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Sessa Aurunca. Estorsioni, arrestati quattro esponenti del clan Muzzoni. Il Comandante Fedele: “Un segnale forte per la città”

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Alle prime luci dell’alba, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sessa, insieme alla stazione locale capitanata dal Comandante Giuseppe Fedele hanno condotto un’operazione importantissima contro la lotta alla criminalità organizzata. Di fatti, i Carabinieri di Sessa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP ( Giudice per le Indagini Preliminari), presso il tribunale di Napoli su conforme richiesta della locale procura Distrettuale Antimafia. Tentata estorsione e porto di armi da fuoco, queste sono le accuse rivolte verso i quattro esponenti del clan camorristico “MUZZONI”, egemone nelle zone di Sessa Aurunca, Cellole, Baia Domizia e anche nei territori limitrofi, tipo Carinola.

Le indagini, risalgono al periodo Aprile/Novembre dell’anno corrente, in cui si evince l’attività frenetica per conto del clan di estorcere somme di denaro ai vari negozianti di Sessa, per mantenere vive le “attività del clan”.

I quattro destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono :

  • Elio Masi classe 1953 Sessa Aurunca
  • Alberto Andreoli classe 1965 Sessa Aurunca
  • Pietro Mancini classe 1988 Carinola
  • Orlando Lettieri classe 1979 Sessa Aurunca.

Tutto ciò è stato possibile grazie alle dozzine di documenti e di episodi estorsivi commessi tra Giugno e Settembre, raccolti dal nucleo di indagine coordinati dal Comandante Fedele: “Siamo riusciti a chiarire le dinamiche criminali dei suddetti personaggi, grazie alle intercettazioni ambientali, e alle telecamere degli esercizi commerciali”. Inoltre, aggiunge “Abbiamo dato un forte segnale alle città, perché due dei quattro arrestati rientravano a pieno titolo nei personaggi pericolosi del clan, che da tempo, giravano indisturbati riscuotendo le somme che dovevano servire per le attività del clan.”

Non troppo di recente, infatti, uno dei quattro arrestati, ovvero Alberto Andreoli, era stato sorpreso durante un controllo dei Carabinieri mentre estorceva una somma minima, nella fattispecie 100 euro, ad un esercizio commerciale nel centro storico della città Aurunca. “A seconda del tipo di attività, esisteva una somma da estorcere. In un periodo di repressione economica come questo ci si accontenta di cifre quasi irrisorie che variano dai 100 ai 500 euro, e i periodi di riscossione variano in base al tipo di attività o artigianato; A volte basta il classico trittico Ferragosto-Natale-Pasqua, a volte si riscuote settimanalmente, a volte mensilmente, a seconda delle esigenze del clan” Quando si parla di “esigenze” si intendono i viaggi delle famiglie verso le carceri dove sono rinchiusi gli altri affiliati, le spese di sostentamento delle stesse nella loro quotidianità: Un circolo virtuoso che non è del tutto finito. Il clan dei Muzzoni è ancora attivo perché le loro famiglie devono essere sostentate, e l’estorsione sembra essere il metodo migliore ottemperare alle richieste del clan. Crediamo di aver fatto un favore alla comunità, e soprattutto speriamo di aver dato un forte segnale di protezione verso i tanti commercianti che ad oggi subiscono e non denunciano. Si spera, quindi, che d’ora in poi ci sia maggiore fiducia nel nostro operato, e che ci sia meno timore nel denunciare questi atti criminali”. Chi pensa quindi, che la camorra sia un fenomeno isolato e accantonato a Sessa, si sbaglia di grosso.

 

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