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Sessa Aurunca. Questione San Rocco tra comunicazioni confuse e speculazioni politiche

Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca tra comunicazioni confuse e speculazioni politiche

SESSA AURUNCA. Oggi una vera rivoluzione deve partire necessariamente dal cambio del paradigma della comunicazione. Comunicare è di vitale importanza: comunicare e farlo bene diventa imprescindibile.

La politica, questo, non riesce a comprenderlo e sono tantissimi gli esempi di malacomunicazione che alimentano sempre più dubbi. Comunicare bene, vuol dire far luce su ogni dubbio, chiarire le dinamiche di una politica tecnocratica che già di per se è lontanissima dalla popolazione.

Venendo alle cose nostre, è lecito dunque andare ad analizzare il messaggio che ha lanciato il primo cittadino di Sessa Aurunca Silvio Sasso alla popolazione tutta a proposito dell’Ospedale San Rocco e del prestito di due postazioni di terapia intensiva (compreso i ventilatori polmonari) a favore dell’ospedale COVID di Maddaloni.

La notizia, e questo è già un punto di analisi della comunicazione politica, è trapelata attraverso alcuni organi di informazione, che inevitabilmente hanno creato una base incerta che ha dato il via ad una speculazione senza fine alimentando ancora di più quello che il clima di paura e di terrore che esiste tra le masse.

Tutti attendevano una risposta ufficiale da parte degli organi preposti: e la risposta è arrivata.

Nella giornata di ieri, infatti, l’avvocato Silvio Sasso dalle colonne del suo profilo Facebook ha annunciato alcune cose, di cui vale la pena parlarne. Nel suo messaggio, che dura più o meno cinque minuti, il Sindaco ha detto tutto e niente.

Sasso ci ha tenuto a smentire la notizia parlando di sciocchezze, imprecisioni e di allarme ingiustificato. Inoltre ha detto: “ L’Ospedale San Rocco è a pieno regime e la rianimazione è quella che è sempre stata. Non ha subito diminuzioni, anzi è stata rafforzata e salvata grazie all’azione dell’ASL e delle autorità del territorio, me compreso”.

Dunque, chiunque abbia ascoltato l’inizio del messaggio magari si sarà tranquillizzato visto le parole rassicuranti che il primo cittadino ha decantato. Il problema, subentra con il proseguo del discorso quando lui in pratica smentisce se stesso dicendo che i ventilatori sono  comunque stati dati in prestito a  Maddaloni, in attesa che il Ministero e la Regione mandino gli altri ventilatori: quindi questi ventilatori ci sono si, o no?

Non è una domanda fatta per creare scompiglio o per fomentare un allarmismo ingiustificato, ma visto il grande impatto che ha il nosocomio aurunco su tutta la popolazione dell’alto casertano, ognuno si chiede cosa stia accadendo; logica questa di una comunicazione avventata e priva di fondamenta ufficiale che aumenta ancor di più il divario tra cittadino ed istituzione.

Ad onor del vero, Sasso, ci ha tenuto a precisare che l’operazione che è stata fatta era l’unica possibile visto la straordinaria situazione di emergenza che tutta la nazione sta attraversando in questo periodo storico.

Un altro passaggio importante della sua comunicazione è stato quando ha affermato che nessun servizio è stato diminuito…e che nella programmazione precedente questi ventilatori servivano da supporto e non da necessità assolute.

Trasportando queste parole in un linguaggio volgare, la popolazione come percepisce questo messaggio?

Il San Rocco a che punto è?

Domande queste che al momento nessuno riesce a chiarire. Resta il fatto che malgrado il Sindaco abbia cercato, in un certo qual modo, di rassicurare la popolazione incitando all’unità, qualcuno nei commenti ha addirittura smascherato il primo cittadino annunciando che i ventilatori erano stati portati via domenica mattina e che ora ne rimangono solo due. Il commento è stato fatto da un lavoratore della rianimazione, che è il pomo della discordia. Inutile dire che il commento è stato rimosso, segno, anche questo, di un’azione di censura contro i contrari che caratterizza lo scenario politico territoriale e non solo.

Malgrado il grande sforzo, non si è riusciti a fare chiarezza sulla situazione sanitaria sessana, che continua a soffrire malgrado l’impegno encomiabile di tutto il personale sanitario.

Per la par condicio bisogna dire che il Consigliere Regionale Massimo Grimaldi, in quota Forza Italia, ha annunciato di aver sottoscritto un’interrogazione in attesa di risposta ufficiale per chiarire alcuni punti.

È ovvio che il vento delle elezioni soffia dolcemente sul capo degli addetti ai lavori, e seppur questa iniziativa è stata lanciata dal gruppo come una dimostrazione di un fatto concreto e non di chiacchiere, bisogna subito chiarire che il problema fondamentale è la sanità, che essendo un diritto inalienabile del cittadino italiano, non può essere più oggetto di contesa politica. Anche perché sono state proprio le logiche della politica che hanno sconquassato il sistema sanitario campano (De Luca ricordiamo che è il commissario ad acta della sanità), e ci dispiace deludere i militanti di Forza Italia, ma una semplice interrogazione non risolve in alcun modo le questioni, anche perché tale interrogazione sarà abbandonata in chissà quale cassetto del Palazzo Santa Lucia.

L’emergenza Covid ha sicuramente portato a galla tutte le pecche della politica locale, che da anni crea consensi intorno alla clientela sanitaria. Ricordiamo che a maggio del 2018 De Luca in pompa magna, seguito da Gennaro Oliviero e Silvio Sasso avevano acclamato un nuovo progetto per la costruzione di un nuovo ospedale sempre a Sessa con centosessantatre posti per un totale di oltre sessanta milioni di euro.

Ripetere oggi questo progetto, è veramente eufemistico, visto che la comunicazione politica non è stata in grado nemmeno di far chiarezza su una questione di pubblica utilità come quella che abbiamo sbobinato oggi. A chiusura di questa analisi, possiamo affermare che i posti in terapia intensiva da quattro, sono passati a due. Che l’Ospedale Covid di Maddaloni al momento ha soltanto quattro posti di terapia intensiva, tra l’altro già occupati. E infine che la politica, si spera, alla fine di questa fiera possa mettere le mani fuori dalle questioni di sanità per affidare la gestione e la comunicazione e manager preparati del settore che non dovranno sottostare a logiche di clientela, perché la sanità è un diritto sancito dalla costituzione e non un pulpito sopra il quale fare proseliti per se stessi e per le proprie famiglie. Per il resto, si salvi chi può.

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