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Roma- Termini: Paura nella notte, aggressioni e danni alle attività commerciali in stazione

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Ancora una notte di paura nella nota stazione romana.

Verso le 3:00 della scorsa notte dieci extracomunitari hanno creato disagi e danni ai ristoratori nella stazione di Termini causa un uso eccessivo di bevande alcoliche.

Alcune vetrine sono state distrutte tanto da creare paura tra gli esercenti che si sono rivolti alle forze dell’ordine.

Non ne possiamo più: Lavoriamo di notte per fornire un servizio ai pendolari e viaggiatori di questa fascia d’orario. Spesso abbiamo a che fare con persone ubriache che non rendendosi conto ci danneggiano le vetrine o creano disagio all’interno stesso dell’attività “.

Molti dipendenti di tale attività hanno sviluppato un sistema di difesa rapida avvisando tempestivamente le forze dell’ordine che anche loro esausti sono ormai rassegnati a queste tipologie di situazioni.

“Ormai non ci stupiamo più. Capita più volte in una settimana di dover intervenire di notte per placare queste situazioni. Inutile dire che il nostro è un lavoro rischioso in quanto, oltre a trattenerli in cella non possiamo fare molto, tanto poi verso l’ora di pranzo saranno già fuori. Loro hanno capito “l’andazzo” e ormai non ci temono più. A mio parere, per persone così incivili ci vorrebbe l’espulsione”.

A parlare è una persona delle forze dell’ordine che ha raccontato ai microfoni di v-news la vicenda. Con rammarico ha espresso il malcontento creatosi tra le istituzioni adibite alla difesa dei cittadini. Ormai, la legge non prende seri provvedimenti con persone che danneggiano e creano subbugli durante la notte nella capitale.

Non si tratta di nazionalità”, afferma il nostro intervistato,” Se per entrare in discoteca è necessario fare una selezione perché non ci sono più controlli nella vendita dell’alcool ? Io sono padre e mi preoccupo per i miei figli, ho paura quando escono di sera. Mi sono reso conto,però, che quando mi rapporto con i giovani per lavoro tendono a sfidarci. Infatti,non hanno il minimo rispetto della divisa che indossiamo e del significato che esso rappresenta”.

Parole amare dette con una nota di sconforto che,aimè, rispecchia una triste realtà.


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