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7 febbraio 2018

Sondaggio elezioni del 4 marzo: CasaPound in testa

“Sotto il vestito… niente”, si leggeva nel titolo di un film di qualche anno fa. Oggi, alle “porte” del verdetto (definitivo?) del 4 marzo, sembra poter essere convertito in “sotto i programmi… niente”. Parliamo ovviamente dei programmi politici che le varie compagini hanno presentato (obbligatoriamente) insieme con simbolo e candidati, per partecipare alle prossime elezioni. Come sempre in questi casi, l’Istituto Cattaneo ha fatto le sue buone ricerche, riuscendo a tracciare un quadro complessivo dei vari programmi elettorali, da destra a dì sinistra, passando per il centro. L’istituto di Bologna infatti, suddividendo in “frasi” e “sottofrasi” i vari “propositi” politici, ha codificato le singole unità lessicali che esprimono un singolo concetto politico. Si deduce quindi che non stiamo parlando di “qualità”, ma di “statistica quantità”. Diciamo più semplicemente che si è riusciti a “filtrare” i “propositi utopici” come la “pace nel mondo intero”, da quelle che sono invece le volontà “pragmatiche” e funzionali a una visione politica, almeno sulla “carta”, ovviamente. Infatti è proprio dalla distinzione tra “affermazioni generali” e “proposte politiche” che si è riusciti ad avere un quadro generale delle volontà programmatiche dei vari gruppi in lotta per gli scranni alla Camera e al Senato. Ciò che ne esce fuori, purtroppo, è qualcosa di molto sconcertante: nel 75% i partiti si soffermano su dichiarazioni di “principio”, e solo nel 25% dei casi si parla di “proposte specifiche”. In questo strano “siparietto statistico-lessicale-analitico” non poteva mancare l’eccezione che conferma la “regola generale”. Infatti, da questa analisi puntualmente incentrata sulle parole usate, la fazione politica di CasaPound risulta quella che con il 65% di idee “concrete” della “sua” linea politica. Ciò ovviamente non significa che le sue proposte siano più realizzabili di altri partiti politici, né che siano “migliori”. Vuol dire infatti semplicemente che, data la brevità del programma stesso, l’analisi del Cattaneo sia stata concentrata al “succo” del discorso, evidenziandone la “pragmaticità”. Che poi siano proposte per lo più risalenti agli anni del fascio, di questo la ricerca non tiene conto. Buon voto a tutti.

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Eugenio Lato

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