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Sessa Aurunca/Cellole. Dramma C.A.B: Una questione di delibere.

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La campagna elettorale è una vera e propria guerra. Un continuo tira e molla che da una parte vede i personaggi

politici impegnati in ognidove pur di accrescere i consensi in vista di un ipotetico salto in Parlamento, dall’altra

invece, la gente comune, che nonostante il disgusto per la politica vivono l’incubo di una “Spada di Damocle” puntata sulla loro testa. Decidere per chi votare oggi, è un atto di sacrificio nonostante ci si sforzi a capire le dinamiche della politica e dei politici. Questo più o meno è il pensiero che serpeggia tra chi, vive da anni i mille drammi che la politica ha contribuito ad alimentare soprattutto in Terra di Lavoro. Uno di questi, è senza dubbio il dramma del Consorzio Aurunco di Bonifica. Come già ampiamente documentato dagli organi d’informazione, negli ultimi giorni c’è stata una “svolta”, un passo minuscolo per smuovere un pò le acque torbide che insidiano l’Ente di Via delle Terme.

LA DELIBERA DELLA DISCORDIA

Ma veniamo al dunque. Il giorno tredici febbraio in Regione è stata pubblicata una delibera, la numero 68 in cui si cerca di dare ossigeno fresco ai dipendenti del Consorzio. Nella fattispecie, la giunta Regionale ha assegnato il distacco temporaneo delle attività per trasferirle al consorzio delle paludi di Napoli – Volla. Temaporaneo perchè nella delibera c’è scritto che il termine dell’assegnazione non deve superare il 31 maggio dell’anno corrente. Inoltre sono stati stanziati 500.000.00 (cinquecentomila) euro per far fronte alle spese correnti per le attività del Consorzio aurunco.

La manovra è stata voluta dall’Onorevole Oliviero in prima persona, con l’ausilio del Vicepresidente della giunta Fulvio Buonavitacola. I due, insieme anche a Piero De Luca e a tutto lo stato maggiore del PD qualche giorno prima, ossia domenica 10, avevano presentato il comizio dell’On. Oliviero all’interno del Castello Ducale.  Ed è apparso strano come, all’interno di tale struttura, non si sia menzionato minimamente il dramma C.A.B. nonostante all’esterno vi fosse una delegazione di lavoratori che con grande umiltà e senso della Costituzione provavano ad accennare una protesta per far sentire la propria voce: Tutto vano, visto che nè una minima parola, tantomeno uno sguardo è stato regalato a chi con grande forza cerca un minimo di speranza per continuare la propria vita senza compromessi e senza povertà. Quindi nessuna “opera di salvezza” è stata fatta dagli addetti ai lavoratori, come qualcuno ha asserito. Anzi, tale manovra, ha gettato nel caos più totale anche i dipendenti stessi per vari motivi. Anzitutto, la somma che verrà stanziata sarà prelevata dal fondo di riserva per spese impreviste, vale a dire che saranno prelevati soldi che sarebbero serviti in caso di calamità naturali, o cose simili, attestando in tale modo  il clima di recessione che si cela attorno all’amministrazione De Luca. Inoltre quella somma non basterebbe nemmeno a pagare i novanta operai tra stagionali e fissi, soprattutto a ridosso dell’apertura della stagione estiva.

La domanda che tutti si sono posti, è la seguente : “Dopo il 31 maggio che fine faremo?”

L’ALTRA DELIBERA

Facciamo un passo indietro. Precisamente nell’Ottobre dell’anno appena trascorso. In Regione veniva portata al vaglio  una delibera che avevano Proposto i due Commissari Testa e Maisto. In pratica proponevano una soluzione al problema liquidando anzitutto l’Ente affidandolo ad un commissario liquidatore, poi di conseguenza, un accorpamento al Consorzio della piana del Volturno con sede a Caserta.

Ai molti questa non sembrò una buona scelta visto le condizioni economiche dell’ente casertano, ma almeno questa manovra  avrebbe messo fine ai giochi ma  non considerando tutte le conseguenze del caso.

C’è da dire il realtà, che nonostante i debiti del Consorzio Volturnese dovuti soprattutto all’evasione (problema questo delicato per tutti i consorzi) l’Ente riesce comunque ad erogare con regolarità gli stipendi, ragion per cui agli operai questa scelta sembrava quella giusta. Anche alla trafila istituzionale piacque la delibera. Soltanto un piccolo particolare. L’approvazione è stata più volte rimandata per l’ostracismo soprattutto di Oliviero e Buonavitacola.Ad avvalorare l’esistenza della delibera ci sono le parole rilasciate da Pasquale Campanile, segretario provinciale Flai Cgil, al Corriere di Caserta  il 15 dicembre scorso: “Stiamo aspettando una delibera che dovrebbe essere licenziata dalla giunta regionale per un eventuale accorpamento con un consorzio limitrofo”. L’ostracismo messo in piedi a due da Oliviero e Buonavitacola è servito soprattutto a non metter fine ad una storia che avrebbe visto uscire il blocco TestaMaistoGraziano “vincitori” : vincitori non se ne esce mai in una tragedia così immane, questo è sottinteso. A tutti era chiaro che dopo tanto immobilismo, questo periodo, avrebbe portato una scossa. Fatto sta, che al momento, anche questa decisione, sembra essere un ripiego messo in piedi alla buona, cercando di tamponare e prendere altro tempo.

L’ALTRA POLITICA

Ovvio, che Oliviero sta mostrandosi in prima persona visto il bisogno di recuperare una base elettorale soprattutto a Sessa. Ma l’altra parte, ossia  nelle file del centrodestra capeggiato da Massimo Grimaldi, l’argomento Consorzio non è proprio contemplato. Eppure c’è da dire che era proprio lui il Presidente della Commissione Bilancio all’epoca Barretta. Inoltre fu proprio lui, insieme al Presidente Caldoro a volere la nomina di Barretta a Commissario Straordinario, con tanto di foto al momento dei tagli di nastri. Quel che si prospetta dunque, è l’ennesima manovra d’emergenza, che servirà soltanto ad assopire  in minima parte un dramma di cui la politica ne è stata parte attiva.

 

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