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Sparanise. A quattro mesi dall’incendio dell’ex Tabacchificio, niente è cambiato

Lo Spazio Cales: “Chiediamo risposte e la bonifica definitiva”

SPARANISE. Tre anni fa, nel maggio del 2017, divampava il primo di quattro roghi dolosi nell’ex tabacchificio di Sparanise.

Lo stabilimento, fondato nel 1956, registra la fine del suo ciclio produttivo nel 2007, ma fu definitivamente chiuso nel 2012, e, da allora, una eredità di veleni è rimasta sulle spalle degli sparanisani.

Fino al 2007 la comunità pagava con la salute la presenza di una attività produttiva sul territorio, in cambio di un salario. Dopo quella data abbiamo continuato a pagare il nostro gravoso tributo senza avere nemmeno più posti di lavoro.

Le fonti di inquinamento presenti all’interno di un sito industriale sono chiaramente molte, ma nel caso del tabacchificio quello che preoccupa di più è la copertura di 40mila mq in amianto, di cui circa 500 risultano danneggiati.

Durante tutto il periodo della sua attività il tabacchificio ha rappresentato una minaccia per la salute di lavoratori e residenti e, ad oggi, la situazione non è cambiata.

Le fibre di amianto continuano a viaggiare nell’aria di Sparanise.

Nel 2016, a quattro anni dalla chiusura, l’amministrazione appena insediata si attiva per avviare la bonifica dell’area e, nel 2017, la Regione Campania affida al Comune di Sparanise più di 5 milioni di euro nominandolo soggetto attuatore del progetto.

In questo stesso momento iniziano i roghi, che saranno ben quattro, dal 2017 al 2020.
Le indagini partono subito, secondo la stampa, ma ad oggi nessun colpevole è stato individuato anche se, alcune circostanze e la tempistica degli incendi suggeriscono una possibile pista.

La bonifica e tutte le operazioni correlate, infatti, vanno eseguite “in danno”, ovvero sarà la Regione ad anticipare i soldi ma la proprietà di terreni e stabilimento dovrà poi risarcire, pena la confisca dell’area una volta bonificata.

Il minimo dopo 64 anni di esposizione all’amianto di una intera comunità.

Nel 2018 è terminata la fase di caratterizzazione dei rifiuti presenti e a giugno del 2019 è stato presentato dal Comune il progetto esecutivo definitivo.

Da allora è tutto fermo e, dall’ultimo preoccupante incendio avvenuto a gennaio del 2020, la gara d’appalto non è stata bandita e non si hanno ulteriori notizie a riguardo.

I residenti della zona e gli sparanisani tutti meritano una risposta e la definitiva risoluzione del problema, per evitare che un ulteriore incendio possa creare un disastro ambientale ancora più grave.

Comunicato stampa dello Spazio CALeS

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