• Sab. Ott 16th, 2021

Santa Maria Capua Vetere – Persecuzioni e minacce, domiciliari per tre persone legate a clan locali

In data 14 aprile 2016, Militari della Stazione di Santa Maria Capua Vetere, davano esecuzione ad un’ordinanza di divieto di avvicinamento emessa da Ufficio GIP presso il
Tribunale di S. Maria Capua Vetere su conforme richiesta di Questa Procura della
Repubblica, nei confronti di Aprea Rosaria, nata S. Maria C.V. il 10 settembre 1992; Bifone Marianna nata S. Maria C.V. il 27 agosto 1992; Jeanette Boutria Nata S. Maria C.V. il 2 gennaio 1983. L’emissione della misura cautelare da parte del GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere scaturisce da un’attività d’indagine eseguita dai militari della locale stazione Carabinieri, sotto la direzione di questa Procura della Repubblica, a seguito di una doppia querela sporta presso predetto presidio Arma. In particolare, il lavoro investigativo ha consentito di acquisire un robusto quadro indiziario-probatorio in ordine a condotte persecutorie ex art. 612 bis c.p. perpetrate, in concorso e in maniera reiterata, dalle tre donne ai danni di: Russo Pasquale, nato Caserta il 22 ottobre 1982, residente in Macerata Campania alla Via Vittorio Emanuele 2, già legato sentimentalmente con la Aprea Rosaria (dalla cui relazione e’ nato Aprea Russo Mauro nato Caserta il 20 maggio 2012) e Lettieri Maria, nata San Felice a Cancello il 30 marzo 1991 attuale compagna di RUSSO Pasquale.carabinieri In alcuni casi le condotte penalmente rilevanti sarebbero state poste in essere con l’uso di armi e facendo riferimento a presunti rapporti di parentela con esponenti della famiglia
BIFONE legata alla criminalità organizzata locale. Il giorno prima dell’esecuzione della misura del divieto di avvicinamento la Aprea Rosaria si è resa responsabile di un’ulteriore aggressione del suo ex compagno, il quale mentre camminava a piedi veniva avvicinato dall’autovettura guidata dalla stessa, il quale, a forte velocità, puntava in sua direzione per poi arrestare improvvisamente la marcia ed aggredirlo
verbalmente. In ragione di tale episodio, questa Procura chiedeva la sostituzione della
misura cautelare del divieto di avvicinamento con quella più grave degli arresti domicialiari. Tale richiesta veniva rigettata dal GIP in sede, in quanto, ancorché sussistesse la gravità indiziaria, non ha ritenuto sussistere le esigenze cautelari, in ragione della momentanea efficacia della misura del divieto di avvicinamento, che, medio tempore, colpiva le indagate. La citata Aprea Rosaria, nel mese di maggio 2013, era stata vittima di atti persecutori e lesioni da parte del fidanzato Caliendo Antonio, 28 enne di Casal di Principe, successivamente, poi, tratto in arresto per effetto delle condotte segnalate dalla giovane donna .

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Thomas Scalera

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