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Tanto stupore per la strage in Siria, ma lì i bambini muoiono da anni

DiThomas Scalera

Apr 6, 2017
In Siria non si muore da oggi. E’ un calvario che continua da 6 anni, sono morti bambini innocenti nella totale indifferenza mondiale». Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. «Inutile girarci troppo intorno. Le Nazioni Unite hanno smesso di contare i bambini morti in Siria nel 2013, quando erano circa 11 mila. Ora si teme che le vittime minori si siano almeno quintuplicate rispetto ad allora ed anche se non ci sono dati certi sono certamente cifre da genocidio». L’ intero Paese è fuori uso, la luce è sprofondata in una terribile notte perenne. Quattro anni di disastrosi orrori, quattro anni di guerra in Siria. quattro anni di maledetti diritti violati, di morti innocenti, di abusi, di urla spaventose. La guerra sta ammazzando la Siria, spegnendo senza nessuna distinzione umana la vita ai siriani. Dall’inizio del conflitto l’83% dei siriani risulta essere ostaggio di questa guerra mediatica tra i sostenitori del Presidente Assad e quelli dei ribelli. Oggi non è una questione di date, di numeri, è una questione di vite uccise, violentate, stuprate, deturpate, private del loro stesso diritto alla vita. Una forte pioggia battente di bombe e sangue, secondo i rapporti dell’ONU sono circa 200mila le vittime tra i civili e, per quanto riportato dall’UNICEF 10mila i bambini. Risultano invece due milioni i minori fuggiti da una sanguinaria maledetta guerra che mai avrebbe dovuto esserci, ma soprattutto mai avrebbe dovuto distruggere la vita dei siriani.
Oggi sono tante le atrocità che sono state dimenticate. Troppo poco, in questi quattro anni, si è parlato dei bambini usati come scudi umani e messi sui carri armati, fatti diventare bersaglio. Le pagine dei giornali diventavano una licenziosa virtuale aula di tribunale, piovono accuse sull’esercito governativo e sulle milizie dei ribelli, quando il vero problema era capire non solo “chi” ma “come”, come questi bambini vengono torturati, violentati sessualmente, mutilati, e capire il perché la maggior parte dell’informazione tace scandalosamente nel bel mezzo delle più atroci violazioni dei diritti umani. Gran parte dei reportage riguardanti le torture perpetrate sui bambini cessano nel 2012, come se tutto si fosse fermato. Sembra da questo momento essere calato il silenzio suoi macabri orrori, sulle scuole trasformate in centri di detenzione, sugli elettro-shock compiuti sullo stomaco dei bambini o sulla brutalità con cui venivano strappate le unghie dei piedi per estorcere dichiarazioni, per punirli, per picchiarli per ragioni che squarciano la vergognosa razionalità diventando semplicemente atroce violenza selvaggia. Poche le notizie sulle donne stuprate e successivamente emarginate in maniera vergognosa dalla società siriana, di quelle freddate senza pietà a colpi di arma da fuoco. Tutto si è fermato al termine di questa scandalosa “guerra” che nell’immaginario collettivo riporta solo bombe e morte, c’è la fine dell’essenza umana. Il reclutamento dei minori è oggi l’ultima vergognosa arma a doppio taglio usata da entrambi le fazioni, senza distinzioni. Oggi c’è solo la spiegazione dell’indifferenza che risulta essere un crimine di guerra. Bisogna domandarsi per un attimo chiudere gli occhi, ma soprattutto pensare, immaginare, sentire il dolce cuore spaventato dei bambini che vivono in continua maledetta fibrillazione, bisogna vivere interiormente quello che un conflitto genera, non si può mai lasciare che questi diventino solo “gli anni sporchi della guerra in Siria” parlandone con totale distacco, come se la questione fosse troppo lontana da noi, lasciando cadere meticolosamente una coltre di pura indifferenza che diventa cattiva complicità o crimine stesso, come qualche giorno fa aveva affermato amaramente l’ Unicef attraverso le parole espresse all’inizio dell’editoriale: ” Oggi l’ indifferenza è un maledetto crimine di guerra.” Tutti noi ci domandiamo dov’è l’amore, la purezza, la giustizia per questo popolo che non ha più un divino orizzonte di vita. Quale grido silenzioso oggi emerge dal cuore delle vittime. L’ immagine virale dei bambini siriani deve riaccendere la speranza eterna di Dio. La speranza che possa contribuire alla conversione dei cuori e delle coscienze, soprattutto la speranza possa contribuire alla conversione degli uomini di potere. La speranza è che si ponga fine a uno «dei drammi umanitari più opprimenti degli ultimi decenni», come ha detto papa Francesco, un dramma tale da produrre un «oceano di dolore» che colpisce in special modo i più poveri, le donne, i bambini, gli anziani. Poiché «in Siria e in Iraq, il male distrugge gli edifici e le infrastrutture, ma soprattutto la coscienza dell’uomo». La pace non è essenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia. Noi vogliamo credere negli ideali di vita, l’indifferenza deve essere sconfitta, per questo crediamo che la pace non è una paradisiaca condizione originaria, né una forma di convivenza regolata da cellule terroristiche. La pace è qualcosa che non conosciamo, che soltanto con il cuore e con le lacrime immaginiamo. La pace dovrà continuare ad essere un dolce sentimento di espressivo ideale. Non dimentichiamoci che l’umanità è stata creata da Dio, non distruggiamoci attorno alle atrocità del potere, amiamoci con il cuore, ma soprattutto amiamoci con l’amore.
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Thomas Scalera

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