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Santa Maria Capua Vetere/Cellole. Massimo non ce l’ha fatta: è morto il benzinaio accoltellato dopo una rapina

DiThomas Scalera

Dic 12, 2016

SANTA MARIA CAPUA VETERE/CELLOLE. Tutti noi ci schieriamo con il benzinaio morto per una rapina alla sua pompa di benzina situata a Cellole sull’Appia. “La legge è sbagliata, la legge va assolutamente cambiata! tutti noi non dimentichiamo il benzinaio ucciso”. Nessuno di noi deve dimenticare la triste agonia di Massimo Neiviller. Oggi tutta la comunità sammaritana si schiera in sostegno del benzinaio, tutti noi vogliamo che il sacrificio di Massimo non venga dimenticato, Santa Maria Capua Vetere vuole farsi sentire. La morte di Massimo non deve passare in secondo piano: “La condanna di Andreas Krebs è stato un atto dovuto… ma le azioni di questo brav’uomo dovranno essere valutate prima di tutto dalla legge di Dio. Il sacrificio di Massimo va ricordato come uno slancio di generosità, parliamo di un valoroso uomo che ha lasciato moglie e due bimbi piccoli, per opera di un gesto tragico ed agghiacciante da parte di un criminale senza pudore umano. Massimo stava facendo il suo dovere, lavorava per il benessere della sua famiglia, è un uomo che non ha esitato a mettere a rischio la propria incolumità ed a fronteggiare un grave atto criminale che si stava compiendo e che ha visto lui stesso bersaglio dei vari colpi mortali di pugnale. Massimo si fidava di Andreas, ed è stato tradito dalla cattiveria criminale di questo balordo assassino. Non è fuggito davanti a lui. “Neiviller oggi lo definiamo un valoroso eroe”: “Ha fronteggiato un delinquente pagando con la vita. ” Oggi vogliamo sperare di poter continuare ad avere fiducia nella magistratura – aggiungendo – che avvenimenti criminali come quello di Cellole non ci siano più: Oggi bisogna lavorare per la sicurezza pubblica delle nostre città. Neiviller “con coraggio, anziché pensare alla propria esclusiva incolumità, è intervenuto difendendo con l’anima la sua attività, si è sentito tradito da un amico scopertosi poi criminale, gli aveva dato la sua fiducia,facendogli fare qualche lavoretto.” Le istituzioni devono fronteggiare l’emergenza sicurezza. Per questo ora servono più risorse e più uomini per le forze di polizia. Ci batteremo in tutte le sedi più opportune affinché ci sia un impegno concreto a tutela dei cittadini. Il tragico epilogo è frutto di una reazione comprensibile di Massimo Neiviller che ha pagato la sua vita per opera della mano assassina di Andreas Krebs. Crediamo che, nella stessa situazione, la risposta di qualsiasi persona impaurita e minacciata con dei coltelli sarebbe stata la medesima, la difesa del proprio lavoro”.

Giacinto Di Patre

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