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Sessa Aurunca. La storia d’amore di Stamura e Francesco, in scena al Cinema Corso.

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E’ datato domenica 12 Maggio, un evento importante promosso dal Rotary Club di Sessa Aurunca

e dal Centro studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo,

con il patrocinio morale del Comune di Sessa Aurunca, in scena presso il Cinema Corso.

Il fiore che ti mando l’ho baciato“, con la regia di Antonio Grimaldi, con l’attrice Arianna Vitolo, volto noto al grande pubblico grazie al successo della fiction tv Rai , L’Amica Geniale, di cui è stata una delle due bravissime protagoniste. Un reading-spettacolo, che prende vita dal carteggio risalente al 1913-15, tra Stamura Segarioli e Francesco Fusco, un monologo di una storia d’amore e morte, vissuta tra Carano di Sessa Aurunca e Orvieto, durante la Prima Guerra Mondiale. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto all’Associazione ADMO CAMPANIA ( Associazione Donatori Midollo Osseo).

Tutto nasce da lettere sigillate, custodite, nascoste, imbustate. Un mezzo di comunicazione antico, raro, di cui esistono i conservatori, i nostalgici, i romantici, che le custodiscono.

“Una corrispondenza amorosa accompagna la storia che ora si narra. La guerra che scrive alla pace e la cerca, dalle trincee del primo conflitto al tormento di un amore a distanza. Le lettere tenevano in piedi una storia, di suggestioni e ricordi mai vissuti, e speranze e abbracci immaginati e gelosie, finché dopo cento anni, restano la voce e il palco. Francesco, medico tenente dell’esercito non sposò mai Stamura. Egli morì prima di tornare dal fronte, mentre un figlio fece beffa al tempo e alla morte. Lettere fatte di luoghi, di timbri e di censure. Lettere di fiori, di corpi, d’amore e nascita. Fino a noi. E allora può accadere che una storia personale e familiare, possa diventare memoria collettiva.”

Nato in occasione delle Celebrazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, lo spettacolo porta alla luce le microstorie di cui ogni tragedia, anche odierna è fatta. Frammenti di vita che, aldilà del tempo, ci appartengono. Il racconto nasce dalla volontà della nipote Rosa Fusco e su iniziativa dell’Associazione Culturale “Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo” (presieduta da Antonia Lezza), presso la cui biblioteca è custodito il materiale inedito degli eredi Fusco.

Un appuntamento assolutamente da non perdere.

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