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San Nicola la Strada. Lavori di manutenzione straordinaria del cavalcavia autostradale e modifiche ai sensi di marcia, traffico in tilt

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SAN NICOLA LA STRADA. Giornata drammatica per il traffico veicolare sul Viale Carlo III^ da e per Caserta Sud. Un serpentone di auto incolonnate per parecchie decine e decine di minuti (c’è chi afferma che è stato fermo nel traffico oltre mezz’ora) ha causato enorme ritardi e disagi alle decine di migliaia di automobilisti che, quotidianamente, percorrono questa striscia di asfalto per andare e tornare dal lavoro. Tutto per lavori organizzati da Autostrade per l’Italia non sufficientemente pubblicizzati. Da oggi, 13 marzo 2017 e per i prossimi tre mesi, cioè sino al 13 giugno 2017, a causa di lavori di manutenzione straordinaria del cavalcavia autostradale denominato “Pizzo Bufalo”, all’incrocio con rotatoria fra Capodrise e San Nicola la Strada, la circolazione veicolare sul predetto tratto di strada subirà le seguenti modifiche: Restringimento della carreggiata e, conseguentemente, istituzione del senso unico di marcia da ovest verso est, ossia con direzione di marcia consentita da via Retella (rotonda via Greco) verso viale Carlo III (S.P. 336). I veicoli in transito su viale Carlo III, giunti alla rotonda per l’immissione sul predetto cavalcavia, avranno l’obbligo di proseguire dritto con possibilità di accesso in Capodrise attraverso il successivo cavalcavia con direzione verso Napoli (ossia quello in prossimità del Grand Hotel Vanvitelli). In occasione dell’inizio dei predetti lavori e per ovvi motivi di sicurezza, così come concordato con la società Autostrade per l’Italia S.p.A., soltanto in data lunedì 13.03 con inizio alle ore 9:00, sarà necessaria la temporanea chiusura totale dell’intero tratto viario del cavalcavia “Pizzo Bufalo”. Pertanto, alla luce di ciò, tutto il traffico veicolare, sia in uscita che in entrata da Capodrise, sarà opportunamente deviato sul territorio comunale di Marcianise (viale Europa). Il personale della Polizia Locale di questo Comando, oltre ad essere presente sul posto, sarà a completa disposizione per qualsiasi chiarimento e/o informazione (centralino 0823 82 07 77 – per le emergenze 338 985 80 93 anche con servizio WhatsApp). La situazione si è sbloccata dopo anni di denunce inviate dal sig. Domenico Cogliano che ha evidenziato come dal predetto cavalcavia stessero cadendo dei calcinacci e dal cemento armato si vedevano fuoriuscire i tondini di acciaio arrugginiti. Infatti, sono caduti calcinacci dal ponte di Capodrise che sovrasta l’autostrada A1 in via Retella. Il ponte, ma sembra che anche gli altri del Cantone, di via Santella e del Big Maxi Cinema, versino in uno stato pietoso perché da anni non si provvede ad una manutenzione vera. Cogliano ha provveduto a segnalare la caduta di calcinacci da uno dei cavalcavia autostradali anche recentemente e più precisamente attraverso l’invio di una PEC il giorno 19 dicembre 2015 indirizzata ai comuni di Marcianise e Capodrise, all’Anas, alla Prefettura, alla Provincia, ai Vigili del Fuoco e alla polizia municipale. Il 27 gennaio 2016 la ditta incaricata dalla Società Autostrade effettua un sopralluogo e dopo un anno, durante il quale non si è provveduto nemmeno ripulire dai rifiuti l’area, si è addivenuti ad una soluzione singolare: il declassamento di tutti i su citati cavalcavia. Sono così stati apposti dei cartelli che spiegano il “divieto di transito di mezzi eccedenti i limiti di massa complessiva e per asse previsti dall’Art. 62 del Codice della Strada in assenza di specifica autorizzazione dell’Ente proprietario della strada stessa”. In particolare, l’Art. 62.  stabilisce che la massa limite complessiva a pieno carico di un veicolo,  costituita dalla massa del veicolo stesso in ordine di marcia e da quella del suo carico, non può eccedere 5 t per i veicoli ad un asse, 8 t per quelli a due assi e 10 t per quelli a tre o più assi. Purtroppo, tale controllo, ad oggi, non avviene se non saltuariamente e quindi betoniere, carri gru, mezzi d’opera o adibiti al trasporto di brecciame, sabbia, cemento, materiali ferrosi anche da riciclo, continuano ad attraversare questi ponti aumentandone l’usura ed il conseguente pericolo. Inoltre il cartello è posizionato sulla sommità dei cavalcavia e non agli imbocchi delle strade come sarebbe logico fare, determinando una ulteriore contraddizione che impedisce di conoscere con esattezza quali sono i mezzi che non vi possono transitare e a chi spetta il compito di impedirne l’accesso nell’arco delle 24 ore e per 365 giorni l’anno.

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