• Lun. Ott 18th, 2021

Santa Maria Capua Vetere. Politica e camorra, il pentito Iovine: “Così Zagaria controllava i sindaci e le amministrazioni”

DiThomas Scalera

Gen 12, 2016
-boss-michele-zagaria-from-a-police-
SANTA MARIA CAPUA VETERE. Ogni sindaco casertano doveva tener conto del clan dei Casalesi. E’ quanto ha affermato questa mattina in aula il capoclan pentito Antonio Iovine, ascoltato nel corso del processo a carico dell’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria, accusato di aver minacciato il suo successore Giovanni Zara su ordine del capoclan Michele Zagaria. “Le nostre zone – ha affermato Iovine – ­ sfortunatamente sono state poco cautelate dallo Stato e per questa ragione la camorra si è fatta garante di sicurezza sia per i cittadini che per le amministrazioni comunali. Sin dagli anni ’70 nelle nostre zone si è sempre subìto il fenomeno camorristico, quindi ogni sindaco comunque dava conto ai camorristi di turno. Noi Casalesi abbiamo messo in piedi un sistema di illegalità organizzato in un modo che fino a poco tempo fa avrei definito “legale”, in quanto oramai ci sentivamo una vera e propria istituzione visto che istituzioni stesse ci riconoscevano come tale, essendo gli unici in grado di garantire tranquillità e sicurezza nei nostri territori”.
I RAPPORTI DEGLI UOMINI DI IOVINE CON L’ALTO CASERTANO. Che Iovine manipolasse a piacere tutti gli uomini del suo “entourage” ebbe a dichiararlo anche in diversi interrogatori resi agli uomini dell’Antimafia. In particolar modo i rapporti con Raffaele Macchione ed Enzo Della Volpe, il primo è stato all’Ufficio Tecnico di Piedimonte Matese per diversi anni, salvo poi “costretto” a rimettere l’incarico a causa delle pressioni di “certa stampa” ovvero caiazzorinasce e poi i media provinciali e regionali, per la condanna sopraggiunta nell’ambito del processo Normandia a quattro anni e mesi tre di reclusione. Il secondo invece si è occupato della forestazione a Piana di Monte Verna. Ecco le dichiarazioni di Iovine: “””Avendo ora precisato quale è stato il mio rapporto con Enzo Della Volpe (vicenda forestazione Piana di Monte Verna, ndr) posso anche chiarire i fatti che sono contenuti nel procedimento denominato ‘Normandia’. Le devo dire che io non mi sono interessato in prima persona di quelle vicende e di quegli appalti che, quindi tendo a distinguere rispetto ad altre situazioni in cui io sono stato parte diretta e protagonista di interventi per l’assegnazione dei lavori. Per esempio, se parliamo di Frignano, le potrò raccontare di un intervento diretto che ho fatto per un lavoro insieme all’ingegnere Macchione, congiunto di Basco, cognato di Russo Corrado fratello di Giuseppe, il quale ingegnere truccò la gara attraverso la preventiva apertura delle buste al fine di favorire l’impresa che faceva capo a Basco. Può essere utile , per individuare la gara avere come riferimento le successive dimissioni che per quanto ne so, l’ingegnere Macchione diede da capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, per evitare di essere coinvolto successivamente in altre vicende del genere. Ebbene io in quel caso intervenni per tacitare la discussione che ci fu tra Basco e Della Volpe Vincenzo e dunque consentii ai lavori di andare avanti.””” Sin qui le parole del pentito Iovine ai magistrati. Macchione, come detto ha lavorato all’Ufficio Tecnico Comunale matesino. All’indomani della sentenza emessa dai giudici della seconda sezione, collegio B, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta da Luigi Picardi, il tecnico comunale comunicò ufficialmente al sindaco Vincenzo Cappello, l’esito del processo che lo ha visto sedere tra i banchi degli imputati, rimettendosi alle decisioni finali che lo stesso primo cittadino e la sua amministrazione comunale poi adottarono dopo diversi mesi e tante pressioni mediatiche. Successivamente, Macchione ha intentato causa al Tribunale del Lavoro nei confronti del Comune di Piedimonte Matese.
Documento senza titolo

Sostieni V-news.it

Caro lettore, la redazione di V-news.it lavora per fornire notizie precise e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.

Thomas Scalera

Il Guru