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Cardito. Valentina Casa ha fatto morire il figlio senza pietà, arrestata dalle forze dell’ordine

La donna avrebbe coperto il compagno secondo l’accusa degli agenti investigativi

CARDITO. Arrestata stamattina Valentina Casa la compagna di Tony Badre Essobti, il 24enne marocchino accusato dell’omicidio del piccolo Giuseppe, ucciso al culmine di un violento raptus di follia a calci e pugni. A eseguire il provvedimento emesso dalla Procura di Napoli Nord gli agenti della Polizia di Stato di Afragola e della Squadra Mobile della Questura di Napoli.

La donna è stata arrestata a Massa Lubrense, città di residenza dove appunto si era trasferita dopo il dramma familiare, la donna è accusata di gravi reati che vanno da omicidio aggravato per futili motivi, fino ad arrivare alla crudeltà e all’abuso violento delle relazioni domestiche, nei confronti del figlio Giuseppe, di tentato omicidio aggravato dalle medesime circostanze nei confronti invece della figlia N. e di maltrattamento aggravato nei confronti dei tre figli. Contemporaneamente gli agenti hanno eseguito un’altra nuova ordinanza cautelare nei confronti del compagno della donna, Essobti Badre Tony, in quanto accusato gravemente di essere l’autore del tentato omicidio della piccola N. e del reato violento di forti maltrattamenti nei confronti invece dei tre figli della sua compagna.

Le indagini investigative di questi tempi hanno permesso di scoprire alcuni indizi importanti sulla figura della madre, la donna secondo gli inquirenti non intervenne per difendere il figlio dalla furia violenta del compagno, nascose poi le prove della violenza che il piccolo subi quel giorno. Secondo ancora la ricostruzione fatta la donna ripulì accuratamente il bagno di casa sua che risultava sporco di sangue per le ferite lasciate dal figlio, dopo appunto questa azione di pulizia all’interno del bagno, Valentina gettò nella pattumiera le ciocche di capelli strappate dal compagno alla figlia, e all’arrivo del personale sanitario non riferiva che Tony era stato l’autore di quella furia violenta contro i suoi figli. Il comportamento della donna, e quello del compagno è stato quindi ricostruito nel tempo da una accurata indagine investigativa che si è poi sviluppata sulla conoscenza tecnica basandosi poi anche sui validi referti medici, che ci hanno permesso di capire la furia violenta dell’uomo penetrata contro i bambini.

Gli investigatori hanno scoperto anche attraverso testimonianze del luogo, che i bambini non erano ben curati dalla coppia, erano abbandonati a se stessi, costretti poi a non socializzare con gli altri bambini del quartiere dove abitavano. L’aspetto più grave che ha permesso poi agli inquirenti di accusare, per poi arrivare all’arresto della donna, risulta essere la dichiarazione fatta dagli insegnanti di scuola dei piccoli sulle evidenti ecchimosi e tumefazioni scoperte dalle stesse maestre sui volti dei piccoli bambini in classe.

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Giacinto Di Patre
La stampa fa paura. Anche a me. In genere non modifica le situazioni, non ha quel potere che la leggenda le attribuisce, ma può distruggere una persona. Se sbaglia, sono guai. E poi, non ci sono rimedi, anche quando tenta di riparare. La tv moltiplica addirittura l'effetto, per quel tanto di 'ufficialità' che si porta dietro. Una volta si commentava: "Lo ha detto la radio", ed era una patente di credibilità. Adesso quel che più conta, e fa opinione, è il nuovo mezzo.

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