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Sparanise. Rifiuti pericolosi: sequestrato un capannone nell'area ex Pozzi

DiThomas Scalera

Set 6, 2016

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SPARANISE. Mentre la politica tarda a mantenere le promesse fatte ormai più di un anno fa, l’area ex Pozzi continua a essere zona franca per la gestione poco trasparente dei rifiuti. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con il personale dell’Arpac, hanno sequestrato un capannone di una società che opera nell’area industriale di Sparanise. Si tratta della Mdm ecorecuperi, la quale si occupa del trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Nei confronti dei responsabili dell’azienda sono state comminate delle contravvenzioni previste e punite rispettivamente dagli artt. 29 quattuordecies comma 1 (parte second) e 256 comma 4 del DLgs 152/2006 per aver rispettivamente effettuato un’attività di gestione di rifiuti pericolosi in assenza della necessaria Autorizzazione Integrata Ambientale e per aver gestito rifiuti pericolosi in violazione delle prescrizioni di cui al Decreto Autorizzativo.
Nel corso di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione di reati in danno all’ambiente e, in particolare, finalizzati al controllo sul corretto esercizio delle attività imprenditoriali operanti nel settore della gestione dei rifiuti, gli uomini della Guardia Forestale del Comando Stazione di Calvi Risorta, congiuntamente al personale tecnico dell’Arpac di Caserta, hanno effettuato il sopralluogo nell’opificio sulla strada statale Appia. Nel corso del controllo, oltre alle varie inottemperanze, é stata riscontrata la presenza di intensi odori di composti volatili (solventi, vernici, creosoto). Inoltre,  sono risultati stoccate 675,529 tonnellate di rifiuti non pericolosi, in violazione della prescrizione di cui al D.D. 249 del 05/12/2012 punto 6.9, per la quale, in ogni momento, non possono essere stoccati più di 110 tonnellate di rifiuti, di cui 100 tonnellate di rifiuti non pericolosi e 10 tonnellate di rifiuti pericolosi.
Rilevati tutti i vizi di gestione, i militari hanno stabilito che l’azienda si è resa responsabile di aver effettuato un’attività di gestione di rifiuti pericolosi in assenza della necessaria Autorizzazione Integrata Ambientale, e di aver gestito rifiuti pericolosi in violazione delle prescrizioni di cui al Decreto Autorizzativo. Il secondo profilo illecito riguarda la violazione di prescrizioni degli atti autorizzativi relative alla gestione di rifiuti non pericolosi estinguibili tramite l’applicazione della L. n. 68/2015.
Così è stato effettuato il sequestro del capannone adibito allo stoccaggio e al trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi e ai materiali in esso contenuti, incluse le attrezzature: due gru, un cassone con gru e una pressa.
Fonte: caleno24ore
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Thomas Scalera

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