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Sessa Aurunca. Scoperta una discarica a cielo aperto: anche due auto abbandonate

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SESSA AURUNCA. Pezzi di eternit. Plastica di tutti i tipi: resti di chissà quale pasquetta. Buste nere e bidoni di solventi.

E dulcis in fundo i resti di due vecchie autovetture arrugginite. Quello descritto non è uno scenario apocalittico post bellico, ma la situazione abominevole del passaggio dell’uomo: una discarica a cielo aperto a pochi passi dalle abitazioni.

La scoperta è stata fatta da un gruppo di ragazzi che passeggiavano lungo la strada. Ci troviamo a San Felice, una minuscola frazione del comune di Sessa Aurunca, ubicata alle pendici del vulcano di Roccamonfina; penultimo avamposto abitativo, dunque, prima di raggiungere la località montana. Un luogo ameno e raccolto, baciato dal sole, e riscaldato da antichi valori familiari e rurali. Lungo la strada di montagna è possibile incontrare un’altra piccola perla, Valogno, il borgo che da qualche anno sta conoscendo una resurrezione insperata grazie al grande progetto dei murales che ha trasformato un luogo destinato a diventare fantasma in un “borgo d’arte” con migliaia di turisti a seguito.

La notizia del rinvenimento “anomalo” ha destato scalpore tra i gli abitanti, che sbigottiti, hanno incominciato il puzzle famelico delle responsabilità dell’accaduto. “Sembra di stare a Giugliano”, asserisce qualcuno con un pizzico di risata stampata sul viso. Un vecchio anziano segue: “Queste cose noi le abbiamo viste solo nei film”.

La verità, spesso, supera di gran lunga la fantasia. Ragion per cui, non c’è da meravigliarsi se ad oggi è possibile ancora rinvenire cumuli di immondizia di ogni tipo ai bordi delle strade, nonostante la Terra dei fuochi, la camorra e tutto il resto. L’uomo, da Machiavellica memoria, è volto più al male che al bene. C’è da pensare dunque, che l’operato sia stato svolto da qualche gruppo di incivili (incivili è dire poco), che magari di passaggio, ha pensato bene di riempire quei fertili terreni di immondizia di tutti i tipi. La piaga dei rifiuti è venuta fuori grazie alle innumerevoli inchieste che hanno coinvolto soprattutto i clan camorristici. Ma spesso, l’argomento è sfuggito di mano, con numerosi casi di inciviltà umana che hanno alimentato e non poco gli stereotipi sugli abitanti, in maggior parte meridionali. Non che si debba fare tutto di un erba un fascio, ma l’arretratezza culturali di molti ha fatto si che un fenomeno destinato ad essere “delinquenziale”, sia arrivato ad essere un fenomeno normale.

Per quanto riguarda le carcasse di auto, la situazione si complica. Sembrano essere auto di vecchia data, e prima di frugare ogni dubbio, dunque, è lecito pensare a qualsiasi cosa. Magari si può trattare di auto rubate, servite per delinquere. Oppure si tratta soltanto di un semplice atto vile di un abitante della zona che si è servito di un piccolo dirupo per sbarazzarsi della sua vecchia automobile. A quanto pare la situazione sembra essere ingarbugliata. Riuscire a risalire ai presunti autori è quasi impossibile. A netto di ciò che succede in questi casi, è lecito pensare anche che le autorità preposte non riescano a bonificare i terreni. Per il momento è tutto, in attesa magari di una denuncia che possa far luce su questo anomalo fenomeno.

Le foto:

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