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Shoek dalle comunità a stella del Rap

DiThomas Scalera

Nov 10, 2014

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Dalle stalle alle stelle. Nato nella Comunità di San Patrignano da una coppia di tossicodipendenti, subisce la separazione dei genitori e l’abbandono da parte della madre. L’infanzia passata col padre con le serate tra locali notturni. Poi l’adolescenza con l’alcol, il fumo e le droghe. Quindi la fuga da casa e l’esperienza di vita nelle strade dell’America Latina. La frequentazione di gang, lo spaccio, i problemi con la legge e persino l’umiliante vendita del proprio corpo attraverso la prostituzione, per sopravvivere. Infine l’incontro con Cristo e la conversione. La straordinaria storia di Shoek, all’anagrafe Thomas, che ha totalmente cambiato la sua vita con la fede ed esprime la sua testimonianza attraverso la musica. Oggi è felicemente sposato, padre di una bambina, ed è l’esponente più importante del Gospel Rap italiano. Secondo Shoek i giovani si pongono le domande sbagliate: la domanda giusta non è dove è Dio, ma dove siamo noi! Dio bussa continuamente alla nostra porta, ma siamo noi a non aprire. Dio prova a incontrarci ma siamo noi a non farci trovare. Nelle sue canzoni trasmette energia, talento e passione. La sua vita è raccontata nel libro “La strada mi ha cresciuto”, pubblicato recentemente. Al di là di ogni gusto musicale e di ogni pensiero religioso, la storia di Shoek è una storia di speranza: ognuno di noi non è solo è può risollevarsi, qualsiasi sia la sua condizione.

Shoek

Shoek, perché hai scelto questo nome? Cosa significa?

La storia è abbastanza lunga , cercherò di accorciarla. Quando ero piccolo frequentavo un gruppo di rapper e cercavo un nome d’arte. Un giorno, quando avevo tredici anni e uscivo con una ragazza di diciotto, la madre ci scoprì nello stesso letto. M’invitò a parlare da solo con lei, mentre i miei amici ridevano di me pensando a cosa sarebbe successo. Questa donna invece di accusarmi, giudicarmi o arrabbiarsi, m’invitò a una “cellula di preghiera”. Io non sapevo cosa fosse e lei mi disse che si trattava di incontri in cui si pregava e si parlava di Gesù. Quando uscì dalla cucina tutti i miei amici mi chiesero cosa mi avesse detto, se mi avesse sgridato, ed io risposi che mi aveva invitato a far parte di una “cellula”. Tutti si misero a ridere ed io dissi che a me piaceva il nome cellula e che da quel giorno mi sarei chiamato proprio Cellula. Un mio amico disse: “Cellula è troppo lungo e se lo scrivi sui muri la polizia ti ha già beccato, ci vuole di un nome più di impatto… un nome più shock!” Quando mi disse questa cosa io lo guardai e dissi: “Ecco il mio nome, mi chiamo Shoek!” Così è nato il mio nome e tutti iniziarono a chiamarmi così. Oggi io sono un cristiano e questo nome mi ricorda la prima volta che Dio ha cercato di chiamarmi a sé. La Bibbia dice non scordarti mai da dove sei arrivato.

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Ti presenti come un cantante del Gospel Rap. Puoi descriverci questo genere?

Il Rap nasce dal Gospel, dai neri, dai protestanti, come strumento di protesta. Il Rap dopo è stato buttato nella strada ed ha preso questo percorso che oggi tutti conosciamo che è di violenza, di gang, ma le vere radici del Rap sono tutt’altre e provengono dal Gospel. Quello che faccio è portare il Rap alle sue radici, anche se queste sono ormai andate perdute soprattutto qua in Italia. Il Gospel è un genere che si basa sulla parola di Dio, non su una religione in particolare, e in Latino America (dove ho vissuto quattro anni) è un movimento molto conosciuto. Se tu vai a comprare un cd in un negozio, trovi il reparto Gospel Rap, cioè cristiani che parlano di Dio attraverso la musica rap. In Italia sono stato il pioniere, il promotore di questo movimento. Quando sono tornato dal Cile Dio mi ha messo nel cuore di iniziare questo movimento in Italia. Il Gospel non è qualcosa di nuovo, io lo ho portato in Italia, ma sono anni e anni che il Rap è tornato al Gospel.

