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Santa Maria Capua Vetere. Seminario al Dipartimento di Lettere, Broccoli presenta la sua relazione sul caso Siemens

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SANTA MARIA CAPUA VETERE. Nell’ambito del seminario dedicato alla industrializzazione e deindustrializzazione in Terra di Lavoro dall’Ottocento ai Giorni Nostri la professoressa Paola Broccoli questa mattina nell’aula universitaria del Dipartimento di Lettere a Santa Maria Capua Vetere ha spiegato la sua relazione storica sul caso della Sit Siemens. La professoressa Broccoli ha voluto portare tra gli studenti universitari della facoltà di Lettere e Filosofia le problematiche dei lavoratori. L’obbiettivo della professoressa Broccoli nella sua relazione risulta quello di creare uno studio di conoscenza degli studenti universitari sulla partecipazione della classe operaia alla vita di tutti giorni. Oggi bisogna trovare delle nozioni che non siano licenziose, dobbiamo studiare, ma soprattutto conoscere la vita dei lavoratori, dobbiamo sapere se i lavoratori possono risolvere i loro problemi con essi poi risolvere i problemi che riguardano la disoccupazione operaia, intellettuale, risoluzione dei problemi che riguardano la casa del Mezzogiorno, i trasporti, la scuola, gli asili. l’assistenza, il tempo libero, il vivere civile, in una società che sia libera, ma soprattutto democratica dove la corruzione, il nepotismo, l’abuso, la vessazione, l’arbitrio l’arroganza, la discriminazione debbono essere totalmente sconfitti, estirpati come la gramigna dai campi. Il giornale di fabbrica della Siemens nasceva affermava la Broccoli dalla cellula del PCI della Siemens di Santa Maria Capua Vetere nel 1975, anno dove nella nota azienda sammaritana erano presenti 5.000 addetti diretti. In quegli anni ricorda il professor Paolo De Marco docente di Storia Contemporanea della Seconda Università degli Studi di Napoli, l’Italia toccava una grandiosa fase di crescita economica. (Ricordiamo che la Siemens, era una azienda con capitale pubblico). L’Italia viveva in quel periodo afferma il professore De Marco una modernizzazione totale che portò ad una forte crescita del sistema economico. Il peso politico dei comunisti nell’azienda di Santa Maria Capua Vetere non era forte come alla Olivetti di Marcianise. La Democrazia Cristiana mantiene e manterrà ancora a lungo una fortissima presa sulla società sammaritana. La storia della Sit- Siemens di Santa Maria Capua Vetere, prima unità produttiva creata al di fuori della provincia di Milano e ubicata nell’area della Cassa per il Mezzogiorno inizia l’11 Ottobre del 1960, allorché la direzione di Siemens scriveva all’Illustrissimo commissario prefettizio del Comune di Santa Maria Capua Vetere, per portarlo definitivamente a conoscenza che la società aveva deliberato di costruire nel territorio comunale, uno stabilimento industriale destinato alla produzione di apparecchiature telefoniche. Nella relazione della professoressa Broccoli il giornale di fabbrica aveva come scopo lo sviluppo della capacità di comprensione dei lavoratori che attraverso le basi del Movimento operaio applicavano la loro conoscenza verso il proprio ambiente di lavoro, mettendo alla luce anche le problematiche di carattere sociale e territoriale. Una giornata quella di stamattina molto significativa per gli studenti del corso di laurea in lettere, interessanti anche gli interventi del docente universitario Felicio Corvese, del professor Paolini, e della docente universitaria Nadia Barrella. La professoressa Barella si è soffermata sulla conoscenza della metodologia di intervento e rivitalizzazione delle aree industriali della provincia di Terra di Lavoro. Lo sviluppo della teoria delle aree depresse coincide con criteri decisionali compiuti da importanti gruppi capitalistici monopolistici che nel passato hanno sempre garantito un processo di colonizzazione. Possiamo dire che la sinistra italiana non è stata mai capace di prendere in forte considerazione pratiche di un forte intervento di sviluppo pubblico in economia. Oggi Terra di Lavoro rappresenta il fallimento della politica casertana tutte le grandi fabbriche hanno perso clamorosamente quel concetto di modernizzazione, assistiamo ad un forte menefreghismo politico ed imprenditoriale, assistiamo alla fine del ciclo industriale nel Mezzogiorno. Gli storici oggi dovrebbero analizzare le basi della crisi industriale, ma soprattutto si dovrebbe analizzare il criterio politico, storico, ed umano che rese solido il vero Movimento Operaio Casertano, oggi fallito senza nessuna guida ideologica. Il Lavoro della professoressa Paola Broccoli va lodato con tutti gli sforzi possibili ed immaginari. La Siemens era una delle grandi aziende che dava lavoro a tanti lavoratori, un punto essenziale di vita per tanti uomini e donne. Non era solo una fonte di reddito, ma una vera scuola politica dove si scoprivano le vere basi ideologiche della politica operaia. Oggi tutto questo è finito senza che nessun politico intervenisse, i diritti operai sono finiti in un scandaloso calderone politico, è finito tutto, il menefreghismo dei politici ha sancito un periodo scandaloso dove oggi tutti noi assistiamo ad una delle fasi più drammatiche di vita di “Terra di Lavoro”.

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