi e 29 giorni o con 1 giorno di servizio e neolaureati. No a regole diverse per questi docenti. No a corsi a pagamento che non tutti possono permettersi. Non sono i docenti che devono pagare per formarsi dopo l’università, è il MIUR che deve consentire loro di avere dei canali costituzionali e meritocratici per valorizzare il servizio eventualmente prestato a scuola. Non è difficile. Basterebbe copiare dagli altri paesi europei. Concorsi organizzati bene, celeri, ogni due anni, solo su posti realmente disponibili tenendo conto della mobilità, commissari pagati decentemente per garantire il merito, massima trasparenza.
9. Aumentare gli stipendi dei docenti, non con le chiacchiere e non pochi euro, perché anche così si restituisce dignità sociale alla classe docente. Non deve più esserci il do ut des….ti faccio entrare a scuola senza selezione, però ti accontenti dello stipendio che c’è. Se i docenti guadagnassero 1800/2500 euro al mese, qualcuno si azzarderebbe a pensare alla scuola come ammortizzatore sociale? Non credo proprio. Se dovessi essere curata da un medico preferirei sempre quello che ha superato delle selezioni per specializzarsi e non il contrario.
10. Pensare di inserire gli assistenti tecnici anche presso gli istituti comprensivi, direi che ne abbiamo bisogno.
11. Concorsi per diventare assistenti amministrativi. Non è possibile oramai assistere impotenti a quello che accade tutti i giorni a scuola rispetto a questa parte di personale ATA che va valorizzato e premiato per il lavoro delicatissimo che fa, quindi va selezionato accuratamente.
12. Asili nido, sezioni primavera e scuole dell’infanzia….c’è tutto da costruire.
13. In ultimo, ma non perché meno importante, la proposta di legge sulle classi pollaio. La rimodulerò insieme alla relatrice Vittoria Casa e poi mi aspetto che il MIUR non faccia ostruzionismo e la finanzi perché i nostri studenti hanno diritto alla sicurezza in primis e a forme di didattica personalizzata, impensabili in classi da 30 persone.

Queste sono priorità assolute, punti dai quali partire, proposte serie. A buon intenditor poche parole, appena guarirò dalle costole fratturate ci vedremo in Parlamento”.

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