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Studiare è un atto rivoluzionario

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La quarta rivoluzione industriale ed il mondo della formazione dovranno essere il trampolino di lancio per le future generazioni.

L’importanza dell’istruzione dovrebbe essere uno degli argomenti chiave quando si parla di politica, società ed economia. Questa importanza è sancita anche nell’Articolo 34 della Costituzione Italiana.

Costituzione Italiana — Articolo 34:

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso

Bombardatevi di cultura

Una penna in mano ad un uomo può cambiare il mondo più di qualsiasi altra bomba. Uno dei più grandi atti rivoluzionari che può fare un ragazzo oggi è quello di non abbandonare la scuola, far sì che l’istruzione sia parte integrante della propria vita rendendo lo studio prima un diritto e poi un dovere. Spesso chi detiene il potere vuole un popolo di inconsapevoli, di ignoranti e di schiavi, per tali motivi bisogna essere consapevoli, istruiti e liberi. Studiare è un atto rivoluzionario soprattutto nei tempi in cui ignoranza ed analfabetismo funzionale dilagano. Ogni volta che vado a fare seminari formativi nelle scuole superiori, prettamente su argomenti correlati al mondo dell’informatica, cerco sempre di trasmettere ai ragazzi l’importanza dell’andare a scuola. Cerco di sottolineare come oggi uno dei modi per abbattere il degrado e la disoccupazione giovanile è non abbandonare l’istruzione, impegnarsi e seguire le proprie passioni. Alla fine di ogni seminario li saluto con questa frase:

Studiare ti permette di decidere chi vuoi essere nella tua vita, studia, mettici passione e sarai libero.

Studio e progresso camminano di pari passo

Il progresso tecnologico, a lungo termine, migliora la qualità della vita delle persone sostituendo sempre di più lavori usuranti con lavori che richiedono ingegno. Tuttavia non ci sarebbe progresso tecnologico senza lo studio. A questo proposito sono interessanti ed illuminanti le seguenti parole pronunciate da David Autor, economista americano e professore presso il MIT, durante un TED Talks:

Abbiamo già affrontato gravi trasformazioni economiche e ne siamo usciti con successo. A cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo, quando l’automatizzazione stava eliminando un grosso numero di lavori agricoli (ricordate il trattore?) gli stati rurali rischiarono la disoccupazione di massa, una generazione di giovani che non era più necessaria nelle fattorie ma non era preparata per l’industria. Rispondendo alla sfida, fecero il passo radicale di richiedere che l’intera popolazione giovanile restasse nelle scuole a continuare la propria educazione fino alla veneranda età di 16 anni. Questo venne detto “movimento per i licei” e si trattò di un’iniziativa radicalmente costosa. Non solo si dovette investire nelle scuole ma i ragazzi non poterono continuare con i loro lavori. Fu anche uno dei migliori investimenti fatto dagli Stati Uniti nel ventesimo secolo. Ci diede la forza lavoro più abile, flessibile e produttiva di tutto il mondo. Per capire quanto abbia funzionato bene, pensate di prendere i lavoratori del 1899 e di portarli nel presente. Nonostante le loro forti schiene e il loro buon carattere, molti di loro mancherebbero delle basi matematiche e alfabetiche per fare quasi tutti i lavori moderni, eccetto i più banali. Per molti di loro lavorare sarebbe impossibile.

Istruzione, mondo del lavoro e quarta rivoluzione industriale

Il discorso del Prof. David Autor deve far riflettere in quanto siamo alle porte della quarta rivoluzione industriale, la cosidetta Industria 4.0, trainata principalmente dall’automazioneroboticaintelligenza artificiale ed Internet of Things. La scuola deve affrontare questa trasformazione da protagonista. Ci saranno centinaia di nuovi lavori in futuro, e ne scompariranno altrettanti. Molti ragazzi, oggi (purtroppo) studiano per lavori che spariranno nel giro di pochi anni o abbandonano la scuola senza avere le basi per apprendere alcuna professione. La scuola, da questo punto di vista, deve come prima cosa attrarre i giovani e far sì che questi non scappino da essa e come seconda cosa deve adeguarsi a quelli che saranno i lavori di domani. La ventura rivoluzione non deve essere vista solo come una minaccia ma anche come un’opportunità. Purtroppo è anche vero che l’automazione porterà dei cambiamenti repentini nel modo di lavorare e porterà molte persone a perdere il lavoro. Molti di questi se vorranno continuare a lavorare e ad essere riassorbiti nel sistema produttivo italiano e mondiale in un certo senso dovranno ritornare a scuola, ovvero dovranno ricorrere al mondo della formazione per riformarsi. Per le future generazione, tuttavia, il discorso cambia leggermente. Quest’ultime hanno una grandissima opportunità dato che si trovano già ora nel mondo della formazione e solo con l’istruzione adeguata potranno avere una possibilità ed un futuro. Bisognerà approcciarsi sempre di più alle materie ingegneristiche e sempre di meno ai lavori manuali e non specializzati. Teniamo conto che siamo nati per usare il cervello e non per fare (solo) un lavoro prettamente meccanico tutta la vita. In futuro avremo bisogno sempre di più di ingegneri che progettino nuovi automi, algoritmi, tecnologie e che facciano manutenzione su di essi. Oggi un operaio ha un percorso di studi base e prettamente pratico. Il lavoro di domani farà si che chiunque voglia lavorare nelle future professioni che nasceranno debba avere familiarità con la matematica, l’informatica e le scienze in generale. Oggi molti ragazzi usano la tecnologia, ma la usano in maniera passiva e non attiva. Già il far sì che la tecnologia venga usata in maniera consapevole ed attiva è un primo passo in avanti.

Non fatevi trovare impreparati

Bisogna guardarsi intorno e vedere dove siamo arrivati oggi. Anche il mondo dei medici così come il mondo di chi fa formazione o una parte del mondo umanistico e pedagogico (su queste ultime due il quadro non è ancora chiaro a mio avviso) dovrà avere un rapporto con la tecnologia molto più forte e coeso rispetto a come lo è stato fino ad oggi. Giusto per fare alcuni esempi:

  • Nelle scuole si usano già da qualche anno lavagne elettroniche, la didattica è sempre più fatta utilizzando il web e piattaforme di e-learning.
  • Negli ospedali si utilizzano software che aiutano i medici a classificare le patologie.
  • Grandi e-commerce come Amazon utilizzano sistemi di distribuzione automatizzata.
  • L’assistenza clienti viene automatizzata dalle Chat bot.
  • Le agenzie di viaggi sono sempre più sostituite da siti web come Booking o Expedia.

La lista potrebbe essere ancora più lunga dato che di esempi come questi se ne possono fare a centinaia.
Le future generazioni devono essere consapevoli di questi cambiamenti e dovranno avere familiarità con la tecnologia in maniera attiva proprio perché già oggi si evince come il mondo sta cambiando. Sono sempre più convinto che c’è tanto lavoro da fare e che nasceranno tanti nuovi lavori sempre più stimolanti. Pertanto lo studio, coadiuvato da un mondo della formazione pronto ai cambiamenti, sarà l’unico trampolino di lancio per le future generazioni. Non arrendetevi, studiate e metteteci passione in quello che apprenderete, il mondo ha bisogno di giovani e brillanti menti, non fatevi trovare impreparati.

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