• Lun. Ott 25th, 2021

Serie A. Il punto di Genesio

Archiviata per poche ora la parentesi nazionale con gli azzurri del C T Roberto Mancini che, dopo aver incassato una sconfitta per 1 – 2 nella semifinale di National League, si preparano per la prossima e imminente gara che andrà in scena nel pomeriggio di oggi . Il ko contro la Spagna è da definirsi fisiologico, poiche’ arrivato dopo 37 risultati utili consecutivi, frutto di 28 vittorie e 9 pareggi. La gara, giocata nel catino amico del Giuseppe Meazza di Milano contro le furie rosse, allenate dall’Hombre Vertical al secolo Luis Enrique, si preparano per la finalina del terzo e quarto posto contro i Diavoli Rossi del Belgio guidati dal commissario tecnico Roberto Martinez e capitanati da Romelu Lukaku, un remake anche se in tono minore del recente match degli Europei, valevole per il quarto di finale e vinto dagli azzurri per 2 – 1.

Approfittando di questo stop da definirsi forzato, per quanto riguarda le torridissime atmosfere del campionato di massima serie e cioè la A, che ritornerà prepotentemente la prossima settimana con incontri di cartello, tracciamo un mini bilancio sulle sette giornate fino ad ora disputate. Al comando il club azzurro del Napoli allenato dal trainer di Certaldo, Luciano Spalletti. Una leadership quella dei partenopei meritata, visto che, i medesimi viaggiano a punteggio pieno con 21 punti all’attivo, ed hanno dimostrato di essere un collettivo oliato, solido e collaudato, non avendo modificato praticamente nulla dello schieramento della passata stagione, tranne l’allenatore. Alle spalle dei campani a sole due lunghezze di distanza dalla vette a quota 19, c’è il Milan che si conferma squadra quadrata e dalla vocazione al gioco per taluni versi spettacolare e che può sfoggiare un condottiero come Stefano Pioli, dotato di grande pragmatismo e che sta proseguendo il lavoro improntato nel solco del passato, avendo dato un’impronta ben definita, un’identità tattica e una quadratura, tanto da qualificarsi dopo sette stagioni per la Champions League . La critica positiva, unita alla sua proverbiale pacatezza che non lo porta mai ad uscire fuori dalle righe, ne fanno per definizione un Normal One del calcio. Tutto questo considerando anche la pesantissima assenza del capo carismatico del gruppo, parliamo di Zlatan Ibraimovic che a quarant’anni suonati è un giocatore ancora fondamentale, sia fuori che dentro il rettangolo di gioco, aimè per i milanesi ora è bloccato da infortuni causati dall’usura del tempo e da una lunga carriera. Da non dimenticare che la squadra, quest’anno ha visto partenze verso altri lidi di giocatori importanti come Gianluigi Donnarunna e Hakan Calhanoglu, e precisamente sotto la torre Eiffel il primo, mentre il secondo si è accasato sull’altra sponda del naviglio nelle file dei cugini neroazzurri dell’Inter. Sul terzo gradino del virtuale podio, troviamo la sopraccitata Inter, campione d’Italia in carica, compagine che ha cambiato la guida tecnica, affidandosi a Simone Inzaghi per la cronaca sono tante quella della massima serie che hanno optato per questa scelta. Entrando nel dettaglio del team neroazzurro, bisogna sottolineare la perdita di tre pedine fondamentali per la squadra i tutti i reparti, due delle quali cedute per problemi di bilancio e precisamente, l’esterno destro di difesa, il marocchino Achiraf Hakimi, dotato di grandi capacità offensive e di una fulminea velocità, capacità propulsiva e di tempi di inserimento negli spazi oltre che di un buon fiuto in zona goal ,gli altri sono Romelu Lukaku, trasferitosi a Londra sponda Chelsea che a suon di reti aveva trascinato la squadra all’agognato tricolore dopo essere rimasta a secco per tantissimi anni. Ultimo non certamente per importanza, è Cristian Eriksen, che invece ha  lasciato la compagine meneghina a causa di problematiche di natura cardiaca, quest’ultimo è da definirsi un vero collante nella zona nevralgica del campo, come amava definirla Sandro Ciotti, giornalista colto e arguto, cantore del bel calcio e non solo, figlioccio del grande poeta romanesco Trilussa, pseudonimo anagrammatico di Carlo, Alberto, Camillo, Mariano Salustri. Nel gruppo delle inseguitrici delle tre battistrada, ci sono il team giallorosso della Roma allenato da Jose Mourinho, soprannominato lo Special One, con 15 punti.

