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Sessa Aurunca/S. Castrese: Un referendum per staccarsi e andare con Cellole

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Malcontento nelle frazioni del Comune di Sessa Aurunca che presto potrebbe generare un referendum per chiedere la separazione dal Comune aurunco e l’accorpamento alla vicina Cellole. La polemica è stata sollevata dal Presidente del Gruppo Sociale per S.Castrese, Giuseppe Pietrantuono: “Ci sentiamo abbandonati dal Comune di Sessa e, visto che confiniamo con Cellole, riteniamo opportuno andare con Cellole che forse può prendersi più cura della frazione”. Il Presidente del comitato civico di una delle frazioni più grande di Sessa lamenta tra l’altro le alte tasse che vengono versate dai cittadini nelle casse comunali, la mancata realizzazione di una circumvallazione, i problemi al sistema fognario, l’alto numero di disoccupazione e l’attesa per la bandiera blu che dovrebbe riguardare anche il territorio di San Castrese. La tesi di Pietrantuono è che Cellole, un tempo accorpato al Comune di Sessa, oggi è diventata una cittadina che vive di turismo; San Castrese quindi potrebbe avere maggiori vantaggi a far parte di Cellole, con il quale confina, lasciando quindi Sessa che, essendo un Comune troppo grande, avrebbe difficoltà a gestire tutte le frazioni. Il malcontento riguarda anche altre frazioni come Piedimonte e Casamare che, secondo Pietrantuono, si staccherebbero volentieri dal Comune aurunco. “Adesso è tutto allo stato embrionale, si discuterà, faremo un referendum tra noi cittadini anche se già tutti all’unanimità sono contenti di andarsene a causa delle alte tasse che paghiamo” dichiara Pietrantuono in una intervista telefonica a OIM-Vairanonews. Di parere diverso è il Vicesindaco del Comune di Sessa Aurunca, Italo Calenzo, che dichiara: “E’ assolutamente falso che il Comune di Sessa non soddisfa tutte le esigenze delle frazioni. Fino a prova contraria, basta collegarsi al sito internet, questa amministrazione sta lavorando a trecentosessanta gradi su tutto il territorio”. Calenzo sminuisce le polemiche innestate da Pietrantuono, definendole polemiche del singolo e, riallacciandosi allo scenario nazionale di riordino amministrativo, non vede possibile lo scenario di distaccamento di frazioni. A parte lo scenario nazionale la volontà politica della maggioranza è chiara, infatti Calenzo prosegue “Noi amiamo tutto quanto il nostro territorio, senza se e senza ma, noi siamo contrari a queste separazioni. Noi dobbiamo crescere uniti come territorio”.

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