Gio. Set 19th, 2019

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Caserta. Il medico’malato’ allo stadio per la Coppa Campioni

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Arrestato dalle forze dell’ordine il medico dell’ospedale cittadino

Con il medico arrestata anche la moglie del professionista

CASERTA. Una vera è propria ‘Cupola’ quella creata per svariate truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. https://www.v-news.it/caserta-ospedale-accolto-in-regione-il-progetto-dellarea-trapianti/ È quella scoperta dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità all’interno dell’azienda ospedaliera ‘Sant’Anna e San Sebastiano’ del capoluogo in una indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. https://www.v-news.it/caserta-decesso-di-salvatore-consolazio-in-ospedale-i-portavoce-del-m5s-chiedono-chiarimenti/ Il gip del Tribunale sammaritano ha emesso nei confronti degli indagati 6 ordinanze di custodia cautelare: una in carcere, due agli arresti domiciliari, due misure interdittive dei rapporti con la pubblica amministrazione e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Diversi i reati per gli indagati: si procede infatti per associazione a delinquere aggravata dalla commissioni di fatti di peculato, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falsità ideologica e truffa aggravata.

Dall’indagine investigativa emerge in maniera decisionale il ruolo di Angelo Costanzo, medico primario del reparto di Patologia Clinica dell’ospedale di Caserta, https://www.ospedale.caserta.it/ che assieme alla sua consorte Vincenza Scotti, conosciuta per essere la titolare del laboratorio privato di analisi ‘Sanatrix’ in provincia di Napoli, avevano piegato la struttura sanitaria pubblica alle esigenze del centro privato, distraendo indebitamente a beneficio di quest’ultimo beni strumentali in dotazione all’ospedale, come macchinari, personale e reagenti chimici. Per Costanzo e Scotti sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Un aspetto importante è stato messo in luce dalle indagini riguarda una serie di allontanamenti illegittimi dal lavoro. Le assenze venivano attribuite falsamente a stati di malattia, per cui sono state prodotte false certificazioni mediche, al fine di evitare di erodere i periodi di ferire effettivamente spettanti. La falsa malattia veniva fruita spesso per incrementare allegramente il cosiddetto periodo di ferie in località balneari e, in un caso specifico, addirittura per assistere ad un incontro di Champions League tenutosi in una regione del Nord Italia.

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