Quali sono stati a livello musicale i tuoi riferimenti nazionali e internazionali?

Non ho mai ascoltato rap italiano perché lo ritengo, dal mio punto di vista, molto poco melodico. Il rap italiano è stato sempre rappare sopra un beat; cambia il beat ma la metrica non cambia mai, è sempre la stessa cosa. Io mi rifaccio molto al rap latino americano. Chi ascolta le mie canzoni si rende conto che sono molto più melodico. Il mio rap non si basa solo sui quattro quarti, la mia metrica diventa melodica, mi piace giocare molto con le melodie. Questa cosa deriva molto da un rap latino americano che ha influenze con il reggaeton, bachata, salsa, questi stili che si mischiano tra di loro e che creano un rap molto melodico. Io sono cresciuto ascoltando Eminem, ma oggi come oggi i miei punti di riferimenti sono i rapper di Porto Rico: Arcagel, Daddy Yankee, J Alvarez. Questi rapper hanno il mio stesso stile, un rapper melodico. Con l’infanzia quindi Eminem, ma non lo ascolto più, ascolto questi rapper di Porto Rico.

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Puoi riassumerci brevemente oggi di cosa ti occupi?

Abbiamo aperto un team da cinque anni, che si chiama I.M.S., Impara Medita e Servi. E’ un team di ventitré artisti, nazionali e internazionali, che raccoglie ogni genere: pop, rock, danza classica, ginnastica ritmica, metal, tutti gli stili. E’ come un’agenzia di artisti. Da un luogo in cui si vuole fare un determinato un evento, invio gli artisti vicino a quel luogo o vado direttamente io. Facciamo molti esperimenti, ad esempio io canto rap e la ballerina di danza classica balla sulle mie canzoni. Cerchiamo quindi di mischiare i generi in modo da fare un prodotto unico e innovativo. Questo team di ventitré artisti, gira quattro nazioni, Spagna, Brasile, Svizzera e Germania e abbiamo questo nel cuore: andare nei pub, discoteche, night, piazze, comunità cattoliche ed evangeliche, ovunque ci chiamano come anche alla Rai, Italian’s Got Talent, TV2000, con l’obiettivo di dire ai giovani che c’è ancora una speranza. Attraverso l’arte parliamo non di una religione, perché noi non crediamo nella religione ma crediamo in Cristo. Lui infatti non è venuto qua per dire io sono cattolico o evangelico, lui ha predicato la parola ed è quello che facciamo noi. Spieghiamo come Cristo ha cambiato la nostra vita e attraverso l’arte cerchiamo di dire ai giovani di non buttare la vita nella tossicodipendenza, nella prostituzione o semplicemente crescere senza avere valori come vivere aspettando il fine settimana per sballarsi, cercando sempre qualcosa che alla fine non ti riempie mai dentro il cuore. Fino ad oggi più di 500 persone, ma sappiamo che c’è ne sono altre che non abbiamo conosciuto, hanno cambiato vita attraverso il nostro lavoro. Questo a noi riempie il cuore perché è l’unico obiettivo che noi abbiamo. Facciamo tutto in modo gratuito, anche se io vivo di questo, chiediamo solo un rimborso spese. Con noi lavora il vecchio promotore di Caparezza che ci fa da manager. Viviamo di offerte. Se chi ci chiama si sente il cuore di darci qualcosa va bene. Stiamo aprendo anche una scuola a Pescara, dove i giovani possono venire a studiare per sei mesi e in più stiamo aprendo una linea di moda targata IMS. Produciamo anche CD per coloro che entrano nel team. L’artista entra a far parte del team e noi diamo l’opportunità di fare il proprio prodotto a costo zero.

