• Lun. Mag 16th, 2022

Riceviamo e pubblichiamo

Per dare risposte efficaci in termini di salute si è sempre parlato della necessità di implementare e migliorare le strutture ambulatoriali territoriali, che sono il centro specialistico di diagnosi e cura delle patologie croniche. Tali strutture sono distribuite sul territorio nei distretti sanitari e dovrebbero interfacciarsi con i medici di medicina generale, collaborando sinergicamente. Se partiamo da queste premesse allora diventa difficile spiegarsi perché le attività di queste strutture vengano bloccate, riducendo le prestazioni esclusivamente a quelle urgenti. Forse i pazienti cronici affetti da broncopatie croniche, da asma grave, da cardiopatie o da diabete sono pazienti che possono tranquillamente cronicizzare ed evolvere verso forme acute, per poi aver necessità di ricovero ospedaliero? In questa momento in cui gli ospedali sono in una fase di criticità, sarebbe il caso alleggerire il loro carico di assistenza alle forme gravi che non possono essere gestite a livello ambulatoriale e sarebbe il caso incrementare le attività ambulatoriali naturalmente migliorando le modalità di accesso e di sanificazione degli ambienti. Molti pazienti cronici si sentono abbandonati a se stessi e non riescono a ricevere prestazioni sanitarie che prevengano riacutizzazioni della malattia che necessariamente comporterà richiesta di assistenza ospedaliera. Nella situazione attuale si ritroveranno senza assistenza sanitaria ambulatoriale e senza assistenza ospedaliera. Quindi un sommesso consiglio, sempre nell’ottica propositiva, sarebbe incrementare le attività territoriali ed incrementare le attività di telemedicina che rappresentano la via maestra per mitigare le criticità della fase acuta che stiamo vivendo, che anche un punto di vista sarebbero una risposta economicamente utile e vantaggiosa sempre nello spirito di collaborazione.

 Donato Leonetti

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Andrea De Luca

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