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San Cipriano d’Aversa. Sequestrato un impianto di torrefazione del caffè: ecco il motivo

In azione i Carabinieri Forestali di Marcianise

SAN CIPRIANO D’AVERSA. Non si fermano le attività e i controlli dei Carabinieri Forestali in provincia di Caserta, anche nelle cittadine appartententi alla zona che dall’agro aversano giunge fino al capoluogo.

In questa occasione sono stati i militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Marcianise ad effettuare una verifica in quella fascia, insieme al personale specializzato dell’ARPAC – Dipartimento Provinciale di Caserta, presso uno stabilimento, sito nel territorio del comune di San Cipriano d’Aversa, nel quale si effettuava la lavorazione del caffè per la produzione, il confezionamento, il commercio all’ingrosso ed al dettaglio, nonché l’importazione e l’esportazione. L’impianto è stato sequestrato.

Il motivo del sequestro

Come si legge nella nota stampa degli stessi Carabinieri Forestali: “Nel corso del controllo si è constatata una modifica sostanziale dell’impianto di torrefazione consistente nell’aumento della capacità di lavorazione della macchina senza alcuna comunicazione all’autorità amministrativa competente in materia di emissioni in atmosfera”.

L’impianto di torrefazione è stato quindi sottoposto a sequestro preventivo ed il titolare è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per aver realizzato una modifica sostanziale nello stabilimento senza la prescritta autorizzazione nei riguardi delle emissioni in atmosfera.

Emissioni in atmosfera

Le emissioni in atmosfera, che rappresentano uno degli aspetti di maggiore impatto ambientale generati dagli stabilimenti industriali, sono disciplinate dalla Parte V del D. Lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che ne tratta la prevenzione e la limitazione.

In particolare, l’articolo 269, comma 1 prevede che tutti gli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera debbano provvedere ad ottenere una specifica autorizzazione. Il Decreto ha subito successive modifiche ed integrazioni a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 128/2010 e del D. Lgs. 46/2014. Quest’ultimo decreto disciplina anche gli impianti di incenerimento e coincenerimento, con disposizioni che hanno abrogato, dal 1° gennaio 2016, quelle del D. Lgs. 133/2005.

I livelli autorizzativi per le attività industriali individuati dal D. Lgs. 152/2006 sono due:

Autorizzazioni ordinarie, il cui procedimento è descritto nell’art. 269 del D.Lgs. 152/2006;

Autorizzazioni generali definite dall’art. 272 commi 2 e 3 per le attività in deroga elencate nella Parte II dell’Allegato IV alla Parte V del D.Lgs. 152/2006.

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