Come è preso nell’ambiente dei credenti questa vostra attività? Abbiamo visto che ci sono stati anche insulti nei tuoi confronti a causa dei tuoi tatuaggi, dei piercing e del tuo modo di vestire.

Quando abbiamo iniziato sono stato reputato come uno “strumento del demonio” da molti credenti. Dicevano che ero venuto per portare i giovani fuori dalla Chiesa. Oggi, grazie a Dio, sono più quelli con noi che contro di noi. Purtroppo c’è ancora chi non sopporta quello che noi facciamo. Quando tu fai qualcosa di innovativo, devi far crollare dei muri e i muri che crollano fanno rumore e il rumore darà sempre fastidio a qualcuno. Ma siamo noi a decidere se far parte di un sistema che può avere i suoi aspetti negativi e umiliarsi a questi aspetti per piacere a tutti, oppure alzarsi, a costo di prendere insulti ma cercare di cambiare le cose. A me non piace far parte di un sistema che invece di dare vita ai giovani li uccide. La religione spesso uccide i giovani, mette a posto la loro coscienze ma li uccide nello spirito. Noi abbiamo deciso di alzarci e dire che se i giovani non vanno in chiesa non è perché loro non vogliono, ma molte volte è la Chiesa che li allontana. Molte persone non accettano questo per orgoglio, pensando che loro non sbagliano mai. Quando ti sbattono in faccia la verità tu puoi reagire in due modi: puoi umiliarti rendendoti conto di quello che ti stanno dicendo oppure fai di tutto per difendere la tua posizione arrivando fino a fare quello che hanno fatto alcune persone nei miei confronti, minacciando di morte. Io so che i frutti parlano al posto mio. Io non devo difendermi. Gesù ha detto che l’albero si riconosce dai suoi frutti. Una mia canzone dice che la pecora la difende il suo pastore, io non mi difendo neanche più, non ne ho bisogno. Anche Gesù quando venne sulla Terra è stato il primo a essere criticato e accusato di essere un demone fino a essere messo sulla croce. Quindi penso che se Gesù il figlio di Dio ha passato queste cose, chi sono io per non passarle?

Sicuramente chi leggerà questa intervista penserà che sei passato da un estremo a un altro, che vivi il tuo pensiero religioso in modo fanatico. Cosa hai da dire a queste persone?

A chi pensa queste cose io, posso dire che hanno pienamente ragione. Se tu leggi la Bibbia, vedi come molti personaggi passano da un estremo a un altro, come Paolo. Lui era un accusatore dei Cristiani, uno che uccideva i cristiani. Paolo acconsentì all’uccisione di Stefano, il primo martire di Gesù Cristo. La parola di Dio dice che lui perseguitava i cristiani finché Dio non toccò il suo cuore per farlo diventare l’evangelista più potente della storia. Quando lui parlava di Gesù, le persone lo riconoscevano come colui che un tempo perseguitava i cristiani e a motivo del suo cambiamento molti credevano in Cristo. Corinzio 1:27 dice che Dio sceglie le cose che non sono per svergognare quelle che sono, Dio prende le cose ignobili per svergognare quelle nobili, Dio prende le cose ignoranti per svergognare le sapienti. Dio non prende le persone che si credono giuste. Molti possono credere che Dio sceglie le persone che hanno sempre fatte buone cose, che hanno fatto il chierichetto, che hanno fatto il catechismo. A Dio non interessa questo. Dio mostra il suo potere prendendo le persone che sono nella “cacca”, le pulisce e dimostra a tutti che lui è un Dio potente, che lui può cambiare tutto, che è un Dio dell’impossibile. Io lo so che per molti posso sembrare un fanatico ma non posso che non essere un fanatico di Cristo. Io fino a sei anni fa ero buttato sotto un ponte, con una mamma prostituta, un papà sieropositivo, io tossicodipendente che aspettava solo il giorno della morte. Oggi ho un letto dove dormire, una moglie che mi ama, una figlia bellissima e un lavoro stupendo dove giro il mondo parlando di come Dio ha cambiato la mia vita, come posso non essere fanatico di Gesù Cristo? Molti sono fanatici di Vasco Rossi, della Juve o dell’Inter, ma se tu chiedi loro cosa ha fatto l’Inter per te? Cosa ha fatto Vasco Rossi pe r te? Ti da delle emozioni ma non può cambiarti la vita! Chi può dire che Vasco Rossi gli ha cambiato la vita? Io posso dire che il mio Cristo mi ha cambiato la vita. Se il fanatico di Vasco non è giudicato perché devo essere giudicato io che sono fanatico di colui che ha cambiato totalmente la mia vita e ha fatto di me un uomo? Dio dice che quando noi siamo deboli e lui è forte, lui prende le nostre debolezze, prede la cacca e fa uno smeraldo. Shoek era una persona che odiava, che sul braccio aveva satana e la croce al contrario e che diceva che Dio non esiste. Oggi Shoek gira le nazioni a dire che Dio gli ha cambiato la vita. Credo che Dio non avrebbe potuto scegliere metodo migliore per dire che lui è potente.

