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Saviano vs De Magistris, la diatriba che fa tanto male a Napoli

DiThomas Scalera

Gen 10, 2017

Ci risiamo: l’ennesima kermesse su Napoli è stata servita. Gli “sciacalli” non aspettavano altro; perché sparlare di Napoli a priori pare sempre cosa buona e giusta. Cerchiamo,però, un attimo di fare chiarezza su ciò che è avvenuto.

Il Sindaco De Magistris e lo scrittore Roberto Saviano

Tutto è cominciato il 4 gennaio, dopo una sparatoria avvenuta nel quartiere “Maddalena” ( zona limitrofa della stazione e luogo dei famosi mercatini della Duchessa). Quattro i feriti (tre migranti e una bimba di dieci anni colpita ad una piede) ad opera del piombo del clan “Mazzarella” egemone nel centro storico e che, pare, controlli il racket dei venditori ambulanti. Napoli si è subito mobilitata scendendo in piazza gridando tutto il proprio dissenso verso l’ennesimo atto criminale di gente insulsa, che di certo non ama la propria città. A questo punto della storia entra in scena un personaggio, uno scrittore, che ogni qual volta accade un fatto di cronaca nera, alza i decibel del suo megafono e dalle colonne del suo profilo Facebook, attacca non troppo velatamente il Sindaco De Magistris, perché “A Napoli si parla di turismo e feste di piazza come soluzione per tutti i mali della città, con un sindaco che amministra da sei anni, ma sembra essersi sempre appena insediato”. APRITI CIELO. La risposta immediata dell’ex pm ora Sindaco della capitale del sud, indovinate da dove arriva ? Sempre da Facebook. Sono stati giorni di guerra mediatica, a colpi di post e tweet, in cui si discute dei meriti e delle colpe, ovviamente condito da milioni di commenti dei soliti cittadini pronti a “sciacallare” come iene su una preda ormai esangue.

Mentre accadeva questa “stolta guerra”, la città è stata bagnata da altro sangue e dal piombo dei “soliti noti”. Ieri un duplice agguato,uno a Secondigliano (periferia nord ) l’altro a Pianura (periferia Ovest) con un bollettino di due feriti, che unendolo agli altri segnano una scia di sangue a dir poco impressionante.

Morale della favola: tra i due litiganti il terzo gode, sempre.

Giuseppe Manzo giornalista partenopeo molto abile ha riassunto in pochissime righe tutta la diatriba mediatica dicendo :<< L a faccenda, questione storica complessa, non la risolve un libro, e nemmeno un Sindaco ma serve un processo sociale ampio. Con il piombo di oggi la discussione si dichiara conclusa e ognuno faccia la propria parte>>.

Resta di fatto che Napoli ancora una volta è stata presa d’assalto per colpa di una “guerra mediatica” che poteva, anzi doveva, essere evitata. Nell’epoca social però tutto questo appare un’illusione: tutti ormai si arrecano il diritto di prendere una posizione in ogni occasione. Ma tutto questo caos a cosa è servito?

A Saviano in primis per promuovere la sua creatura letteraria, visto che ogni sua parola lascia echi e strascichi impressionanti, a De Magistris ,invece, per legittimare la propria “creatura politica”.

Ma alle strade chi ci pensa?

Quanto ancora noi “gente comune” dovremmo aspettare affinché questo cancro venga estirpato della società?

Ricordiamo che nel rumore gli spari sono silenziosi, e forse forse quella montagna di merda che è la camorra non aspetta altro per agire indisturbata, perché si sa, che tra i due litiganti il terzo gode, SEMPRE.

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Thomas Scalera

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