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Sparanise. Ambiente, territorio e lotte sociali: per una nuova fase di discussione e di iniziativa politica

DiThomas Scalera

Mar 3, 2017

SPARANISE. Lo scorso 28 gennaio si è tenuta presso l’aula consiliare del Comune di Sparanise un’assemblea pubblica dal titolo “Sparanise: che aria tira?” alla quale hanno partecipato militanti e attivisti dei movimenti territoriali per la difesa dell’ambiente e del territorio, pubblici amministratori e semplici cittadini. L’obiettivo dell’incontro, organizzato dallo Spazio CALeS, era quello di intavolare un primo momento di confronto rispetto allo stato dell’arte delle battaglie che hanno animato l’Agro Caleno negli ultimi anni e di prendere parola, dal basso e collettivamente, rispetto alle problematiche che ancora abbiamo di fronte, a partire dalla vicenda dei ripetuti e continui sforamenti dei limiti massimi consentiti di emissioni di PM10. Dunque, la discussione ha preso corpo a cominciare dalle giuste preoccupazioni in merito alla qualità dell’aria che quotidianamente respiriamo per estendersi via via alle diverse criticità di volta in volta individuate.
Naturalmente, l’annosa discussione sulla presenza della centrale Turbogas della Calenia ha da subito occupato gli interventi per diverse ragioni: essa rappresenta uno dei maggiori impianti industriali del territorio, produce un livello di inquinamento tale da essere obbligata a fornire un ristoro al Comune ospitante, appartengono alla Calenia le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria (installate per obbligo di legge), la Convenzione tra l’azienda e il comune di Sparanise scade quest’anno e, il rinnovo e la sua riscrittura, rappresenta una partita importante per tutta la comunità. Ad oggi infatti, il precedente accordo ha erogato più di 7milioni di euro nella logica di compensazione e sostegno, di ristoro ambientale, senza tuttavia conseguire un concreto e reale miglioramento per la città, né in termini infrastrutturali né di qualità della vita. Al contrario, mentre la qualità dell’aria è andata progressivamente peggiorando, le vicissitudini legate alla centrale sono state strumento di lotta politica, tessitura di reti clientelari e giochi delle parti che hanno visto azienda e politica locale rendersi protagoniste di alcune tra le pagine peggiori della nostra storia recente, tra cronache giudiziarie che raccontano di accordi con la camorra, licenziamenti e scarsa trasparenza.
A tutto ciò, nel corso degli anni, abbiamo visto opporsi le forze dell’autorganizzazione sociale, i movimenti e la parte sana di questo territorio che, resistendo alla criminalizzazione, alla repressione e alle narrazioni tossiche propagandate da miseri eroi di carta e speculatori di ogni risma, ha saputo reagire creando coscienza collettiva e iniziativa politica organizzata e dal basso.
Saremmo morti d’insipienza e di speculazioni se come movimento di difesa di tutto l’Agro caleno non avessimo alzato il livello del dibattito, delle richieste, della determinazione a svelare scempi come quello dell’area ex-Pozzi, a bloccare progetti come quello di Iavazzi.
La discussione è stata anche la prima occasione di confronto diretto tra i movimenti e la nuova amministrazione comunale di Sparanise. La nuova maggioranza, uscita vittoriosa dalle scorse amministrative, ha notoriamente abbracciato le rivendicazioni e, talvolta, gli indirizzi espressi dai movimenti in tema di ambiente. A tal proposito vogliamo essere chiari: la forza di un movimento popolare e delle realtà che lo sostengono risiede nella propria autonomia dalle istituzioni e nell’indipendenza della propria iniziativa politica. Cionondimeno, come sempre è stato, non rifiutiamo il confronto con le forze democratiche e con le stesse istituzioni che si mostrano permeabili alle rivendicazioni popolari e riteniamo che aprire una discussione sui rapporti tra queste e i movimenti, cosi come sulla pratica di un controllo popolare concreto sulle decisioni pubbliche, in tema di salvaguardia ambientale, di bonifiche territoriali, di progettazione delle aree industriali, sia quanto mai necessario, un vero nodo politico che i movimenti dovrebbero affrontare.
Dalla discussione problemi concreti sono emersi, tra criticità note e nuovi scenari che si profilano.
Se è necessario attuare un maggior controllo sulla qualità dell’aria a Sparanise, la bonifica della ex Pozzi resta avvolta dalle nubi dell’incertezza, le sorti del tabacchificio andrebbero discusse pubblicamente e la proliferazione di siti di stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi andrebbe messa sotto la lente. In uno solo dei comuni dell’Agro Caleno è possibile rintracciare problematiche che attraversano tutto il territorio, disegnando un quadro complessivo in cui l’esproprio delle risorse e delle esistenze in cambio di poco o nulla è la norma.
Contro questo sistema i movimenti, il Comitato per l’Agro caleno, hanno scritto qualche piccola ma significativa pagina di storia. Le battaglie sono state vinte, a volte con poco entusiasmo, ma la necessità dell’iniziativa non si è spenta: nessuna vittoria è definitiva, infatti, fin quando i meccanismi di sfruttamento, di espropriazione e di estrazione rapace di capitale restano in piedi, illesi nella propria sostanza.
I nodi del potere e del contropotere, della decisionalità, della costruzione dei rapporti di forza per un movimento popolare sono quelli che riteniamo debbano essere affrontati, dopo una fase di lotta vittoriosa ma non definitiva. Una fase che ci ha lasciato un grande patrimonio in eredità e che tuttavia si è conclusa evidenziando i mille limiti soggettivi che a vario livello hanno caratterizzato ognuno di noi che l’abbiamo attraversata.
Per quello che ci riguarda, non si tratta più soltanto di difendere la comunità dai capitali predatori e dalle speculazioni politiche. L’ambito d’intervento di una comunità in lotta che si fa istituzione del comune supera il piano delle soluzioni imminenti e si apre alla possibilità di ridefinire la storia di un’intera fetta di territorio: questa è la sfida che abbiamo davanti, sulla quale ci piacerebbe misurarci e che chiamiamo a raccogliere.

 

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Thomas Scalera

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