Al mondo ci sono molte religioni, esempio buddismo, taoismo, islam. Pensi che queste siano tutte strade per raggiungere Dio o che siamo strade sbagliate?

Qualsiasi religione, che abbia Cristo o non abbia Cristo, dal mio punto di vista è sbagliata. La religione mette a posto la tua coscienza ma non mette a posto la tua vita. La religione è quella cosa che ti fa andare a messa la domenica ma poi quando esci sei come prima. Solo Cristo può cambiare la tua vita. Tutti i leader, religiosi o politici, sono sotto tre metri di terra. Puoi vedere la tomba di Maometto o di Gandhi. L’unico leader che è venuto sulla terra ed ha vinto la morte è Gesù Cristo. Solo lui può cambiare le vite perché ha vinto la morte. Molti mi chiedono come faccio a sapere che Cristo esiste. Il miracolo più grande di Dio non è quando lui fa crescere una gamba o fa tornare la vista ai cechi, quella è una cosa in più. Il miracolo più grande è quando un giovane lascia la tossicodipendenza, quando una prostituta lascia la prostituzione attraverso Cristo. Tu puoi mettere in pratica qualsiasi libro spirituale, non voglio cadere nella critica ma guardiamo ai fatti: chi mette in pratica la religione Islamica provoca morti. Loro si uccidono o fanno un casino. Il buddista cerca la pace interiore ma guardiamo all’essenza: non esiste una religione che può cambiare la tua vita. L’unico libro che messo in pratica da frutti è la Bibbia. Io dico sempre che Dio è come una lasagna, io non posso spiegarti che sapore ha, devi mangiarla. Con Dio è la stessa cosa. Io non posso dimostrarti che Dio esiste se non con la mia testimonianza. Ai giovani posso dire di provare e mettere in pratica e vedere come Dio cambia la vita. Io non credo che tutte le religioni portino a Dio. L’unico che ha detto io sono la via, la verità e la vita è stato Gesù Cristo. Nessuna religione ma solo Gesù Cristo può portati al Padre. Seconda cosa, a livello storico, la Bibbia è stato il libro più tradotto e venduto nel mondo, questi sono dati certi. E’ il libro che più ha cambiato le vite nel mondo. Questi sono spunti pratici. Ci sono tante persone che possono dire che la loro vita è cambiata quando hanno messo in pratica la parola di Dio. Molti mi dicono come faccio a sapere che Dio ha scritto la Bibbia? A parte che a livello storico sono state trovate pergamene in diverse parti del mondo che dicevano la stessa cosa, una volta non c’era WhatsApp o le Mail, quindi come facevano? Ma a me non interessa se la ha scritta un uomo o no. A me interessa che ha cambiato la mia vita. Qualcuno può parlare sulla Bibbia, ma la mia vita è una Bibbia che parla e davanti alla mia vita nessuno può dire niente, perché la mia vita parla da sé.

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