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Scuole occupate, intervista a Lino Martone storico leader studentesco anni '60: "studenti andate avanti"

DiThomas Scalera

Gen 17, 2017

Il Sindacalista Lino Martone.

Le recenti agitazioni studentesche che stanno interessando la Provincia di Caserta con l’occupazioni di diversi istituti da Caserta all’Alto Casertano, hanno portato in Terra di Lavoro quell’aria di lotta in un territorio che, nonostante le tante problematiche, spesso si dimostra assopito e sfiduciato nei confronti della politica. Sulla vicenda abbiamo voluto ascoltare Lino Martone, sindacalista, consigliere di opposizione al Comune di Vairano Patenora e storico leader studentesco che infiammò la rivolta giovanile casertana negli anni’60. Erano gli anni delle contestazioni studentesche, del potere ai giovani, dei cortei e degli istituti occupati. Quella generazione mise tutto in discussione, la famiglia, i professori, la polizia e in generale l’autorità. Erano gli anni in cui la politica non era vissuta con manifestazioni mordi e fuggi come oggi. In quegli anni la lotta politica era una missione, da vivere con un costante impegno quotidiano. Abbiamo chiesto a Lino un parere sul movimento studentesco odierno e un confronto con quello passato.
Gli studenti hanno occupato le scuole in Provincia di Caserta, le agitazioni hanno interessato anche il Liceo di Vairano, che idea si è fatto sulla vicenda? Protesta legittima o scusa per non studiare come pensano i “cattivi”? 
Assolutamente! Sto pienamente dalla parte degli studenti e devono andare avanti con più convinzione. Giorni addietro insieme a mio figlio già di mia iniziativa andai dalla preside Erminia; alcuni genitori mi lanciarono l’allarme sul rischio della scuola che poteva rimanere senza riscaldamenti ed energia. La Preside ci disse che al momento non c’erano preoccupazioni e in ogni caso non dipendevano più dai rifornimenti di gas, in quanto l’Istituto era allacciato sulla rete metano e quindi il Comune avrebbe fatto la sua parte; inoltre difficilmente l’ENEL avrebbe sottratto la corrente in una pubblica scuola. Chi pensa stupidamente che quanto sta accadendo sia stato utilizzato strumentalmente per non studiare, forse non legge, non sente la televisione e non vuole molto bene ai propri figli, se è un genitore. Gli è sfuggita anche la bruttissima notizia per la quale un bambino, in una parte dell’Italia, è stato ricoverato in ospedale per l’eccessivo freddo a scuola.
Come pensi che si debba risolvere il problema del dissesto economico?
Certo non è una cosa semplice risolvere il dissesto della Provincia di Caserta. Innanzitutto si deve fare molta chiarezza sulla natura di questo indebitamento e sulle responsabilità di chi ha governato prima e dopo. Quanto ha pesato, ad esempio, lo sperpero per acquisire l’immobile presso la ex Saint Gobain, guarda caso costruito dai soliti Coppola?
Chiarezza dicendo ed elencando le cose con molta semplicità affinchè tutto il Popolo possa comprendere. Caserta, Terra di Lavoro, è un territorio ricco, ha l’agricoltura più produttiva del mondo. Vi sono grandi risorse, anche turistiche, su cui una buona e continua iniziativa della Provincia la può aiutare e ci può aiutare a uscire dal disastro.
I guai si sono accumulati per le scelte sbagliate che sono state compiute dalla sua ricostruzione del 1947 in poi. Scelte scellerate come la guerra contro Latina per conquistarsi la devastante centrale nucleare di Sessa; il dare via libera e pieno spazio alla Cassa del Mezzogiorno per delocalizzare tante industrie del nord, oggi tutte scomparse; di fondare un sistema di potere tutto affidato ai costruttori e speculatori edili.
Tutto questo per tentare di ridurre l’azione di lotta delle campagne e dividerle. Forse oggi dobbiamo ricominciare dall’agricoltura, ma in primo luogo occorre cancellare quella sciagurata Legge nazionale che ha annullato il voto popolare per l’elezione del Consiglio e del Governo provinciale. SUBITO, ANZI IMMEDIATAMENTE!!!
Uno foto storica che ritrae Lino Martone durante gli anni della contestazione studentesca.

 Cosa credi sia cambiato nelle battaglie studentesche di oggi rispetto ai tuoi tempi?
Purtroppo c’è una grande differenza e distanza tra le lotte studentesche di oggi e quelle degli anni 60 e inizio 70. Non certo per colpa dei giovani studenti di oggi, ma perché anche loro hanno sulle spalle le conseguenze del declino politico e culturale dell’intera Società. Di una Società per anni tutta proiettata verso il consumismo, pensando che le conquiste precedenti sarebbero rimaste li ferme e irriducibili, facendo prevalere l’individualismo e il personalismo, impoverendo il dialogo sociale e le forme organizzative collettive.
Negli anni ’60 la battaglia era in primo luogo culturale, ossia mettere fine alle stupide selezioni degli studenti dove i professori pensavano di essere , appunto, degli scienziati selezionatori. Ci si batteva per la libertà degli studenti, forme più elevate di insegnamento e cultura, per un ruolo protagonista e di peso degli studenti all’interno di ogni Istituto. Certo i filoni si facevano, come si fanno adesso, ma insieme a un impegno per migliorare culturalmente e con i dovuti servizi la scuola che si frequentava. Pensate che io sono stato per 10 giorni a dormire in uno stabile di una ex scuola privata, che occupammo  affinché vi fosse trasferito tutto il mio Istituto Industriale. Cosa che ottenemmo e il Francesco Giordani, da quel momento, diventò un elevato Istituto pieno dei laboratori tecnici e scientifici più moderni al mondo.
In quel periodo, come si sa, le lotte studentesche avevano anche una egemonia politica-ideologica; io stesso non ero un semplice studente impegnato ma uno dei capi della lotta studentesca di Caserta e dintorni; molte decisioni d’iniziativa le prendevamo nel circolo casertano “Centro Lenin”. Quelle lotte degli anni 60 portarono alla conosciuta Legge di riforma scolastica che inaugurò la formazione dei Consigli d’Istituto, dove era pregiudiziale la presenza del rappresentante degli studenti eletto a suffragio diretto di tutti gli studenti. Io fui eletto con l’85% dei votanti e molto spesso dei professori amici mi venivano a prendere a Vairano con la macchina, poi accompagnarmi, poiché senza la mia presenza non si poteva ne discutere ne approvare il bilancio d’Istituto.
Che messaggio vuoi lanciare a questi ragazzi?
Il messaggio che voglio lanciare è molto semplice: andate avanti con convinzione e impegno, non trascurate mai il confronto e la discussione con i vostri colleghi, anche con i professori, ma coinvolgete anche Comuni e Sindaci. Detto ciò una raccomandazione particolare la voglio fare: alzate l’occhio verso l’Alto Casertano e la Media Valle del Volturno che rischia l’emarginazione totale ma con le vostre lotte può essere unificata. Mi farebbe piacere se organizzate un incontro con tutte le scuole superiori di questa terra e i suoi studenti, e mi farebbe molto piacere parteciparvi per dare il mio contributo.
 

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Thomas Scalera

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