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Sessa Aurunca. Scoppia il caos tra Tommasino e Schiavone. Ecco i fatti

Caos tra Tommasino e Schiavone a Sessa Aurunca. Cosa è successo

SESSA AURUNCA. In un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo, in cui la politica a Sessa Aurunca sembra essere immobile, scoppia come un fulmine a ciel sereno la tempesta. I soggetti che si contengono il centro del ring, sono due: sul lato destro c’è la compagine di minoranza a firma di Patto Aurunco, mentre dall’altro lato il gruppo facente capo a Massimo Schiavone Presidente del Consiglio Comunale; tra accuse e denunce, ora ricostruiamo i fatti.

Il giorno quattordici aprile scorso, è apparso un comunicato stampa firmato congiuntamente dai consiglieri di minoranza Luigi Tommasino ed Emilio Pecunioso in cui si chiedevano chiarimenti circa l’intrusione di un soggetto estraneo agli uffici comunali che si muoveva all’interno degli stessi, assistendo, alla consegna dei buoni spesa che il Comune sta distribuendo per l’emergenza COVID. Nel comunicato, si asseriva che tale personaggio era riconducibile alla schiera dell’Azienda EMME DUE che fa capo proprio al Dott. Michele Schiavone padre del Presidente del Consiglio Massimo.

In una normale modalità politica, un’opposizione chiede in modo lecito il perché ci siano personaggi, che in modo improprio, vestiti da un senso di autorità, possano essere immuni da qualsiasi tipo di controllo visto anche le numerose restrizioni che stanno dilaniando il nostro paese. Si è chiesto, infatti, come mai tale personaggio si aggirasse in modo incauto all’interno degli uffici preposti violando la privacy e occupandosi di problemi che sono di competenza strettamente comunale, e mettendo a repentaglio anche la salute pubblica.

Come nella più semplice delle battute di pesca, dopo che si è gettato l’amo, ecco che la preda abbocca.

Infatti, dopo l’accusa, è arrivata la risposta del diretto interessato che dal proprio profilo Facebook, ha annunciato di essere stufo dei continui attacchi ricevuti. Schiavone, in modo anche beffardo, ha anche annunciato il nome del diretto interessato, chiarendo definitivamente il fatto.

Jhonny di Lucchio, è il pomo della discordia, che ha fatto accendere gli animi della discussione politica. Il personaggio in questione, è una persona molto stimata nel contesto sessano, che da anni collabora con gli uffici comunali per l’organizzazione di vari eventi culturali, ma che, è inevitabilmente legato al gruppo Schiavone.

A questa difesa strenua si è aggiunta la minaccia di querela nei confronti dei consiglieri di opposizione che a breve si vedranno recapitare per tramite dell’Avvocato Di Matteo una denuncia, che francamente, si fa fatica a comprendere.

Questi sono i fatti, ma come tutte le faccende politiche, ogni cosa giusta rivela il suo contrario, e dunque è lecita la critica che muove la coscienza comune che è ormai stanca di questa politica battibeccale che non porta nessun beneficio alla comunità.

Il primo punto da osservare è il fatto che Generazione Aurunca non ha firmato la richiesta di chiarimenti del gruppo di minoranza. Il gruppo, infatti, ha spesso fatto da spalla a Nuovo Patto Aurunco in varie vicende in modo tale da unire la minoranza, mentre questa volta non ha mosso dito: Come mai? Non è che come al solito quando si tratta di metterci la faccia, ci si tira indietro per paura? O forse perché dietro si nascondono altre faccende? Domande lecite queste, che stanno muovendo e non poco l’opinione pubblica.

L’altro punto, non meno importante, è la continua minaccia di denuncia ogni qual volta viene toccato il gruppo Schiavone. Non è nuova la scena che si presenta infatti, visto il vessillo che si sbandiera ogni qual volta viene intaccato l’onore della famiglia Schiavone: Prima i giornalisti, poi la critica, poi la minoranza. Un atteggiamento che stride con la questione politica, visto che proprio la politica è un campo ostile in cui la discussione è all’ordine del giorno, e in cui i chiarimenti in alcuni contesti rappresentano il nettare della res pubblica.

Senza scandagliare l’atteggiamento che si evince dai dipendenti, che puntualmente incensano i post del Presidente del Consiglio, quasi a santificare l’opera del suddetto, senza però andare a fondo dei fatti.

La questione Di Lucchio, deve essere chiarita per dare una moralità superiore alla discussione, mentre le minacce di denuncia devono essere accantonate, anche perché è impossibile fare carriera politica senza ricevere accuse, molte delle quali anche fondate. Ma la forza del potere e della repressione, in alcuni casi, nascondono un timore e una insicurezza che stanno contraddistinguendo il cammino di molti personaggi politici.

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