Si vede la mano del tecnico di Setubal che è riuscito ad infiammare la piazza con la sua capacità comunicativa, dando entusiasmo a tutto l’ambiente inteso come città, squadra e tifoseria ricompattando il tutto. La compagine che si può definire rivelazione è la formazione gigliata della fiorentina allenata da Vincenzo Italiano che ama un calcio propositivo e brioso, attualmente naviga a 12 punti in classifica. Le dolenti note giungono dalla “Vecchia Signora” in bianconero, la Juventus, che nonostante la veneranda età di 124 ben portati, il viso contrassegnato da diverse rughe, conserva intatto il proprio fascino anche se in questo campionato, sta deludendo sul piano dei risultati, denotando notevoli problematiche nella manovra e nell’impianto di gioco. Sono appena 11 i punti totalizzati dai ragazzi guidati dal toscanaccio di ferro chiamato conte Max, ovvero Massimiliano Allegri, la squadra orfana di Cristiano Ronaldo mister rispettivamente 31 milioni di euro e 35 goal stagionali e in totale con la casacca bianconere 101 in 134, sta cercando di trovare la propria identità. In tal senso, il tecnico livornese auspicava un inizio con meno patemi d’animo, ma nelle ultime partite tra campionato e Champions League, si sono visti dei segnali di miglioramento, attraverso un assetto diverso, condito da risultati ottenuti in maniera sofferta come invocava e predicava lo stesso allenatore. Un tassello fondamentale è la ritrovata solidità difensiva che ha consentito di ottenere clean sheet, ossia la porta inviolata in due circostanze e precisamente contro i blues del Chelsea, del teutonico Thomas Tuchel, gara per la cronaca vinta per 1 – 0 nel teatro amico “dell’Allianz Stadium”, grazie ad un guizzo dell’indomabile Federico Chiesa. Il bis, è giunto in trasferta nello stadio ” Grande Torino”, dedicato agli eroi caduti nell’immane tragedia di “Superga”, un pezzo di storia italiana da raccontare e tramandare da padre in figlio, l’avversario era ovviamente la compagine granata di mister Ivan Juric nel sentitissimo e spigoloso derby della Mole, vinto dagli ospiti per 0 – 1.

L’obiettivo per la Juventus, al netto del ricambio generazionale, è quello di ritrovare l’antico e innato spirito guerriero che contraddistingue da sempre il club conosciuto come il più grande e operaio dell’italico stivale. Inoltre il proposito è quello di ridurre il gap con la vetta distante ben 10 punti, situazione abbastanza inedita e impreventivabile, alla luce del valore della qualità della rosa e degli avversari affrontati fino ad ora. La delusione, nasce, sia per la proprietà, nonchè per la dirigenza che non si aspettavano un cammino così in salita. Sconcertati anche gli addetti a lavori che erano convinti di un ben diverso esito in sede di pronostici della vigilia. Ritornare nelle posizioni che più le competono per storia e rango, è questa la missione dell’intero comparto composto da :proprietà, società e squadra. Nel contempo la Exor, cassaforte della famiglia Agnelli – Elkann, è anche alle prese con il profondo rosso di bilancio e la conseguente riduzione dei costi gestionali del club, che è incentrato nel quartier generale della Continassa. Tra le altre delusioni, evidenziamo, la Dea neroazzurra e cioè l’Atalanta di Giampiero Gasperini, che rispetto agli standard ai quali aveva abituato, sta attraverso un periodo di forte calo, involuzione sul piano del gioco e del ritmo partita. La squadra ha ottenuto anch’essa 11 punti, al pari dei rossoblù del Bologna di Sinsa Mihajlovic, indecifrabile la situazione in casa dell’aquila biancoazzurra della Lazio appaiata alle altre a quota 11. Per quanto concerne questa squadra, è esposto in maniera nitida il cartello lavori in corso, poichè le metodologie di lavoro e l’assetto tattico è completamente differente rispetto al recente passato e di conseguenza occorrerà tempo per assimilare i dettami tattici del “Comandante”, nomignolo confezionato per Maurizio Sarri ai tempi di Napoli, altro tecnico toscano della massima serie. Per quanto concerne la coda e cioè le squadre impelagate nelle sabbie mobili della bassa classifica, troviamo sul fondo il team rossoblù isolano del Cagliari, dell’ennesimo tecnico toscano, Walter Mazzarri, con soltanto tre i punti all’attivo. Un gradino più su annoveriamo il club bianconero dello Spezia, allenato da Thiago Motta e la formazione granata della Salernitana, di mister Fabrizio Castori con 4 punti, sopravanzata dal grifone rossoblù del Genova con 5 punti in coabitazione con i lagunari arancioneroverdi del Venezia, denominati i leoni alati e guidati da un tecnico in rampa di lancio come Paolo Zanetti. Sono 6 i punti della formazione blucerchiata della Sampdoria dell’istrionico, presidente Massimo Ferrero detto il viperetta, sette invece sono quelli messi in cascina dei neroverdi del Sassuolo di mister Alessio Dionisi. a quota 8, vi sono tre compagini in condominio, parliamo dei gialloblù dell’Hellas Verona, dell’altro tecnico croato Igor Tudor, anch’egli natio della medesima città di Spalato come il suo connazionale, il sopraccitato Ivan Juric, il club bianconero friulano dell’Udinese del vulcanico patron Giampaolo Pozzo. A 9 punti troviamo i biancoazzurri dell’Empoli del tecnico Aurelio Andreazzoli.  

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