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Santa Maria Capua Vetere. “Il Misantropo” di Moliére interpretato da Giulio Scarpati e Valeria Solarino

Giulio Scarpati

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Grande successo per lo spettacolo “Il Misantropo”

interpretato nel teatro di Santa Maria Capua Vetere mercoledì 20 febbraio da Giulio Scarpati, eccellenza del cinema e del teatro italiano.

Lo spettacolo ha ripercorso la storia di uno dei testi teatrali più interessanti elaborati nel ‘600, “Il Misantropo” dello scrittore francese Moliére, opera in cinque atti incentrata sulle vicende del protagonista Alceste e sulle tante contraddizioni che laceravano la corte francese del ‘600. Una storia d’amore davvero tormentata quella dei protagonisti Alceste e Célimène, ma con tante sfumature attuali che la regista dello spettacolo, Nora Venturini, ha voluto calcare per mettere in luce come il teatro possa dare importanti insegnamenti di vita. Molto interessanti le considerazioni fatte dagli attori della compagnia teatrale protagonista dello spettacolo che, nella libreria Spartaco, hanno svelato al pubblico le particolarità della storia ideata dal Moliére e l’importanza del teatro oggi. Considerazioni che non potevano che partire dal tema dell’amore, fulcro di tutta la storia, e dalle grandi inquietudini che esso può causare quando spinge l’innamorato a voler cambiare a tutti i costi l’oggetto del suo amore. Un cambiamento impossibile da chiedere, non solo secondo Giulio Scarpati, ma anche per i due bravissimi attori Blas Roca Rey e Valeria Solarino secondo i quali nel momento in cui si è innamorati bisogna accettare l’amato così com’è, anche con i suoi difetti. E, di fatti, proprio questo succede al protagonista, il misantropo Alceste che si ostina a rincorrere una donna che rappresenta il suo opposto nella visione e nello stile di vita e proprio in questo ha un atteggiamento estremamente contemporaneo. Ma anche la stessa Célimène, donna mondana e ben integrata nella sua società, ammette di preferire lui agli altri pretendenti: due amanti completamente opposti che, tuttavia, non possono fare a meno l’uno dell’altra. Un’attualità non solo molto evidente nella trama e nei comportamenti dei personaggi, ma anche in tutto il teatro classico che, secondo Scarpati, è caratterizzato da personaggi portatori di un loro mondo, un mondo che li fa inevitabilmente scontrare tra di loro e che quindi li rende vivi, personaggi umani e reali. Per gli attori infatti, ha poi sottolineato Scarpati, non è facile entrare nel personaggio, uno dei momenti più delicati per un attore è proprio quello in cui la memoria deve essere totalmente sgombra da ogni pensiero e pronta ad assorbire tutte le sfaccettature del personaggio che si dovrà interpretare. Molto soddisfatto il pubblico campano che ha assistito ad uno spettacolo coinvolgente dal punto di vista emotivo: una storia nella quale ognuno di noi può ritrovarsi.

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