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Sì, questo Napoli è da scudetto. Ma c’è ancora un difetto su cui lavorare…

DiThomas Scalera

Dic 1, 2015
Gonzalo Higuain
Gonzalo Higuain

NAPOLI. La vittoria del Napoli di ieri sera sull’Inter è stata da grande squadra, e non solo perchè ha scavalcato proprio i nerazzurri in classifica di un punto. Ma c’è ancora un difetto su cui lavorare.

GRANDE CALCIO, HIGUAIN MOSTRUOSO E REINA SANTO – Perchè il Napoli per 70 minuti ha fatto vedere grande calcio e grande organizzazione di gruppo. Higuain, poi, non si discute più. Ora come ora è il calciatore più forte in Serie A e tra le prime 4-5 punte al mondo. Due gol alla ‘Careca’, come li ha definiti qualche cronista fazioso, due gol per far sognare i tifosi che rievocano i dolci ricordi dell’epopea maradoniana. E’ stata la sua vittoria e quella di Reina, autore del miracolo di San Gennaro in versione calcistica all’ultimo secondo.

I MERITI DI SARRI – Sarri è un tecnico preparato che capisce di calcio. Si era visto anche l’anno scorso ad Empoli. I suoi meriti principali sono tre essenzialmente: aver rispolverato alcuni calciatori sottotono con Benitez (Koulibaly, Albiol e Jorginho su tutti), aver trasmesso una filosofia di gioco più europea alla sua squadra e aver dato entusiasmo al gruppo e all’ambiente dopo una stagione, l’ultima, non proprio entusiasmante. Inoltre, Hamsik gioca a tutto campo, Insigne è un calciatore ormai maturo, Reina ha riportato sicurezza al reparto arretrato, Hisajy spinge e difende bene. Anche questi meriti del tecnico venuto dalla provincia.

MA C’E’ ANCORA DA LAVORARE – L’unico difetto, se proprio vogliamo trovarlo e su cui bisogna migliorare ancora, però ci sarebbe: soffrire di meno negli scontri diretti e gestire meglio i finali delle partite di vertice. Ieri sera, dopo il 2-1, il Napoli, nonostante la superiorità numerica, ha tremato e rischiato di non vincere una partita praticamente acquisita e dominata per oltre un’ora. Bisogna scacciare la paura di vincere. I due pali colpiti da Jovetic e Miranda hanno fatto tremare i 60mila del San Paolo e sicuramente anche l’allenatore. Ecco, Sarri deve lavorare proprio su questo dettaglio. Il Napoli, statistiche alla mano, al San Paolo fino ad ora ha battuto tre grandi del nostro campionato come Juventus, Fiorentina e Inter sempre con lo stesso risultato: 2-1. Tre gare molto simili nel modo di interpretarle e di giocarle. Napoli spettacolare e organizzato per 60-70 minuti; Napoli in affanno e disunito nei finali. Se Sarri riesce a migliorare anche questo, il Napoli diventerà la principale candidata a quella cosa lì: che inizia per S e finisce per O. Sognare è lecito, comunque.

Andrea De Luca

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Thomas Scalera

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