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Sessa Aurunca. Blitz all’ “Ettore Majorana”, i chiarimenti del Preside Gianni Abate

DiThomas Scalera

Feb 14, 2017

Gli ultimi rapporti delle forze dell’ordine riguardo lo spaccio di droga hanno evidenziato che Sessa Aurunca dopo Casal di Principe risulta essere la “piazza” più ambita per le attività di spaccio. Notizia, questa, di notevole importanza se si pensa all’incredibile mole di studenti ( circa tremila) che giungono ogni mattina nelle scuole del territorio aurunco.

Venerdì scorso, (il 10 febbraio per l’esattezza) durante un controllo della Polizia di Stato ci sono stati dei fermi all’interno delle strutture scolastiche: tutto vero se si pensa all’incredibile lavoro svolto in collaborazione tra i dirigenti e il corpo docente di ogni scuola e le forze dell’ordine.

Il Preside del Liceo Scientifico “Ettore Majorana” Prof. Gianni Abate , in un’intervista lunga rilasciata in esclusiva ai nostri “microfoni” ha voluto prontamente e categoricamente smentire alcune notizie che erano uscite su alcune testate e blog di informazione territoriale. Difatti il dirigente scolastico ha tenuto a precisare che: “La notizia del blitz è reale, ma vorrei precisare che all’interno delle scuole non vi è alcuna traccia di spaccio, come qualcuno voleva far intendere, perché abbiamo in atto un progetto per la durata di tre anni in collaborazione con le forze dell’ordine che periodicamente effettuano dei controlli per salvaguardare la sicurezza di tutti gli alunni”.

Il “blitz”, se di questo si può parlare, avvenuto all’istituto professionale(tramite segnalazione forse) ha permesso il fermo di un ragazzo. Il minorenne, quindi l’acquirente, avendo paura delle possibili ripercussioni ha di pronta risposta fatto il nome dell’altro minorenne , lo studente del liceo, che nell’ora di ricreazione si è visto “ accerchiato” dagli Agenti di Polizia.

Il Preside ha provveduto alla sospensione dell’alunno precisando che : “Per un preside arrivare alla sospensione di un studente è una sconfitta soprattutto morale. Ma era un atto dovuto e la causa di un lavoro incessante che stiamo facendo insieme alle forze dell’ordine cercando di estirpare il cancro malavitoso dalle nostre terre”.

Le attività di spaccio, sempre da quanto emerge dalle inchieste e dai pedinamenti, vengono controllate dalla criminalità che spesso si servono di bambini (parliamo anche di ragazzi di quinta elementare o delle scuole medie) spostando così il “confine” delle indagini. Questi fermi quindi, servono soprattutto a ridimensionare questo fenomeno e a rendere le nostre scuole ancora di più dei luoghi di alta sicurezza.

Il nostro, è un lavoro di prevenzione che deve essere fatto all’unisono dalla stampa dalle Forze dell’Ordine e dalle strutture scolastiche e non sviando le notizie, perché a Sessa Aurunca arrivano al giorno quasi tremila alunni, alcuni anche dalle zone del basso Lazio (Gaeta, Minturno) con i genitori che mi chiamano preoccupati visto l’alta concentrazione di attività malavitose estese anche su quelle zone. Ragion per cui le nostre scuole sono dei luoghi di alta sicurezza, e non dei luoghi dove si spaccia o si fanno attività illecite. Da anni noi siamo in prima linea per la lotta alla criminalità, invitando numerosi magistrati e facendo attività di educazione alla legalità, e non permetto quindi a nessuno di infangare il nome delle scuole di Sessa con notizie false e prive di fondamenta”.

Non ci resta che augurare un buon lavoro a tutti gli organi competenti, che da anni ci rimettono la faccia in una lotta che a volte sembra “ impari” ma che, inesorabilmente serve per cambiare le sorti delle nostre terre.

Il futuro parte dai giovani, quindi sono loro ad essere il “fulcro” da cui bisogna ripartire per tessere un nuovo tessuto sociale, e non possiamo permettere che delle azioni criminali possano in un certo qual modo incidere sul futuro dei nostri ragazzi. E’ importante quindi bloccare subito, dalle fondamenta, il nascere di nuovi “fuochi criminali” e in questo senso stiamo lavorando alla grandissima, prendendoci anche qualche grosso rischio. Le nostre scuole sono dei luoghi sicuri e protetti da cui gli alunni dovranno uscire ricchi di cultura e soprattutto ricchi di vita”.

 

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Thomas Scalera

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