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Russia: allarme bomba, evacuate 30.000 persone

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È di pochissime ore fa la notizie dell’evacuazione, a Mosca, di circa 20.000 persone, in seguito a chiamate “anonime” quasi simultanee. Shopping center, stazioni ferroviarie e università, sono state vittime di falsi allarmi bomba. “Sembra un caso di terrorismo telefonico, ma dobbiamo verificare la credibilità di questi messaggi”, ha riferito una fonte dei servizi segreti di emergenza alla Tass (Agenzia Telegrafica dell’Unione Sovietica n.d.r.), aggiungendo che le chiamate sono arrivate quasi nello stesso momento e sono proseguite anche dopo l’inizio delle prime evacuazioni. Tra le stazioni più importante della capitale, una dozzina di centri commerciali (tra i quali il celeberrimo GUM sulla Piazza Rossa), l’hotel Kosmos e tre università, si è giunti a circa 20.000 persone evacuate per precauzione, come anticipato. Ma a destare un sospetto di “organizzazione” strutturata alle spalle di questi allarmi c’è il fattore, importantissimo, di altri casi simili di allarmi bomba negli ultimi giorni. Il più eclatante ieri a Perm, nella regione degli Urali, in cui sono state evacuate circa 5.700 persone. In questa evacuazione sono stati coinvolti istituti scolastici, università, alcuni centri commerciali, la stazione degli autobus e quella ferroviaria Perm-2. Le località di Ufa, Celiabinsk, Krasnoiararsk, Vladivostok, Magadam e Omsk sono state vittime di simili allarmi nelle ultime 48 ore. C’è qualcosa di marcio in Danimarca, verrebbe da dire. Non foss’altro che ci troviamo in Russia. Il tutto mentre in Europa, o per meglio dire gli “Stati Uniti d’Europa”, a Strasburgo, Junker acclamava in un do di petto perfetto il ruolo delle italiche gesta nell’accoglienza dei migranti. Sottolineandone il valore che ha concesso all’intera Europa di “salvare l’onore della Unione Europea”. Accoglienza moralmente inevitabile, ma che lascia pensare sulla incolumità della sola Italia nel panorama del terrore, diretto e indiretto, nel panorama degli “attacchi terroristici” dello Stato Islamico e non solo. Meditare per comprendere, prima che sia troppo tardi, è obbligo di ogni individuo che miri a un mondo equo e migliore, in cui nessun popolo venga sfruttato, e si “incazzi”. Né con le bombe allacciate alla vita del proprio corpo, né su furgoni fittati o rubati per strade affollate di gente, né per telefoni anonimi.

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