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Teora. Alma Ferrara, il 10 giugno un convegno sulla sua figura

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Chi era Alma Ferrara?

TEORA (AV). In occasione del 105° anniversario della nascita della Serva di Dio Alma Ferrara da Teora si terrà, il 10 giugno prossimo, alle ore 16,00, presso il cine teatro “Europa” di Teora, un convegno sulla sua figura.

L’iniziativa è stata promossa dal Movimento per l’amore gioioso del Padre, fondato da Alma quando ancora era in vita. L’arcidiocesi di Sant’Angelo-Conza-Nusco-Bisaccia, a nome dell’arcivescovo mons. Pasquale Cascio ha sposato l’idea e ha trovato nell’amministrazione comunale di Teora guidata dal sindaco Stefano Farina un entusiasta alleato.

Il convegno mira a far conoscere, per accelerarne il processo di beatificazione, questa illustre figlia di Teora, dove riposano le spoglie sue e del marito Francesco Sacco. Parteciperanno: Stefano FarinaSindaco di Teora e Mons. Tarciso Gambalonga, amministratore della parrocchia San Nicola di Mira che porgeranno i saluti istituzionali; Simonetto Sacco, figlio di Alma, che darà testimonianza del rapporto quotidiano di Alma come sposa e madre di famiglia.  A seguire ci sarà la proiezione di un filmato su Alma Ferrara e dopo una breve pausa Simone Dell’Erba – presidente del “Movimento per l’Amore Gioioso del Padre” parlerà di Alma Ferrara e “l’Opera d’oro- colloqui con il Padre”, le comunicazioni ricevute dal Padre; il giornalista Romolo Sardellini parlerà di Un intervento straordinario del Padre; il postulatore Nicola Giampaolo illustrerà l’evoluzione del Processo di Beatificazione della “Serva di Dio” Alma Ferrara Sacco. Le Conclusioni sono state affidate a S.E. Arcivescovo Mons. Pasquale Cascio. Modererà Paolo Ciccone, redattore del periodico ALTIRPINIA

ALMA FERRARA SACCO

La sua è stata una vita alquanto avventurosa. Nacque nella cittadina altirpina il 10 giugno 1914, quinta figlia di una famiglia di emigranti che si era ristabilita in Italia e morì a Roma il 4 maggio del 2000. Venne dichiarata Serva di Dio il 31gennaio 2017 dai Vescovi del Lazio che accolsero alla unanimità la richiesta del “Movimento per l’amore gioioso del Padre”, per riconoscerle il titolo e ammetterla al Tribunale della Santa Sede per la causa di beatificazione. Dopo aver frequentato le elementari a Teora e Medie e Liceo Scientifico ad Avellino si laureò, con il massimo dei voti, all’età di 22 anni, in Scienze Naturali presso l’università di Napoli. Iniziò la sua professione di docente come Assistente di Antropologia presso la stessa università. Nel 1937 si trasferì a Tripoli. Al ritorno definitivo in Italia, per vicissitudini belliche, sposò, nel 1940, colui che conobbe durante gli studi universitari, un ingegnere delle ferrovie. Con lui andò ad abitare a Foggia e dal quale ebbe, successivamente, due figli, un maschio ed una femmina. Iniziò così un continuo peregrinare per l’Italia a seguito del marito che per la sua professione era continuamente costretto a spostarsi. Venezia, Bolzano, Milano ed infine Roma sono state le altre tappe della sua vita familiare e lavorativa di docente. Andò in pensione nel 1975. La straordinarietà della vita di Alma, per la quale è iniziato il processo di beatificazione, sta nella sua quotidianità costellata da vicissitudini singolari a livello di religiosità. All’età di quattro anni, cadendo in un calderone di acqua bollente ed in fin di vita, guarì miracolosamente dopo aver avuto la visione di un monaco sorridente, Sant’Antonio Abate. Fu battezzata all’età di 10 anni perché il papà, emigrato in America e mai conosciuto ed ivi deceduto, non era un credente. Tanti altri fatti “minori” hanno accompagnato la sua esistenza nonostante fosse cresciuta senza una figura paterna e senza una vera educazione cristiana. Alla fede si era avvicinata in maniera spontanea e la coltivò con passione. Due fenomeni straordinari, però, diedero una impronta alla sua intensa religiosità caratterizzata da un profondo amore per un Dio che lei definiva Padre Misericordioso che ama le sue creature: l’apparizione “muta” della Madonna la sera del 29/03/1981 e le “Comunicazioni” con Dio Padre iniziate, in maniera straordinaria ed “inusuale” il 26 aprile 1984 e proseguite, quasi quotidianamente, per oltre 10 anni. Le Comunicazioni venivano, con lei in ascolto, “suggerite” da Dio e lei doveva tassativamente trascrivere così come venivano dettate senza semplificazioni e senza modificazioni. Queste sono state raccolte e pubblicate in tre volumi, di oltre 500 pagine ciascuno, dal titolo “Opera d’Oro – colloqui con il Padre”. Tema dominante di queste “comunicazioni” è l’amore di Dio Padre Misericordioso per tutto il genere umano. Si può affermare che la sua vita è stata un continuo dialogo con Dio verso il quale sentiva un sincero amore filiale che diventava forza interiore capace di farle affrontare e superare le tante difficoltà incontrate. Da qui nasceva il suo essere laica di profonda fede, di profonda cultura, di grande disponibilità verso gli altri soprattutto nell’ascolto, di grande umiltà nella verità, di grande rigore morale.

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