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Sensibilità ed empatia: un’arma a doppio taglio!

Sensibilità ed empatia, un’arma a doppio taglio. Gli psicologi definiscono la sensibilità una particolare attitudine a ricevere impressioni attraverso i sensi e a risentire gli effetti anche più insignificanti di una condizione affettiva o emotiva. Quest’ultima è una dote nel momento in cui le emozioni che andiamo a ricevere sono positive, ad esempio un bel panorama, un tramonto, un bambino che ci sorride, un abbraccio. Diventa, però, un problema quando una mancanza minima ci fa soffrire, ad esempio un amico che dimentica il nostro compleanno, un insulto, una mancanza di considerazione da parte di chi riteniamo importante.

L empatia, invece, è definita come la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di far proprie le emozioni altrui, dunque molto simile e funzionale alla stessa sensibilità. L’ empatia è una risorsa importantissima per chi abbiamo intorno. Non c’è cosa più piacevole di essere ascoltati e compresi dall’altro, sentirsi abbracciati psicologicamente. Solo con una persona empatica ci si scopre capaci di aprirsi, di condividere anche le cose più intime. I bambini, ad esempio, avvertono molto l’empatia negli adulti, è per questo che scelgono istintivamente di chi potersi fidare, e incredibilmente non si sbagliano mai.

Si sa che essere sensibili è un vero e proprio dono, eppure spesso, può diventare anche un grosso problema. La sensibilità è la dote di riuscire a dare ad ogni cosa, anche alle cose agli occhi degli altri scontate, un valore inestimabile. Le persone sensibili attribuiscono grande importanza agli eventi, provando una sensazione non solo psichica ma soprattutto fisica rispetto a questi ultimi, che può essere di piacere, di ansia, di disgusto, relativamente alla situazione che ci si trova di fronte. Praticamente gli eventi ci scorrono dentro, sottopelle, con un intensità irragionevole.

C’è da dire che, è verissimo, spesso queste doti ci complicano la vita, sentire tutto, ma proprio tutto ci rende vulnerabili e fragili ma allo stesso tempo riusciamo a provare sensazioni indescrivibili! Quanto vale per noi la bellezza di un tramonto? Il profumo di un piatto che ci riporta all’ infanzia? La pelle morbida di un neonato? Il mare e i suoi colori? Le parole di un poeta? Questo fluire di emozioni ci eleva, ci sfianca, ci abbatte ma spesso, anzi sempre ci salva!

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Antonella Viccaro
1992 diplomata nel 2010 presso il Liceo Pedagogico e delle Scienze Umane di Vairano scalo. Autrice del romanzo " La bambina che ha conosciuto il ferro" 2019.

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