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Che significa: “andare a Canossa”?

DiErica Diana

Giu 11, 2018

Canossa, piccolo comune in provincia di Reggio Emilia, con il suo castello arroccato in collina di cui resta qualche rudere, è stato teatro dell’episodio da cui è derivato poi questo modo di dire con cui si fa riferimento ad un atto di sottomissione al nemico, ad un’umile richiesta di perdono.

Siamo nell’inverno del 1077, e la lotta per le investiture che vedeva contrapposti l’imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII aveva raggiunto l’apice della sua espressione con la scomunica dell’imperatore che, avendo nominato dei vescovi, aveva invaso un campo di competenze che spettavano unicamente al papa, titolare assoluto del potere spirituale.

La scomunica al sovrano produceva in quel tempo effetti giuridici e sociali dagli ampi risvolti: persino i sudditi erano esonerati dall’obbligo di fedeltà a quella che era la massima autorità politica di quel tempo, l’imperatore Enrico IV. Non sorprende quindi che quest’ultimo si attivasse in ogni modo al fine di ottenere il perdono del papa e la conseguente revoca della scomunica per rientrare in pieno possesso dei suoi poteri e veder riconosciuta nuovamente la sua autorità.

Dal canto suo, papa Gregorio VII non fu molto clemente e, nonostante Enrico IV si fosse presentato in pieno inverno al castello della ricca marchesa Matilde a Canossa, ove il papa era ospite, con addosso solo un saio, scalzo e con il capo cosparso di cenere in segno di umiliazione, Gregorio VII non lo ricevette per ben tre giorni e tre notti. Rimasto al freddo, in ginocchio dinanzi al portale chiuso del castello matildico e nel mezzo di una bufera di neve, l’imperatore ricevette il perdono tanto auspicato solo al quarto giorno, il 28 gennaio 1077, grazie all’intercessione della marchesa Matilde.

Quest’atto di sottomissione rappresentò per il papato una grande vittoria: l’autorità terrena, inchinandosi a quella spirituale ne aveva confermato la supremazia riaffermando il principio teocratico secondo il quale ogni potere derivava da Dio e veniva esercitato dal suo rappresentante in terra, il Papa.

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Erica Diana

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