• Sab. Gen 22nd, 2022

La Casa di Carta 5 : Commentiamo il finale di stagione

E’ finita con gli ultimi cinque episodi la serie tanto amata anche dai più piccoli, ‘La Casa di Carta’

Questa settimana, per la Rubrica ‘Cose Serie’ non potevamo esimerci dal parlare di una delle più grandi serie amate dal web: La Casa di Carta.

Con l’uscita degli ultimi cinque episodi si è conclusa una delle serie più amate dal web.

Netflix ha comprato i diritti al momento, quindi per chi fosse incuriosito può trovare lì gli episodi.

Dove eravamo?

La casa di carta

I nostri amati eroi hanno deciso di rapinare la Banca di Spagna. Non è un impresa ardua. Piano preparato a tavolino da Berlino e da Palermo per poi riproporlo a Sergio.

Qualcosa che supera anche l’immaginazione, un piano non facile: Rubare i lingotti d’oro.

Ormai amiamo questi personaggi e quei maledetti degli autori lo sanno bene. Ci fanno appassionare a questi personaggi e poi ce li portano via.

Io ancora non mi sono ripresa per Nairobi quindi vi lascio immaginare.

Allora, in questa nuova avventura ritroviamo la spina nel fianco: Arturo. Alla costante ricerca di attenzione quest’uomo rompe le balle anche nella prima parte, alimenterà una sommossa contro i lati e cercherà di far venire i sensi di colpa a Stoccolma,alias Monica,sua vecchia fiamma. L’unica pecca è che lei non è capace di sparargli,o meglio, non lo centra.

La prima parte di questa stagione (puoi trovarla qui) è stata un continuo di spari ed effetti speciali. Una cosa surreale, forse per questo non è molto piaciuta alla critica e neanche a noi a dirla tutta. Neanche Quentin Tarantino avrebbe potuto esagerare in questo modo!

La parte finale… Sedetevi, respirate e leggete con calma!

Tokio,la voce narrante,la seduttrice, la figona, è morta. Non ce l’ha fatta. E’ stata però una goduria quando insieme al suo sacrificio sono morti anche i sei infami che volevano trucidarla,compreso Gandìa.

Vedete cosa crea questa serie?

Crea dipendenza e la vera sindrome di Stoccolma! Cioè tutti noi abbiamo tifato per i ladri.

Detto fatto,la nuova parte inizia con una forte tensione nell’aria. I ragazzi non riescono ad avere una buona comunicazione con il Professore, colui che dovrebbe guidarli ma egli è troppo impegnato a far nascere Vittoria, la figlia di Sierra, che non si sa come lo ha scovato e tra minacce, pistole puntate tra i due nascerà un’intensa amicizia. Infatti, questa parte è concentrata proprio su di loro.

In un gesto estremo vedremo Sierra scappare con la bambina e creare non pochi problemi. Il professore, insieme al suo fidato Marsiglia, un uomo dalle mille sorprese, la cercherà e la troverà ma verrà fatto prigioniero.

Si può dire che Sergio in questa parte passa più tempo ammanettato che da uomo libero.

Accade qualcosa di surreale,entrambi si ritrovano ad essere inseguiti dalle forze dell’ordine e nonostante tutto riescono a salvarsi con una neonata nascondendosi in un divano.

Quest’uomo è un genio! Ma aggiungo che lei non è da meno.

Forse chissà come avrebbe funzionato come coppia,al posto di Lisbona…

Si si lo so i fans mi odieranno ma il Professore e Lisbona proprio non mi piacciono,sembra una forzatura.

Durante lo svolgimento dei fatti però non mancano i flash back che ci fanno emozionare. Oltre al senso di rivalsa di questi ladri, gli autori ci permettono di scoprire qualcosa in più su di loro, sui momenti teneri trascorsi insieme durante il famoso addestramento e su cose del loro passato.

Proprio come qualcuno aveva già previsto, una parte di questi flash back sarà dedicata a Berlino,a suo figlio e sua moglie.

Perché?

Perché questo nerd,bravo ragazzo,grande ingegnere come il padre,si innamora di sua moglie, (la protagonista di Valerìe) Tatiana e dopo la morte del padre nella prima ‘missione’, decidono di intervenire nell’ultima rapina,il grande piano.

Questo lo scopriremo solo negli ultimi episodi ma Sergio saprà come farlo rinvenire sul senso di famiglia.

Episodio finale

L’episodio finale è sorprendente. Gli autori qui si sono impegnati al 100%. Sergio, con l’acqua alla gola,con le spalle al muro, riesce a salvare i suoi uomini. Non meno importante è stata Lisbona perché con le sue conoscenze dovute al suo precedente lavoro come Ispettore della polizia mette in guardia Denver evitandogli un crollo emotivo.

Sergio, in extremis, salva l’intera banda contrattando con Luis Tamajo che poverino si è ritrovato anche Sierra in casa che aveva imbavagliato sua moglie.

Tutti si salveranno,avranno un nuovo nome ed una nuova vita e tra le lacrime, lasciamo una delle serie più amate di sempre.

Domanda cruciale, perché è piaciuta?

Perché semplicemente rappresenta ciò che ognuno di noi tende a nascondere bene: La voglia di essere se stessi e di combattere il sistema.

Ci è stato sempre insegnato che il sistema ci guida, che dobbiamo comportaci bene e lungi da me dal dire il contrario.

Però, c’è sempre un però, perché i ragazzi cantano ‘Bella Ciao’? Perché lo faceva Berlino? No perché rappresenta la Resistenza, coloro che hanno combattuto per un ideale. Coloro che ci hanno liberato da un dittatura atroce.

La Spagna, è un Paese che ha un passato ricco di lotte e di dominazioni che hanno precluso la libertà di tanti cittadini.

Certo, non sono qui a fare una lezione di Storia ma questo per dire che La Casa di Carta trasmette questo messaggio.

Infatti, prima di attaccare la Banca di Spagna, Sergio ordina di lanciare i soldi alla popolazione perché in fondo,quei soldi appartengono al popolo.

Ovviamente sono dei ladri, quindi il loro spirito di patriottismo finisce nel momento che intascano il bottino e se ne scappano ma al popolo questo piace,perché loro hanno avuto un coraggio di affrontare il sistema.

Un po’ come Gomorra,Suburra, sono serie che fanno nascere nel normale cittadino l’idea di poter essere ‘il più forte’. Il coraggio di fregare il sistema, che poi,alla fine, porterà solo in un’unica e triste strada senza via d’uscita.

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Marianna D’Antonio

Classe '85. Attivista per la tutela degli animali, avida lettrice ed amante delle serie tv e film d'autore. "Il problema della razza umana e' che gli idioti sono assolutamente sicuri,mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russell