• Gio. Mag 26th, 2022

Ciro Marcigliano, dirigente della Sessana, attacca gli arbitri

SESSA AURUNCA (di Genesio Tortolano). In casa della Sessana compagine gialloblù guidata da mister Angelo Teta, non si è ancora spento l’eco per la sconfitta per 2 – 1 nel derby esterno contro il club rossoblù del Cellole guidato da Michele Cimino, confronto disputato allo stadio “Lorenzo Montecuollo” e valevole per il primo turno dei play – off di promozione riconosciuti da sempre come una lotteria. Ad esprimere i sentimenti di amarezza, mista a rabbia e delusione, nonchè frustrazione per l’esito inopinato è il dirigente del club sessano Ciro Marcigliano: “Ci sentiamo presi in giro visto che il ko che abbiamo incassato che ci è costato l’eliminazione, ed è figlio di un arbitraggio da 3 in pagella volendo essere generosi del direttore di gara  Gabriele Rifatto della sezione di Napoli che ha dimostrato di non essere all’altezza dell’importanza della gara, poichè essendo molto sentita avrebbe meritato ben altra designazione. Le note dolenti riguardano in realtà tutta la terna, poichè anche gli assistenti, quello numero uno Carmela De Rosa, proveniente dalla medesima sezione dell’arbitro centrale e cioè Napoli e l’altro quello numero due, parliamo di Marco Infante di Battipaglia, hanno destato non poche perplessità. Le mie ferme e forti doglienze che mi costringono a tuonare contro il Palazzo, sono rivolte ovviamente ai massimi organi federali e arbitrali. L’arbitraggio è stato improntato nell’incapacità di gestire una gara come questa sentitissima vista la vicinanza e la rivalità tra le due squadre e piazze calcistiche e che aveva una posta in palio altissima. L’operato sul rettangolo di gioco del suddetto Rifatto, è stato caratterizzato da una totale mancanza di rispetto nei riguardi della nostra società della quale mi onoro di far parte e nella cervellotica scelta del designatore nell’assegnazione di determinati e delicatissimi incontri. E’ un vero peccato, poichè la cornice di pubblico la bellezza delle coreografie preparate da entrambe le tifoserie quella rossoblù di casa e quella nostra gialloblù, certamente risultate le vere vincitrici dimostrando di meritare palcoscenici superiori a quello attuale del campionato di promozione avrebbero meritato uno spettacolo diverso e cioè non falsato. Pertanto la rabbia indirizzata nei riguardi del direttore di gara è enorme, perchè quest’ultimo è inadeguato, scadente e ha rasentato la malafede con ammonizioni scientificamente e chirurgicamente operate. L’episodio chiave quello più eclatante che ha fatto cambiare il vento, indirizzando la gara e che ha indignato la nostra società e tutto il popolo sessano, ammantato dai magnifici colori gialloblù, è scaturito poco allo scoccare del 27’minuto di gioco, quando l’arbitro con smania di ergersi ad indiscusso protagonista, ha sventolato due cartellini gialli nel brevissimo arco temporale di un paio di giri di lancette sul volto del nostro incredulo ed esterrefatto navigato centrale difensivo Giovanni Micallo. Tale espulsione ha cambiato totalmente il volto del match, poichè pur essendo in vantaggio di una rete, quella di ottima fattura e realizzata dal guizzante Bianco, un funambolico scugnizzo, per il grave abbaglio di un arbitro non certamente nella sua migliore giornata, ci siamo ritrovati in dieci uomini senza colpo ferire e praticamente ci è stato impedito di giocare ad armi pari. Infine voglio evidenziare che questa tipologia di arbitraggi, offendono società come la nostra che effettuano notevoli sacrifici economici e di energie profuse per la causa calcistica effettuati con erme slancio, poichè rappresentiamo una delle piazze più ricche di storica del calcio campano e dell’intero stivale con una centenaria ed onorata nobiltà sui campi da calcio. La speranza anche se rischia di essere vana è quella  che il commissario di campo presente abbia preso nota e che i vertici arbitrali diano al suddetto loro rappresentante una sacrosanta tiratina di orecchie e che in futuro quando ci presenteremo sui campi avremo la fortuna di avere direttori gara maggiormente all’altezza della situazione e che con la loro condotta inadeguata non si arroghino il diritto di falsare le gare”. 

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