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Roma. Svolta la manifestazione contro il razzismo e per la giustizia sociale

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Si è svolta a Roma una manifestazione "Get up, stand up" per ribadire il concetto di giustizia sociali e per chiedere riforme precise al Governo
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ROMA. Il 15 dicembre a Roma si è svolta la manifestazione nazionale “Get up, stand up! Stand up for your rights- Svegliati, alzati! Alzati per i tuoi diritti!”,

una manifestazione indetta a piazza della Repubblica che ha portato in strada centinaia di attivisti uniti per contrastare il razzismo, lo sfruttamento e in lotta per la giustizia sociale.

La manifestazione è stata una risposta al decreto sicurezza, una risposta agli episodi razzisti e xenofobi che hanno implicitamente dichiarato un ‘effettiva “guerra ai migranti” nell’arco del 2018 e una risposta agli anni di politiche scellerate che hanno generato precarietà lavorativa e povertà sociale.

Anni di politiche opportuniste e speculatrici hanno condotto sul lastrico italiani e immigrati, che mai come oggi dovrebbero unirsi in un’unica lotta di riconquista di diritti e libertà, piuttosto che procrastinare un’anacronistica guerra tra poveri.

La disumanizzazione del sistema socio-politico in cui viviamo, che criminalizza l’accoglienza, sprovvisto di tutele e salari adeguati per i lavoratori, ricco di contraddizioni e difficoltà, rende necessario difendere e ribadire il valore fondamentale dei diritti sia di immigrati che degli italiani.

Dal Movimento migranti e rifugiati di Torino, all’ex OPG “Je so pazz” di Napoli, dal nord al sud, dalla Val di Susa a Non una di meno di Reggio Calabria: la fetta d’Italia che non si divide tra appartenenza al Nord o al Sud, la parte antirazzista, che resta umana e che manifesta fiduciosa per la riconquista delle libertà sociali.

Le riforme chieste nella piazza di Roma sono chiare:

  • permesso di soggiorno per tutti
  • rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno
  • accesso al reddito e alla casa a prescindere dalla provenienza geografica
  • cancellazione dell’articolo 5 della legge Lupi
  • no alla criminalizzazione della solidarietà e di chi la pratica
  • accoglienza dignitosa e stabilizzazione dei lavoratori
  • no agli accordi di deportazione
  • diritto al reddito minimo per tutti

A Roma la piazza era gremita di lavoratori, disoccupati, precari, studenti e immigrati che rivendicano gli stessi diritti. Presente anche un duplice sentimento di rabbia per le logiche governative e per lo sfruttamento del ceto debole e al contempo di gioia per l’unità, la solidarietà, la speranza di un futuro migliore.

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