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Rosalba Ascione. Un’artista a tutto tondo

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Viaggio tra quadri, racconti e premi di Rosalba Ascione

 Dipinto d’una barca derelitta 

Rosalba Ascione è un’artista napoletana di nascita e casertana d’adozione. La sua carriera è stata costellata da svariati premi. Incuriositi ci siamo recati presso la sua dimora per coglierne qualche scorcio.

L’incontro

Appena varco la soglia di casa Ascione, sono come rapito da una macchina del tempo. L’abitazione, infatti, è arredata con un gusto sette-ottocentesco che solo un’artista di lungo corso è ingrado di esprimere. Al suo interno v’è una densità di quadri degna d’una pinacoteca. L’artista mi riceve presso il suo salotto. Qui, innanzi ad un caffè, poco alla volta, mi schiude le porte del cuore lasciandomi sfogliare le pagine del libro della sua vita artistica.

Gli esordi

Nacque in uno stimolante milieu artistico. Il padre Enrico, infatti, era un grande collezionista di quadri. Quand’ella aveva sette anni, le donò il primo cavalletto. La partecipazione alle collettive fu altrettanto precoce. A diciassette anni prese parte ad un concorso organizzato da Famiglia Italiana presso la sua amata Napoli. Il dipinto col quale gareggiò aggiudicandosi il terzo premio s’intitolava la libertà e rappresentava diverse tipologie di cavalli. Parlandone, la Ascione, lo descrive come un soggetto ormai distante dal suo affinato gusto artistico. Fatto sta che esso fu un autentico apripista.

Gli sviluppi della carriera

“Un hobby-lavoro… ancora oggi non c’è giorno in cui non mi dedico alla pittura”. Così l’artista risponde quando le chiedo se è riuscita a fare della sua passione un lavoro. Esso, sin dagli esordi, le è valso innumerevoli riconoscimenti. In gioventù fu notata da un’intraprendente mercante d’arte che, tra le altre cose, le organizzò una personale di successo in quel di Catanzaro.

Negli ultimi anni

Premi vinti

La sua arte è assurta al ruolo di protagonista in svariate collettive. Le più prestigiose furono quelle tenute presso il circolo nazionale di Via Mazzini e quelle dipanatesi tra la reggia ed il Palazzo Ducale di Recale. Nel 2016 prende parte al premio Le Forme Della Psiche, dove, con un dipinto intitolato L’Ambiguità si guadagnò una menzione speciale.

La personale

La mole d’opere a cui ha dato forma negli anni, nel 2014, le ispirò una personale che si tenne Presso il bar coffea di Via S.Carlo. La mostra, che l’artista intitolò oltre, si tenne tra il tredici settembre e l’undici ottobre del 2014. Fu una summa di quanto, fino ad allora, realizzato.

L’aneddoto

Nel narrarmi le sue vicende biografiche, l’artista, ricalca l’equoreo moto delle onde marine. Il racconto è, infatti, frutto dell’opera di diradazione della nebbia di cui il tempo ammanta i ricordi. Ciò da luogo ad una narrazione che in un affastellarsi di flash back e flash for word fluttua come onde marine sulla battigia. Qui deposita gemme sottoforma di aneddoti. Essi sono l’effige più efficace della dimensione artistica a cui negli anni è assurta. Nel suo universo artistico non c’è solo la pittura. Nell’estate del 1983, ad esempio, mi racconta che era in vacanza a San. Benedetto del Tronto. Ad un tratto scorse dei signori intenti a scolpire la sabbia. Per gioco, prese a farlo anche lei. Nel volgere di qualche ora, sull’arena, si stagliava un vecchio viandante con un cane. Un fotografo le si avvicinò per chiederle se s’era iscritta al concorso tra scultori che si stava tenendo li accanto. Presto fatto! Ci si iscrisse e la predetta scultura le valse una menzione speciale.

I motivi prediletti

Pescatore dal volto arso dal sole

Da buona partenopea la Ascione ha il mare nelle vene. Esso permea larga parte delle sue opere. Lo fa con un carattere ben lungi dalle consuete rappresentazioni del mare partenopeo. Nei suoi dipinti, infatti, non c’è, né quel romanticismo che il mare partenopeo assume quando fa da sfondo alle suggestive vedute cittadine, né quell’empatica allegria che trasmette quando s’infrange contro gli scogli su cui, tra mille moine, si trastullano gli scugnizzi. Nulla di tutto ciò. Quello dei suoi dipinti è un mare imponente, esuberante e squassato da un inesorabile forza bruta. In molti dei suoi soggetti esso fa da sfondo a misere barche derelitte su cui sparuti uomini si prodigano in una serrata lotta contro la natura. Questo, senz’alcun dubbio, è il motivo più ricorrente di tutta la sua produzione. Parimenti numerose risultano essere le raffigurazioni di anziani dai volti emaciati o, come in foto, consumati dal sole. I suoi soggetti prediletti camminano, dunque, nella medesima direzione. Entrambi rifulgono di quella luce che appartiene solo a chi, come gli uomini sulle barche derelitte e il pescatore dal volto arso dal sole, s’arrampica con tenacia lungo il periglioso ed irto sentiero della vita. Quadri che sono dunque metafora di vita. Una vita che Rosalba Ascione ha consacrato all’arte.

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