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Sarri e la poesia del Calcio (che non c'è più)

DiThomas Scalera

Giu 18, 2019 ,

E’ di questi ultimi giorni la notizia del fatidico “si” di mister Sarri alla “padrona del palazzo”, il grande nemico, il male assoluto, la Vecchia Signora, la Juventus.

La cosa ha fatto tanto scalpore, non perché un professionista non possa decidere dove lavorare, ma per l’enfasi, la rabbia, lo stupore con i quali, la tifoseria che aveva innalzato questo allenatore a novello Masaniello ha preso la notizia.

Ho letto questo splendido e accorato editoriale di Alessandra Santoro su Spazionapoli.it. Ebbene, la brava Alessandra mette una passione incredibile nel suo pezzo, parlando di “palazzo”, dice chiaramente falli divertire, Maurizio. Anzi, falli impazzire. Fai impazzire tutti coloro che non ci credevano quanto fosse forte il potere del fuoco dentro e della passione che brucia l’anima, tutti coloro che “Vincere è l’unica cosa che conta, che ce ne facciamo del bel gioco?“. Ecco Maurizio, fai impazzire soprattutto loro, che il calcio lo vivono così, e tu invece hai saputo dimostrare il contrario, mettendoti a capo di una rivoluzione che è diventata il movimento a cui fanno riferimento i veri amanti del calcio, il “Sarrismo”.”

falli divertire, Maurizio. Anzi, falli impazzire. Fai impazzire tutti coloro che non ci credevano quanto fosse forte il potere del fuoco dentro e della passione che brucia l’anima, tutti coloro che “Vincere è l’unica cosa che conta, che ce ne facciamo del bel gioco?“. Ecco Maurizio, fai impazzire soprattutto loro, che il calcio lo vivono così, e tu invece hai saputo dimostrare il contrario, mettendoti a capo di una rivoluzione che è diventata il movimento a cui fanno riferimento i veri amanti del calcio, il “Sarrismo”. “

Permettetemi di dire la mia su tutto questo. Sono stato calciatore di basso livello, poi dirigente sportivo di lungo corso, ho formato la mia esperienza di sangue e sudore sui campi di terra e sassi di periferia e sarebbe il caso che i tifosi inizino a capire che di “poetico” nel Calcio non c’è rimasto più nulla. Come non c’è poesia nella scelta di una squadra, come non c’è poesia nel fatto che una squadra fatta di “uomini in mutande che corrono dietro ad un pallone” sia quotata in borsa e i suoi investitori e soci rischino di perdere soldi per una sconfitta o una eliminazione.

L’arrivo in pullman dei tifosi della juve per la penultima partita di campinato tra Roma e Juventus allo stadio Olimpico. Roma 11 maggio 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Il calcio poetico che ci raccontano i giornali per fare click, è solo nella testa di alcuni tifosi, quelli Napoletani in particolare (ma non solo), che vivono tutto con passione e abnegazione come fosse l’ultima battaglia sulle mura della città. Purtroppo bisogna riconoscere che quello che vedono gli occhi di alcuni tifosi non è la verità, quello che sentono alcuni appassionati resta solo e soltanto nelle loro teste.

Purtroppo bisogna riconoscere che quello che vedono gli occhi di alcuni tifosi non è la verità, quello che sentono alcuni appassionati resta solo e soltanto nelle loro teste.

L’Europa ci ha messo un po’, ma ha capito che lo sport professionistico è in gran parte business, arricchimento, sponsor, brand e tanto altro.
Gli americani lo fanno da anni con l’NFL, ci abbiamo messo un trentennio per capirlo.
C’è restato poco spazio per la passione, i cori da stadio, “o core e o mare”, pochissimo.
E la dimostrazione è evidente, perfino gli Ultras, che dovrebbero essere i più appassionati sono diventati dei cinici approfittatori facendo diventare un business milionario i biglietti che venivano “donati” dalle società (qualcuno dice sotto ricatto, vedi i servizi di #Report), per poi essere rivenduti al triplo del loro valore.

Ma torniamo al Comandante, un uomo che in un anno ha generato un movimento che qualcuno chiama #Sarrismo, un movimento che secondo alcuni era “anti sistema”. Ma secondo chi? Siete certi di questo? Perché una delusione così grande e cocente a questi tifosi che ti hanno osannato?
Devo spiegarvelo io? Ok, lo faccio ma mi pareva molto chiaro.

La poesia non c’è, è tutta una recita, è intrattenimento, è business, sono soldi per nutrire la passione di un Homo Sapiens sempre più schiavo dei media (tanto che allo stadio va pochissima gente, ormai) . Non c’è altro, credetemi, e io il Calcio lo amo.
Tutta una recita come quella tra Rocky e Labbra Tonanti nel film Rocky 3. Sembra che se le diano di santa ragione, invece era solo “beneficenza”

E’ tutta una recita.

Tutto quello che avete creduto che fosse è solo una costruzione romantica di chi vuole che le cose vadano in un certo modo, ma certamente non è la realtà. E’ come quando sogniamo un rapporto romantico con una donna ma questa non ci “caga” neanche di striscio. Un po’ come mentire a se stessi, come autoconvincersi che si perde per colpa di un cattivone che non vuole che si vinca. E’ la comodità di credere di avere il Palazzo contro, piuttosto che verificare i propri errori e tentare di migliorarsi.
Lo so, così è più facile, si soffre meno, ma non è così.

Sarri avrebbe preso gli stessi soldi al Chelsea, avrebbe fatto ugualmente la Champions, e forse lottato al vertice nel campionato più competitivo del pianeta, invece ha scelto la Juve. Molti, per rasserenare la loro coscienza sofferente, cercano un’assonanza cognitiva, una sponda, per dirla con grande semplicità, pensando che a Londra l’avessero cacciato, beh, nonostante questo faccia male, non è così.

Sarri non è stato costretto, ha scelto, e lo ha fatto perché, probabilmente, la Juventus ha l’organico migliore in Europa, o almeno nelle prime 3, questa è l’unica verità.

Sarri non è stato costretto, ha scelto, e lo ha fatto perché, probabilmente, la Juventus ha l’organico migliore in Europa, o almeno nelle prime 3, questa è l’unica scelta.

Sono solo soldi e intrattenimento, e ci sono tantissime dimostrazioni di questo fatto, una l’ho avuta oggi quano l’eroe calcistico della mia infanzia, Michel Platini, le roi, è stato arrestato perché avrebbe preso soldi dagli sceicchi per far giocare un Mondiale (probabilmente d’Inverno) in Qatar. Il Re è morto, viva il Re.

Se volete passione vera e sudore e lacrime, venite sui campi di periferia, dove le urla e le imprecazioni si mescolano alle magliette strappate e al fumo delle sigarette, dove il calcio si fa con pochi soldi, ed è ancora passione.
Non tentate di infilarla in una mondo che, ormai, è solo puro intrattenimento, ma saperlo, esserne consci, ce lo farà apprezzare per quello che è.

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Thomas Scalera

Il Guru